Newcleo, la startup italo-francese specializzata in reattori nucleari modulari e avanzati, si quoterà prossimamente sul mercato statunitense Nasdaq, molto più ampio di quello italiano e più aperto all’energia atomica: non a caso, è stato scelto anche da un’altra startup italiana di mini-impianti nucleari, Terra Innovatum, che vi si è quotata lo scorso ottobre.
LE PREVISIONI SULLA RACCOLTA DI CAPITALI E SULLA VALUTAZIONE
L’ingresso di Newcleo sul Nasdaq è previsto nel secondo semestre del 2026 e avverrà tramite la fusione con il veicolo NewHold Investment Corp III. L’operazione dovrebbe permettere all’azienda – fondata dal fisico italiano Stefano Buono, ma con sede a Parigi – di raccogliere fino a 429 milioni di dollari e raggiungere una valutazione di 2,4 miliardi.
“Il capitale raccolto, combinato con l’accesso ai mercati pubblici, ci consentirà di far avanzare rapidamente le nostre capacità di realizzazione dei reattori e di produzione del combustibile in Europa e negli Stati Uniti”, ha dichiarato Buono.
Già Terra Innovatum si era quotata sul Nasdaq a seguito della combinazione con un veicolo societario, Gsr III.
COM’È MESSO IL BILANCIO DI NEWCLEO?
Newcleo ha effettivamente bisogno di capitali perché il suo bilancio è in rosso: nel 2024 i ricavi sono ammontati a 80 milioni di dollari e le perdite nette a 110 milioni, una situazione che spinse i revisori contabili di PwC a evidenziare la “sostanziale incertezza” sulla continuità aziendale. D’altra parte, la condizione di Newcleo è simile a quella di molte altre startup innovative – anche OpenAi, per esempio, è in perdita – che devono investire nella ricerca e sviluppo in vista della commercializzazione delle loro tecnologie. A questo proposito, il primo reattore di Newcleo dovrebbe essere pronto nel 2032.
Dal 2021 (anno della sua fondazione) a oggi, l’azienda di Buono ha raccolto oltre 780 milioni di dollari. L’operazione sul Nasdaq, tolte le commissioni, dovrebbe garantire un’entrata nel bilancio di circa 370 milioni: “cifra rilevante”, ha scritto Il Sole 24 Ore, “ma ancora sotto i 3-4 miliardi indicati dal management come budget per andare a breakeven“, cioè a pareggio rispetto alle spese.
LA TECNOLOGIA E GLI INVESTITORI
Newcleo ha sviluppato una tecnologia nucleare diversa da quelle attualmente in commercio. La startup si dedica infatti alla progettazione di piccoli reattori modulari (di piccola taglia, teoricamente più veloci ed economici da costruire) refrigerati con piombo fuso (che permette di generare un calore elevato, destinabile a usi diversi da quelli elettrici) e alimentati con combustibile riprocessato dagli scarti (in un’ottica di circolarità).
Tra gli investitori italiani ci sono:
- Exor, la holding guidata da John Elkann che controlla Stellantis;
- l’azienda di componentistica industriale Walter Tosto;
- Danieli, la società siderurgica controllata dalla famiglia Benedetti;
- il produttore di cemento e calcestruzzo Cementir Holding, parte del gruppo Caltagirone;
- il costruttore di valvole per gli impianti petrolchimici Orion Valves, legato alla famiglia Farina;
- NextChem, la società di tecnologie sostenibili controllata da Maire, che fa capo a sua volta a Fabrizio Di Amato;
- i fondi di venture capital italiani Kairos e Indaco;
- il gruppo milanese dell’asset management Azimut.
LE CRITICHE DEL MEF
La scelta di Newcleo di quotarsi sulla borsa statunitense non è piaciuta a Federico Freni, sottosegretario al ministero dell’Economia e membro della Lega. “Evidentemente”, ha detto, i dirigenti della startup “non hanno ancora guardato bene la riforma del Tuf e non hanno visto, dato che capitalizzano certamente meno di 1 miliardo di euro, che potevano tranquillamente beneficiare del nuovo regime agevolato per la nuova quotazione che è molto più semplice del regime americano”.
Circa un anno fa il governo – su spinta dei ministri delle Imprese Adolfo Urso e dell’Ambiente Gilberto Pichetto – stava valutando un investimento da 200 milioni di euro in Newcleo per assicurarsi una quota di 10 per cento del capitale. Ma l’idea non piacque al ministero dell’Economia, retto dal leghista Giancarlo Giorgetti, e nemmeno al vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, segretario della Lega. Alludendo all’ingresso pubblico in Newcleo, infatti, Salvini dichiarò così: “Leggevo però di influssi di denaro pubblico in aziende private. Se c’è un trust pubblico con Enel, Ansaldo e Leonardo non capisco perché mettere centinaia di milioni di euro nel privato e non in una partecipata dal pubblico”.




