Ieri migliaia di migranti hanno raggiunto Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa settentrionale del Marocco, nuotando intorno agli sbarramenti o scavalcando la barriera di confine.
Le autorità locali parlano di una situazione di emergenza umanitaria e sociale senza precedenti, con i centri di accoglienza già al collasso e centinaia di persone costrette a dormire per strada.
Madrid ha deciso di inviare rinforzi militari e della Guardia Civil, mentre il primo ministro Pedro Sánchez ha annunciato una visita sul posto per oggi, accompagnato dal ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska.
La crisi ha riacceso il dibattito politico in Spagna, polarizzando maggioranza e opposizione, e ha provocato una polemica aperta con l’Italia, dove il governo Meloni ha minacciato misure straordinarie, fino alla sospensione dell’accordo di Schengen.
CHE COSA E’ SUCCESSO A CEUTA
Come riporta il New York Times, nelle ultime ore migliaia di migranti, in maggioranza giovani uomini, ma anche famiglie con donne e bambini, hanno raggiunto Ceuta scavalcando la recinzione o nuotando dalle spiagge marocchine di Fnideq e Belyounech. La distanza da coprire in acqua varia a seconda del punto di partenza, ma in alcuni tratti non supera i cinque chilometri.
I NUMERI AL CONFINE
La televisione di Stato spagnola TVE ha stimato tra 2.000 e 3.000 le persone entrate solo ieri, cifra ripresa anche da Reuters, che però non è riuscita a confermarla in modo indipendente. Il presidente dell’enclave, Juan Jesús Vivas, aveva già segnalato nei giorni precedenti l’ingresso di circa 1.500 migranti, mentre un funzionario locale ha parlato, senza poter fornire una stima definitiva, di “decine di migliaia”.
Stamattina Reuters rilanciava un comunicato del Ministero dell’Interno spagnolo che aggiornava le stime degli attraversamenti, portandoli a ben 49.000 nelle ultime 24 ore,
IL CAOS ASSOLUTO
Rachid Sbihi, responsabile dell’associazione che rappresenta gli agenti della Guardia Civil a Ceuta, ha descritto la situazione all’Associated Press come “caos assoluto” “Non è possibile – ha dichiarato – dare numeri precisi, ma sono migliaia le persone che stanno attraversando. Il confine è totalmente collassato”.
LE INFORMAZIONI E LE FONTI
Video e testimonianze raccolte sul posto mostrano gruppi di migranti che camminano intorno agli sbarramenti di Tarajal, alcuni che gridano “Viva España!” e gettano in aria le infradito, altri che si inginocchiano a baciare il suolo spagnolo. Molti arrivano esausti, altri in condizioni critiche.
Secondo quanto riferito da diverse fonti, il valico di Tarajal sarebbe stato aperto in circostanze insolite nella mattinata di giovedì, facilitando l’ingresso di un numero elevato di persone prima che le autorità marocchine intervenissero con maggiore decisione.
LE VITTIME
Il bilancio delle vittime resta incerto e varia a seconda delle fonti. L’Associated Press e Reuters parlano di almeno nove corpi recuperati a Ceuta, mentre la BBC cita almeno 15 annegati. Il New York Times eleva il conteggio ad almeno 18 decessi nei tentativi di ingresso.
I NUMERI
Nei mesi recenti, secondo le autorità locali, sono già decine i migranti morti nel tentativo di raggiungere l’enclave: Reuters ricorda che solo nei mesi precedenti i decessi erano saliti a circa sessanta.
Molti di coloro che ce l’hanno fatta sono stati trovati in condizioni critiche dopo ore di nuoto, mentre altri, una volta a terra, hanno mostrato segni di euforia, gridando slogan di gioia.
I CENTRI DI ACCOGLIENZA
I centri di accoglienza e le strutture per minori non accompagnati sono stracolmi. Vivas ha ripetuto più volte che centinaia di persone dormono per strada e che l’enclave non ha più risorse per far fronte all’emergenza.
In alcune zone della città i negozi sono rimasti chiusi e alcuni commercianti, come riferito da Reuters, hanno organizzato forme di autotutela, temendo che le forze dell’ordine non riuscissero a garantire la sicurezza.
LA RISPOSTA DEL GOVERNO SPAGNOLO
Il governo spagnolo ha annunciato l’invio di unità delle Forze armate e di almeno 30 agenti aggiuntivi della Guardia Civil, oltre a 200 poliziotti specializzati. Come sottolinea il Guardian, il ministero dell’Interno ha precisato che i militari “rinforzeranno la Guardia Civil nell’esercizio delle sue funzioni e in qualsiasi altro compito necessario per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta”. Sono stati predisposti anche supporti aerei, navali e squadre di subacquei per pattugliare le acque intorno all’enclave.
