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Tutte ultime sportellate di Unipol su Bper e non solo

La mossa del gruppo guidato da Carlo Cimbri si intreccia con l'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps e con il progetto di creare un nuovo polo della bancassicurazione. Dalla Popolare di Sondrio a Siena, tutte le ambizioni di Unipol

Mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti adombra la possibilità di attivare il golden power per l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, Unipol fa la sua mossa e sale in Bper. Una mossa che racconta molto delle ambizioni che il gruppo guidato da Carlo Cimbri coltiva ormai da anni tra banche e assicurazioni.

Secondo l’aggiornamento delle partecipazioni rilevanti pubblicato da Consob, il gruppo bolognese ha raggiunto una partecipazione potenziale del 29,966% nel capitale di Bper grazie alla sottoscrizione di due contratti derivati total return swap aventi come sottostante il 4,99% della banca modenese. Unipol era già il primo azionista di Bper, in quanto possedeva il 19,98% direttamente e un ulteriore 4,97% attraverso strumenti finanziari; con i nuovi derivati si porta dunque a un passo dalla soglia del 30%, fermandosi appena sotto il limite che farebbe scattare l’obbligo di Opa.

LA PARTITA MPS PASSA PER BPER

La salita in Bper è uno dei tasselli della partita che si sta giocando attorno a Monte dei Paschi. Perché il risiko che ha investito Siena non coinvolge soltanto Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Mediobanca e Generali. Coinvolge anche Unipol e la sua idea di bancassicurazione.

Non a caso la compagnia ha spiegato che i nuovi derivati servono non soltanto ad aumentare l’esposizione economica in Bper, ma anche a garantirsi “un’ulteriore opzione” per conseguire il controllo di fatto dell’istituto emiliano.

Ed è proprio qui che il dossier Mps si intreccia con quello Bper.

L’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo sulla banca senese vale complessivamente circa 30,6 miliardi di euro e prevede, in caso di successo, la successiva cessione a Unipol di una banca costruita attorno a una parte rilevante delle attività di Montepaschi, anche per alleggerire il profilo antitrust dell’operazione: 635 filiali, circa 55 miliardi di raccolta diretta, 42 miliardi di impieghi, circa 2 milioni di clienti e un utile netto stimato tra 400 e 460 milioni di euro. Il corrispettivo massimo previsto è pari a 3,5 miliardi di euro.

Ma l’obiettivo di Unipol non è fermarsi all’acquisto di quella rete. Il progetto industriale prevede infatti di proporre a Bper l’integrazione con la banca acquisita da Intesa, mantenendo il marchio Monte dei Paschi e dando vita a una realtà che nelle intenzioni del gruppo potrebbe chiamarsi proprio Banca Monte dei Paschi.

I numeri aiutano a capire la portata dell’operazione. La nuova entità supererebbe i 2.600 sportelli, arriverebbe a circa 170 miliardi di crediti alla clientela e 225 miliardi di raccolta diretta, collocandosi al secondo posto nel sistema bancario italiano per dimensioni dietro Intesa Sanpaolo.

Per questo la salita al 29,97% di Bper va letta come qualcosa di più di una semplice operazione di mercato. È un tassello di un disegno più ampio che punta a rafforzare ulteriormente l’influenza di Unipol nella banca modenese e, al tempo stesso, a preparare il terreno per la futura integrazione con gli asset provenienti da Siena.

LA SCOMMESSA SULLA BANCASSICURAZIONE

La strategia viene da lontano.

Molto prima che il risiko bancario tornasse a occupare le prime pagine dei giornali, Cimbri aveva individuato nella bancassicurazione uno dei pilastri dello sviluppo del gruppo. In quest’ottica vanno letti gli investimenti in Bper e nella Popolare di Sondrio, tasselli di una strategia con cui Unipol ha progressivamente rafforzato la propria presenza nel settore bancario e l’integrazione tra attività creditizia e assicurativa. Una scelta che oggi il presidente rivendica apertamente. “Quando le banche erano sottovalutate e stavano vivendo una stagione triste, Unipol ha deciso di non accodarsi al mercato e di investire in Bper e in Banca Popolare di Sondrio guardando al futuro. Delle banche ci sarebbe stato sempre bisogno e abbiamo guardato alle sinergie con il settore assicurativo”.

