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mario monti

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Mario Monti è un po’ troppo maliziosamente andreottiano…

C’è Mario Monti al telefono con stile e ironia tutta andreottiana… I Graffi di Damato

Il professore, senatore a vita, ex commissario dell’Unione europea, ex presidente del Consiglio Mario Monti ha avuto la cortesia di telefonarmi – con stile e ironia che mi hanno ricordato felicemente Giulio Andreotti – per sfidarmi a indicare un’occasione in cui lui si fosse proposto per un altro passaggio tecnico e bipartisan a Palazzo Chigi nella prospettiva, credo, di una crisi in questo scorcio di legislatura o di un pareggio elettorale l’anno prossimo.

Evidentemente è questa l’impressione maliziosa che gli ho dato riconoscendogli il merito, il realismo, il senso di responsabilità e quant’altro delle critiche mosse alle opposizioni dalle colonne del Corriere della Sera chiudendosi come in un fortino alla proposta formulata loro in Parlamento dalla premier Giorgia Meloni di non limitarsi ad attaccarla, ma di dare anche una mano in una congiuntura internazionale eccezionale come quella che stiano vivendo. Con un presidente americano che ha appena deciso un’altra guerra all’Iran ma contemporaneamente di sospenderla, o di prolungare la precedente tregua.

Ma io, come ho detto all’interessato, non ho per niente attribuito a Monti un’autocandidatura a Palazzo Chigi, pur essendo andreottianamente malizioso, cioè convinto che a pensare male si faccia peccato ma spesso, se non sempre, s’indovina. Ho anche polemizzato amichevolmente su Facebook con un lettore, Giorgio Riondino, anche lui pratico dei palazzi della politica, che immaginava Monti interessato al Quirinale del 2029. Per il quale – gli ho ricordato –l’ex presidente del Consiglio ormai non ha più l’età, come ha scritto di recente un altro ex presidente del Consiglio come Giuliano Amato contestando Libero che l’aveva iscritto d’ufficio alla corsa al Colle.

Ho soltanto espresso la condivisone, che confermo, delle critiche mosse da Monti alle opposizioni nell’esercizio delle loro funzioni, più spesso esasperato che ragionevole, a dir poco.

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