Sánchez ha scritto sui social che il governo è “pienamente impegnato a dare una risposta immediata” e che sta lavorando con le autorità marocchine e internazionali. Il premier e il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska si recheranno a Ceuta oggi per incontrare le forze di sicurezza e le autorità locali.
Madrid ha però respinto le richieste di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, sostenendo che la normativa non contempla i flussi migratori tra le ipotesi di rischio per la sicurezza nazionale. Secondo il governo, le emergenze di questo tipo possono essere dichiarate solo in caso di eventi meteorologici estremi, minacce vulcaniche o nucleari.
IL RUOLO DEL MAROCCO SECONDO DIVERSI OSSERVATORI
Le autorità spagnole affermano che Rabat sta collaborando e che la polizia marocchina ha bloccato numerose persone. Testimoni raccontano tuttavia che nella mattinata di ieri il valico di Tarajal è stato aperto in circostanze insolite e che solo più tardi le forze marocchine hanno usato idranti e, secondo alcune fonti, gas lacrimogeni per disperdere la folla. In serata, a Fnideq, testimoni hanno riferito a Reuters che le autorità marocchine hanno puntato gli idranti contro i migranti per dissuaderli dal tentare l’attraversamento.
Il governo di Madrid punta il dito contro le reti di trafficanti che avrebbero sfruttato una recente sentenza della Corte Suprema spagnola. La decisione, emanata a inizio mese, vieta i respingimenti sommari dei migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla. “È stato un lento stillicidio dopo la sentenza della Corte Suprema, ma oggi è stata un’esplosione”, ha dichiarato un portavoce della Guardia Civil a Reuters. Il ministero dell’Interno ha sottolineato che le organizzazioni criminali stanno approfittando di questa sentenza per incoraggiare i flussi.
Alcuni analisti non escludono legami con le relazioni bilaterali con il Marocco. In passato, nel maggio 2021, più di 8.000 persone entrarono in pochi giorni in un clima di tensione diplomatica legato al Sahara Occidentale e all’accoglienza in Spagna del leader del Fronte Polisario, il movimento armato che si batte per la liberazione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola controllata dal Marocco. Questa volta, secondo il New York Times, alcuni osservatori sospettano un malcontento di Rabat per il recente e cordiale viaggio di Sánchez in Algeria, che è il principale sponsor regionale del Fronte Polisario.
LE REAZIONI IN SPAGNA
La crisi ha immediatamente polarizzato il dibattito interno. Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito Popolare, ha definito la situazione “disperata” e ha chiesto al governo di non voltarsi dall’altra parte, parlando di crisi di sicurezza nazionale. Santiago Abascal, capo di Vox, ha parlato di “invasione” e ha accusato Sánchez di aver “convocato” i migranti per motivi elettorali, suggerendo che si trattasse di criminali o potenziali elettori della sinistra.
Il governo, da parte sua, ha ribadito di essere impegnato a garantire la sicurezza dei cittadini e l’integrità del confine, pur rifiutando di legare la crisi al recente piano di regolarizzazione di circa 500.000 migranti irregolari già presenti in Spagna.
L’INIZIATIVA DELL’ITALIA
Sul fronte internazionale, il governo italiano ha alzato i toni. Giorgia Meloni ha scritto che le immagini di Ceuta dimostrano come l’immigrazione illegale incontrollata rappresenti “una minaccia concreta per la sicurezza delle frontiere europee” e ha annunciato di essere pronta a misure straordinarie, inclusa la sospensione di Schengen con la Spagna. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha usato toni simili, definendo “sbagliata” la politica migratoria di Sánchez. Il suo omologo spagnolo José Luis Albares ha replicato accusando Roma di “strumentalizzare” la questione migratoria e di fare “demagogia di parte” invece di mostrare solidarietà europea.
SPAGNA E NON SOLO SOTTO PRESSIONE
Ceuta e Melilla costituiscono l’unico confine terrestre dell’Unione europea con l’Africa. Periodicamente diventano punti di pressione migratoria, nonostante gli investimenti in sorveglianza, il rafforzamento delle barriere e la cooperazione con il Marocco.
L’Unione europea, tramite il commissario agli Affari interni Magnus Brunner, ha ribadito che la protezione delle frontiere esterne è centrale nella lotta all’immigrazione irregolare e ha offerto a Madrid il supporto di Frontex.
Come ricorda il New York Times, la Spagna ha a lungo cercato di proiettare un’immagine di Paese aperto, soprattutto verso i migranti latinoamericani, ma le ondate provenienti dal Nordafrica mettono a dura prova questa narrazione e alimentano le critiche sia da destra sia da parte di chi denuncia un trattamento discriminatorio nei confronti degli africani.