Da allora il modello è diventato sempre più chiaro. Utilizzare le reti bancarie per distribuire prodotti assicurativi, aumentare la raccolta nel Vita, rafforzare la presenza nel comparto Salute e nei rami Danni e diversificare le fonti di reddito del gruppo. Non a caso, illustrando il progetto Mps-Bper, Unipol ha indicato tra gli obiettivi l’aumento della penetrazione commerciale e della raccolta assicurativa attraverso una rete bancaria sempre più estesa.

La stessa acquisizione delle filiali provenienti da Montepaschi presenta una caratteristica che a Bologna considerano particolarmente preziosa: quelle reti saranno libere da vincoli distributivi sui prodotti assicurativi. Un dettaglio apparentemente tecnico, ma che per una compagnia che punta sulla bancassicurazione vale oro.

DALLA POPOLARE DI SONDRIO AL “MONDO DI LUPI”

Il rafforzamento di Bper, naturalmente, non parte da zero. La banca emiliana è reduce dall’acquisizione della Popolare di Sondrio nel 2025, operazione sostenuta da Unipol e considerata coerente con il progetto costruito negli ultimi anni. Ora è impegnata nella delicata fase di integrazione dell’istituto valtellinese. Proprio parlando di quella acquisizione, Cimbri aveva utilizzato un’immagine efficacissima: “Viviamo in un mondo di lupi”. E ancora: “Vediamo cosa succede intorno, e nel caso ci attrezziamo per stare in sicurezza nel mondo dei lupi”.

La metafora è tornata utile anche per descrivere Bper dopo l’operazione valtellinese. “Il lupetto Bper si è appena mangiata Cappuccetto Rosso e dopo pranzo viene sonnolenza”, aveva scherzato il presidente di Unipol, spiegando che la priorità della banca era integrare la Popolare di Sondrio prima di guardare ad altre operazioni.

Poi però è arrivata Mps.

DA FONSAI AL NUOVO SALTO DI SCALA

E con Mps è riemersa un’altra caratteristica della strategia di Cimbri: la disponibilità a utilizzare il capitale per crescere. Era già successo nel 2012 con l’operazione Fonsai, che trasformò Unipol in uno dei protagonisti del mercato assicurativo italiano. Ora il gruppo è pronto a tornare dagli azionisti con un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro per finanziare l’acquisizione degli asset provenienti da Siena. Le cooperative azioniste, che controllano circa il 49% del capitale, hanno già manifestato la disponibilità a sottoscrivere la propria quota.

Anche il quadro normativo sembra favorire il progetto. Uno degli effetti delle modifiche introdotte nel Testo unico della finanza è stato l’allineamento al 30% della soglia che fa scattare l’obbligo di Opa per le società quotate. Un cambiamento che consente oggi a Unipol di portarsi quasi al 30% di Bper senza dover lanciare un’offerta totalitaria. Non solo. Le nuove regole sui conferimenti in natura e sull’Opa incrementale potrebbero rendere più agevole anche il successivo percorso di rafforzamento nella banca modenese.

È questo il punto che ha spinto alcuni osservatori a parlare di una nuova stagione per il gruppo bolognese. Unipol non è più soltanto una compagnia assicurativa che possiede partecipazioni bancarie. Sta cercando di costruire un modello integrato nel quale banca e assicurazione procedano insieme, alimentandosi a vicenda.

I numeri del piano industriale vanno nella stessa direzione. Nel 2025 il gruppo ha chiuso con un utile di oltre 1,5 miliardi di euro e una raccolta assicurativa superiore a 17 miliardi. Le partecipazioni bancarie contribuiscono ormai in modo strutturale alla redditività complessiva e rappresentano una componente sempre più importante della strategia di crescita.

Se l’operazione Mps andrà in porto, il progetto disegnato da Cimbri potrebbe compiere un salto di scala senza precedenti nella storia di Unipol. E la salita al 29,97% di Bper appare già come una mossa preparatoria. Un passo piccolo nelle percentuali. Molto meno nelle ambizioni.

 

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