Il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea dovrà essere “a prova di Draghi”, ma di fare nuovo debito comune per la difesa per finanziarie gli investimenti e la difesa europei non se ne parla nemmeno, ha avvertito Friedrich Merz. Il cancelliere tedesco ha scelto di imboccare la strada dello scontro con i suoi partner nei negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale. Un naufragio è in vista se nessuno cambia rotta, perché né Merz né altri leader tengono il timone della nave Europa.
Il crollo del modello tedesco ha un prezzo: il ripiegamento nazionalista, la crescita degli estremismi (Alternativa per la Germania è in testa alle intenzioni di voto) e la sfiducia verso l’Europa. Il cancelliere è stato chiaro durante il suo intervento per la consegna del premio Carlo Magno a Mario Draghi il 14 maggio ad Aquisgrana. “Mario Draghi ci invita a concentrare le nostre risorse comuni sul finanziamento di investimenti comuni. E condivido la sua opinione: un’Europa sovrana ha bisogno di un bilancio ‘a prova di Draghi’”, ha dichiarato Merz. “Quest’anno, i negoziati sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034 determineranno se stiamo prendendo la direzione giusta”, ha detto il cancelliere.
La parte successiva del suo intervento ha confermato la sensazione lasciata dalle discussioni sul bilancio durante il vertice informale a Cipro di aprile. La Germania vuole cambiare le regole del gioco e sarà spietata con i paesi indebitati.
“Il bilancio dell’Unione è rimasto praticamente invariato nel contenuto e nella struttura negli ultimi decenni. Quasi come in un’economia pianificata, stabiliamo ancora con sette anni di anticipo chi riceverà quale importo di finanziamento. E più di due terzi dei fondi europei sono ancora destinati alla redistribuzione e ai sussidi. Non possiamo affrontare le sfide del XXI secolo con un bilancio del XX secolo. Una modernizzazione profonda è quindi essenziale”, ha affermato il cancelliere tedesco.
Merz non ha lesinato elogi per Mario Draghi, ma non ha spiegato come finanziare i bisogni di investimento dell’Europa, diventati immensi. “Ciò che era già stimato in circa 800 miliardi di euro all’anno di spese strategiche aggiuntive è salito, con gli impegni di difesa degli ultimi anni, a quasi 1.200 miliardi di euro all’anno in media”, ha sottolineato Draghi nel suo discorso ad Aquisgrana.
In risposta, il cancelliere ha parlato soprattutto di ciò che rifiuta. “Le risorse sono limitate. Oggi più che mai, dobbiamo definire nuove priorità. Alcuni pensano che possiamo sottrarci a questo compito difficile contraendo un nuovo debito europeo, finanziando le spese correnti con il prestito. La Germania non può intraprendere questa strada, se non altro per motivi costituzionali”.
Merz dice “no” a Emmanuel Macron, sostenitore del ricorso a prestiti comuni per finanziare la transizione energetica o la difesa in Europa. E su questo tema il cancelliere dice “no” anche a Mario Draghi, che ha più volte insistito sulla necessità di un nuovo debito comune per mettere in pratica le sue raccomandazioni.
Dopo questa presa di posizione di Merz, è iniziata in Germania una violenta campagna stampa per denunciare l’utilizzo da parte del governo spagnolo di una parte dei fondi del piano di ripresa post-Covid NextGenerationEU, finanziato da un prestito comune europeo, per pagare le pensioni. La campagna orchestrata dal Partito Popolare Europeo si sta diffondendo nei paesi membri del club dei “frugali”, ostili all’aumento dei contributi nazionali per incrementare il bilancio europeo e molto duri nei confronti delle “cicale” sovraindebitate dell’Ue.
“La realtà è che un debito eccessivo minaccia la nostra sovranità e limita la nostra capacità di azione. Permettetemi di essere franco: alcuni paesi spendono già più in interessi che in difesa a causa del loro debito colossale”, ha detto Merz. “Non dobbiamo permettere che il bilancio europeo raggiunga un tale livello. Dobbiamo restare indipendenti, capaci di agire – in una parola, sovrani – anche di fronte alle crisi future”, ha sostenuto il cancelliere.
Emmanuel Macron è nel mirino di questa frecciata del leader tedesco. L’indebitamento della Francia rende il paese molto vulnerabile. Il sovracosto provocato dalla crisi scatenata dagli Stati Uniti nello stretto di Hormuz costerà tra 2,5 e 3 miliardi di euro in più per il rimborso del debito francese. La Grecia, che il mentore di Merz, Wolfgang Schäuble, voleva far uscire dall’area euro, prende in prestito a tassi più bassi della Francia, ha sottolineato domenica l’ex commissario europeo francese, Thierry Breton.
La strada proposta da Merz per il bilancio dell’Ue porterà a uno scontro con i suoi partner. Il cancelliere vuole deregolamentare e ha preconizzato a Cipro tagli orizzontali massicci dell’ordine di 400 miliardi di euro nelle allocazioni proposte dalla Commissione per la Politica Agricola Comune e la Coesione. “Sarà molto difficile per il Parlamento europeo accettare una diminuzione delle politiche tradizionali per aumentare quelle destinate alla sicurezza, alla difesa e alla competitività”, ha avvertito l’eurodeputata socialista portoghese Carla Tavares, vicepresidente del gruppo dei Socialisti&Democratici.
Tutti aspettano le cifre della “nego box” – il documento di base per i negoziati – promesse dalla presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue. Solo allora sarà affrontata l’equazione finanziaria: quali saranno le spese e come finanziarle. La Commissione ha proposto 2.000 miliardi di euro, pari all’1,26 per cento del reddito nazionale lordo dell’Ue. “Senza risorse proprie, dovranno esserci tagli chiari nella proposta della Commissione. Ma non c’è accordo per tagliare la PAC e la coesione. Questo imporrà di sacrificare gli investimenti nella difesa, nel digitale, per la competitività”, ha spiegato un negoziatore al Mattinale Europeo.
“Dovremo fare delle scelte e decidere come finanziarle. Questo significa nuove risorse proprie”, ha spiegato il commissario al Bilancio Piotr Serafin davanti al Parlamento europeo. La tassazione dei servizi digitali è una pista, ma divide gli Stati membri ed è indigesta all’Amministrazione Trump.
Friedrich Merz ha il potere di dire “no” a tutte le opzioni possibili per finanziare il bilancio europeo? I negoziati saranno difficili. E bisognerebbe andare veloci per evitare la paralisi che nel 2027 provocheranno le elezioni presidenziali in Francia e le legislative previste in Italia, Spagna, Polonia, Estonia e Finlandia.
“Il mondo che un tempo aiutava l’Europa a generare prosperità non c’è più. È diventato più duro, più frammentato e più mercantilista”, ha ricordato Draghi, critico verso l’approccio della Germania. “Se gli Stati membri dell’Europa tentano di portare avanti una politica industriale su larga scala nell’ambito della struttura attuale del mercato unico, falliranno. Spenderanno in modo sconsiderato, frammenteranno gli investimenti secondo linee nazionali e si imporranno reciprocamente dei costi”, ha messo in guardia l’ex presidente della Banca centrale europea.
L’omaggio reso da Christine Lagarde al suo predecessore alla guida della Bce suona come un avvertimento. “Mario può diagnosticare il problema. Ma non può costruire le istituzioni che mancano all’Europa. Questa responsabilità spetta ai leader europei. Sono loro che devono dare seguito alla diagnosi di Mario. Sono loro che devono decidere se questo momento costituisce un’altra occasione persa o un nuovo passo nella costruzione dell’Europa”.
(Estratto dal Mattinale europeo)





