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Cosa succede all’economia Usa tra Fed e lavoro

Warsh porta una svolta hawkish alla Fed. Mercato lavoro Usa stabile. L'analisi di Blerina Uruci, Chief US Economist, T. Rowe Price.

Da quando Kevin Warsh ha iniziato il suo mandato come presidente della Federal Reserve, il cambiamento principale è stato un netto mutamento nello stile di comunicazione, con un minore ricorso alla forward guidance. A parità di altre condizioni, questo dovrebbe tradursi in una maggiore volatilità dei tassi di interesse rispetto a quella a cui eravamo abituati.

Inoltre, i gruppi di lavoro annunciati durante la conferenza stampa dovrebbero portare a cambiamenti nelle diverse funzioni della Fed, e l’attuazione delle loro conclusioni contribuirà ad aumentare la volatilità. Warsh guiderà un comitato fortemente dipendente dai dati, il che probabilmente gli consentirà di controllare più facilmente la narrativa del Federal Open Market Committee (FOMC) e di costruire il consenso sulle decisioni prese riunione per riunione.

In occasione del Forum di Sintra della Bce, nel suo intervento Warsh ha ribadito la propria posizione favorevole a limitare il ricorso alla forward guidance. Tuttavia, ha anche osservato che i rischi inflazionistici si sono ridotti rispetto alla riunione del FOMC di giugno, grazie al calo dei prezzi del petrolio e delle misure di mercato delle aspettative di inflazione.

Warsh ha inoltre parlato del boom dell’intelligenza artificiale, sottolineando che sta aumentando la domanda e prevedendo che, con il tempo, i benefici si estenderanno anche al lato dell’offerta dell’economia. Pur evitando di esprimersi esplicitamente sul fatto che l’IA sia o meno inflazionistica, ha fatto riferimento a una maggiore produttività strutturale e a un più elevato tasso di crescita potenziale, in linea con alcune sue dichiarazioni dello scorso anno sul rafforzamento del lato dell’offerta dell’economia. Questi commenti mostrano una lieve apertura in senso accomodante (dovish) rispetto all’atteggiamento più restrittivo assunto durante la conferenza stampa successiva alla riunione del FOMC di giugno.

Il mercato del lavoro rimane stabile

I dati sull’occupazione sono risultati più deboli delle attese, con una crescita inferiore alle previsioni e revisioni al ribasso dei mesi precedenti. Ciononostante, la media mobile trimestrale di 111.000 nuovi posti di lavoro continua a sostenere la nostra tesi secondo cui il mercato del lavoro ha toccato il punto minimo lo scorso anno.

Da segnalare il forte calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro tra i lavoratori in età centrale (25-54 anni) registrato a giugno. Questo ha mantenuto invariato il tasso di disoccupazione, nonostante la diminuzione dell’occupazione rilevata dall’indagine sulle famiglie, e il calo è stato determinato principalmente dalla fascia di età 25-34 anni. L’ampia oscillazione di questa serie statistica induce però qualche dubbio sulla sua accuratezza. La Fed continua a concentrarsi soprattutto sul tasso di disoccupazione (rapporto tra disoccupati e forza lavoro), la cui stabilità negli ultimi trimestri rappresenta ancora il principale segnale da monitorare.

Nel complesso, il mercato del lavoro appare in un equilibrio delicato, anche se il ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro non si è rivelato così debole come molti temevano lo scorso anno. Ciò è particolarmente evidente alla luce delle prime indicazioni sulle revisioni statistiche annuali, che mostrano una traiettoria dell’occupazione nel 2025 più robusta rispetto a quanto inizialmente riportato.

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