La Commissione Europea, il braccio esecutivo dell’UE, ha raccomandato lunedì che i paesi membri rinviino le sanzioni per inosservanza, le quali avrebbero dovuto entrare in vigore il prossimo anno. Le multe, che possono arrivare fino al 20% del fatturato annuo di un’azienda, non si applicheranno prima del 2030, ha dichiarato la Commissione – scrive il WSJ.
L’UE richiede alle aziende di monitorare e rendicontare le emissioni di metano legate al petrolio, al gas naturale e al carbone importati, con l’obiettivo di fissare un tetto alla quantità di metano emettibile per unità di energia importata. L’obiettivo del blocco è ridurre le emissioni di metano in quanto potente gas serra.
LE CRITICHE DEGLI INDUSTRIALI
Gruppi industriali e alcuni dei principali fornitori di energia dell’UE sostengono che queste norme siano troppo onerose e rischino di compromettere il soddisfacimento del fabbisogno energetico del blocco. Le interruzioni alle spedizioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz hanno aumentato le preoccupazioni in un’Europa fortemente dipendente dalle importazioni, dove gli alti prezzi dell’energia stanno ostacolando la capacità delle imprese di competere con Stati Uniti e Cina.
LE PRESSIONI DI STATI UNITI, QATAR, ALGERIA E NIGERIA
In una lettera congiunta inviata il mese scorso, i ministri dell’Energia di Stati Uniti, Qatar, Algeria e Nigeria hanno affermato di non vedere “alcuna strada percorribile per l’ottemperanza” alla regolamentazione dell’UE sul metano, chiedendo un rinvio delle sanzioni e modifiche alla legge.
NON SOLO METANO: GLI USA SI OPPONGONO ALLE REGOLE UE PER LA SOSTENIBILITÀ
Le norme del metano non sono le uniche su cui l’amministrazione Trump si è opposta. Funzionari statunitensi hanno criticato anche altri requisiti di rendicontazione sulla sostenibilità imposti dall’UE e le rigide normative rivolte alle grandi aziende tecnologiche, definendole barriere commerciali non tariffarie.
Lunedì l’UE ha ribadito di rimanere vincolata alle norme sul metano e ai propri obiettivi di riduzione delle emissioni. Le aziende sono comunque tenute a rispettare i requisiti anche in assenza di sanzioni immediate, e le penali potranno comunque essere applicate in caso di frode deliberata, ha precisato un funzionario europeo.
L’International Association of Oil & Gas Producers, che comprende colossi come Chevron, Exxon Mobil e ConocoPhillips, ha dichiarato che la modifica proposta non è ancora sufficiente.
(Estratto dalla rassegna stampa di eprcomunicazione)






