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Virgin Active si mette a dieta e alleggerisce il debito per la corsa all’Ipo

Virgin Active rafforza la propria struttura finanziaria grazie a un’operazione da 175 milioni di sterline promossa dall'investitore sudafricano Brait Plc per ridurre il debito e sostenere il percorso verso la quotazione a Londra. Tutti i dettagli

 

Un’operazione da 175 milioni di sterline riporta Virgin Active al centro del circuito finanziario, con la catena fitness che stringe il core business come in una fase di definizione muscolare prima della competizione più attesa. La manovra, annunciata dalla holding di investimento Brait Plc, si inserisce nel percorso di rafforzamento del gruppo in vista della quotazione, mentre sullo sfondo si muovono capitali, debito e nuovi equilibri azionari.

BRAIT E IL RIFORZAMENTO DELLA STRUTTURA FINANZIARIA

Stando al Sole 24 Ore, la regia dell’intervento resta nelle mani di Brait Plc, investitore sudafricano che controlla il 61,3% di Virgin Active. La società, sostenuta dal miliardario Christo Wiese, prepara un aumento di capitale attraverso un’offerta di diritti da 2,5 miliardi di rand, pari a circa 133 milioni di euro.

All’interno dell’operazione, 108 milioni di sterline sono destinati a Virgin Active, mentre una parte della raccolta servirà anche a rimborsare bond convertibili della holding per 138 milioni di sterline. Wiese e i suoi affiliati, attraverso Titan, hanno già espresso sostegno all’operazione e voteranno a favore nell’assemblea fissata per il 16 luglio.

IL DEBITO COME RESISTENZA DA SCALARE

Le risorse in arrivo, spiega il quotidiano economico, saranno utilizzate per alleggerire la posizione debitoria, sostenere la ristrutturazione dei club esistenti e aprire nuovi centri sia in Sudafrica sia sui mercati internazionali. Il percorso finanziario è progettato per ridurre la pressione sugli interessi, con un risparmio stimato in 14 milioni di sterline l’anno.

L’operazione prevede che Brait emetta nuove azioni a 1,51 rand ciascuna, con uno sconto del 25% rispetto al TERP, il prezzo teorico ex diritto calcolato sulla media dei cinque giorni precedenti l’annuncio.

VERSO LONDRA, CON IL MUSCOLO FINANZIARIO RAFFORZATO

Il rafforzamento del bilancio si inserisce nel disegno che punta alla quotazione di Virgin Active, già in agenda della holding dal 2024. L’ipotesi di sbarco alla Borsa di Londra resta una delle opzioni centrali per la seconda metà del percorso di IPO.

Nel frattempo, precisa Il Sole, la struttura proprietaria continua a riflettersi su Brait, dove la partecipazione di Virgin Active rappresenta circa il 61% degli asset complessivi. Il gruppo sudafricano ha inoltre registrato una reazione immediata sui mercati, con il titolo sceso fino al 15% a Johannesburg, il calo più marcato dal giugno 2024.

IL CONSENSO DEGLI AZIONISTI E LA PARTENZA PROGRAMMATA

La sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte di Wiese e dei suoi veicoli di investimento avviene in un quadro di allineamento tra azionisti, mentre il calendario segna già la data del 16 luglio come passaggio assembleare chiave.

Il percorso di rafforzamento finanziario viene così costruito attorno a una serie di interventi coordinati, con l’obiettivo dichiarato di rendere più solida la struttura del gruppo prima dell’accesso ai mercati pubblici.

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