Tra i leader dell’intelligenza artificiale, Jensen Huang si è finora tenuto lontano da X e non ha pertanto fatto parte delle polemiche che hanno caratterizzato figure come Elon Musk e Sam Altman. Il fatto che il 24 luglio 2026 abbia deciso di aprire un account su X e di twittare dimostra anzitutto due cose.
La prima è che la piattaforma di proprietà di Musk è un luogo importante per la condivisione di notizie e analisi sulle filiere tecnologiche, oltre a falsità e propaganda. In campi come i semiconduttori e la filiera dell’intelligenza artificiale, diverse voci usano l’immediatezza di X per accreditarsi e per discutere, e ciò vale anche per numerosi ricercatori e analisti asiatici, tra cui cinesi, coreani e taiwanesi. Non vedere tutto questo perché si cataloga ogni cosa secondo un solo metro di giudizio (le opinioni di Elon Musk) impedisce di seguire questo dibattito, che continua ad avere luogo su X e in termini diversi su Substack, ben più che su altre piattaforme.
La seconda ragione della presenza del fondatore e CEO di NVIDIA su X sta ovviamente nel documento che ha deciso di diffondere, ovvero la lettera-manifesto “Open Weights and American AI Leadership”.
Il documento presenta i modelli open weight come componente essenziale della leadership statunitense nell’intelligenza artificiale. Dice in termini espliciti che primato degli Stati Uniti non dipenderà solo dal possesso del modello di frontiera più potente e che sarà legato a un ecosistema aperto e competitivo, in grado di diffondere l’intelligenza artificiale nei diversi settori produttivi, nella pubblica amministrazione, nelle università. La diffusione è considerata un fattore dell’aumento della “sovranità”, termine che il manifesto utilizza in modo esplicito. Pur riconoscendone i rischi, la lettera sostiene che l’apertura migliori anche la s
Un altro elemento significativo del documento è la definizione di “distillazione”, di cui si è parlato molto in queste settimane. Viene considerata una “tecnica ampiamente utilizzata per il miglioramento dei modelli, la valutazione e validazione” e una pratica centrale per l’innovazione. La lettera invita perciò a distinguere la distillazione legittima dall’estrazione abusiva di valore da sistemi chiusi, da affrontare attraverso norme giuridiche specifiche, senza “divieti complessivi”.
Ovviamente tra i firmatari del documento non possono esserci Anthropic e OpenAI, perché sono gli avversari di questa prospettiva: il loro interesse continuerà con ogni probabilità a essere quello di chiedere provvedimenti di chiusura verso gli avversari, invocando il pericolo di sicurezza nazionale dei modelli cinesi e il loro furto di proprietà intellettuale. Né nel catalogo sono presenti Alphabet e Amazon, che sono anche tra i principali azionisti di Anthropic.
Tra i firmatari però non ci sono solo realtà come Hugging Face (negli ultimi giorni al centro dell’attenzione anche per la vicenda di OpenAI), la Linux Foundation o la francese Mistral. Sono presenti aziende tecnologiche tradizionali statunitensi, come Dell e IBM. Ci sono Meta e Microsoft, sempre più lontana da OpenAI. E c’è anche l’altro polo della “strana coppia” con NVIDIA su cui ci siamo già soffermati varie volte, Palantir, oltre al gigante del venture capital Andreessen Horowitz, un’altra realtà tecnologica che ha fortemente sostenuto Trump.
L’ingresso di Jensen Huang sull’arena di X va poi unito, ovviamente, alle varie prese di posizione all’interno dell’amministrazione Trump sul caso Kimi K3 (con la distanza tra la lettura del Segretario al Tesoro e del Segretario al Commercio).
In sintesi, è in corso una lotta aperta sulla regolamentazione e sui controlli dell’intelligenza artificiale che, come avviene nel sistema statunitense, si combatterà anche a colpi di finanziamenti di Super PAC e di campagne elettorali, nonché di accuse reciproche di anti-americanismo e complicità con la Cina.




