(The Wall Street Journal, Gerard Baker, 05 maggio 2026)
Donald Trump nel primo mandato governava con un pragmatismo istintivo da uomo d’affari, privilegiando soluzioni pratiche rispetto alle ideologie, come dimostrano l’operazione Warp Speed, gli Accordi di Abramo e un approccio mirato alla Cina, ma nel secondo mandato questo approccio è stato abbandonato a favore di dogmi rigidi e scelte dettate da emozioni personali o da idee obsolete.
La svolta protezionista estrema sui dazi, trasformati in una fede quasi religiosa, e soprattutto l’adesione alla dottrina del cambio di regime in Iran rappresentano un netto allontanamento dal realismo del primo mandato, rischiando di produrre risultati rovinosi proprio come le avventure neoconservatrici che Trump aveva criticato.
Anche sul fronte interno la persecuzione ossessiva degli avversari politici e la pressione sulla Fed stanno danneggiando gli stessi obiettivi economici del presidente, mentre all’estero l’approccio agli alleati è diventato impulsivo e dettato dal risentimento personale, privando Washington di quel pragmatismo flessibile che aveva reso efficace la sua prima presidenza.
Abbandono del pragmatismo
«Uno dei fattori che spiegano cosa sia andato storto nel secondo mandato di Donald Trump è l’abbandono del pragmatismo come principio di governo».
Pragmatismo del primo mandato
«Il suo approccio all’economia era altamente pratico, enfatizzando ciò che funzionava rispetto a ciò che gli ideologi potevano preferire».
Conversione al cambio di regime
«Più sorprendente è stata la conversione di Trump al dogma fallito dell’America come agente globale di cambio di regime. […] Ma l’attuale avventura in Iran è esattamente il tipo di esercizio basato sulla fede che aveva così studiatamente evitato».
Pressione emotiva sugli alleati
«Il suo approccio non ortodosso agli alleati dell’America una volta era efficace. Ora è divorziato da una motivazione pratica ed è guidato interamente da emozione e dispetto personale».
Danni alla Fed e all’economia
«Inseguire ossessivamente i nemici politici non solo distrugge le norme e i valori repubblicani, ma sta effettivamente danneggiando i suoi obiettivi economici».
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







