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Perché la Commissione Ue stronca le finanze pubbliche francesi. Report Le Figaro

Osservazioni, critiche e auspici della Commissione europea alla Francia in materia di finanza pubblica. L'articolo del quotidiano francese Le Figaro tratto dalla rassegna di Liturri

(Le Figaro, Gilles Boutin, 04 giugno 2026)

La Commissione Europea, nel suo pacchetto di primavera, invita la Francia a mantenere una rigorosa disciplina di bilancio per riportare il deficit sotto il 3% del Pil entro il 2029, evitando misure massicce e generalizzate di sostegno ai consumi per far fronte al rialzo dei prezzi energetici dovuto alla guerra in Medio Oriente. Bruxelles accetta una lieve flessibilità sulle regole di bilancio per finanziare la transizione energetica, ma ribadisce la necessità di misure temporanee e mirate.

Il documento sottolinea che la Francia ha il secondo livello di spesa pubblica più alto dell’Ue al 57,2% del Pil e chiede un esame ambizioso ed esaustivo delle uscite, compresa una revisione delle pensioni, dove l’età effettiva di uscita dal lavoro rimane bassa nonostante la riforma del 2023 sospesa fino al 2028. La Commissione avverte che senza riforme strutturali la traiettoria del debito peggiorerà significativamente.

Bruxelles critica l’elevato livello di pressione fiscale in Francia, soprattutto sul lavoro e sulla produzione, e suggerisce un riequilibrio verso una maggiore tassazione dei consumi, insieme a una semplificazione del sistema fiscale e a interventi per migliorare la competitività delle imprese riducendo burocrazia e vincoli regolatori.

Raccomandazioni per il deficit

«La procedura per deficit eccessivo nei confronti della Francia resta congelata, che è un segnale positivo, ma la priorità resta il rispetto della traiettoria che deve permettere di tornare sotto la soglia del 3% del Pil nel 2029.»

Evitare misure generalizzate

«Gli autori incoraggiano il governo a continuare a guardarsi da qualsiasi misura massiccia di sostegno ai consumi per far fronte alla fiammata dei prezzi dei carburanti. Queste spese devono restare temporanee e mirate.»

Spesa pubblica eccessiva

«A 57,2% del Pil nel 2025, la Francia mostra il secondo livello di spese pubbliche più importante dell’Unione europea, 7,7 punti sopra la media. Questo divario dovrebbe ridursi solo di 0,7 punti nel 2026.»

Riforma delle pensioni sospesa

«Questa sospensione comporta un deterioramento del saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche fino alla metà degli anni 2030, un aumento del debito pubblico e un indebolimento degli effetti positivi della riforma sul mercato del lavoro.»

Riequilibrio fiscale

«I prelievi obbligatori restano significativamente più elevati in Francia (44,3% del Pil) rispetto all’Ue (39,9% in media). La tassazione del lavoro e della produzione è tra le più alte, a scapito della competitività.»

 

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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