Relegata generalmente all’interno, promossa – e vistosamente – in prima pagina solo dalla Verità di Maurizio Belpietro, felice dell’inciampo di chi sogna pareggi elettorali in funzione di uno sganciamento di Forza Italia dal centrodestra, Marina Berlusconi ha diffuso una nota per smentire il più dettagliato dei retroscena giornalistici- quello della Stampa- che le aveva attribuito la maternità di quel progetto. E persino la partecipazione ad esso del vecchio ma sempre attivo, infaticabile Gianni Letta come ambasciatore o quant’altro di Marina, e più in generale della famiglia Berlusconi, presso il Pd. O quella parte del Pd, appena temuta e denunciata anche da Goffredo Bettini parlandone col Foglio, smaniosa di affrancarsi dai condizionamenti e dalle forti ambizioni di Giuseppe Conte. In particolare sostituendolo in una nuova maggioranza di governo, di natura tecnica o emergenziale, col partito al quale Marina Berlusconi ha ammesso di essere legata col cuore, e qualcosa d’altro, per i trent’anni di vita regalatigli dal padre fondandolo e guidandolo anche in fasi di larghe intese, come ai tempi dei governi di Mario Monti, di Enrico Letta e di Mario Draghi, in ordine cronologico.
Alla nota di smentita di Marina Berlusconi di un suo impegno per farne maturare una successione bipartisan, e condizionare poi quella successiva di Sergio Mattarella al Quirinale, potrebbe seguire anche a breve un incontro fra la stessa Marina e la premier in persona Giorgia Meloni. Incontro, magari preparato dietro le solite quinte sempre da Gianni Letta, funzionale anche a smentire, superare e quant’altro i segni avvertiti da molti, fra cronache e retroscena, di malumori o simili della premier e dei suoi amici e dirigenti di partito per il trattamento critico riservato al governo dalla rete più politica, la quarta, della televisione del Biscione. Dove il pluralismo vantato in particolare da Pier Silvio Berlusconi giocherebbe più contro che a favore della Meloni, fratelli e sorelle d’Italia.







