L’Italia è nuovamente bocciata in educazione economica e finanziaria per 4 punti. Il Lazio, invece, è gravemente insufficiente. La scarsa conoscenza degli strumenti previdenziali è la nota più dolente e colpisce soprattutto le donne. Infatti, l’indice del Rapporto Edufin Index che calcola il livello di conoscenze in tema di pensioni (Pension Index) si ferma ben al di sotto della sufficienza (48), con donne e giovani in grande difficoltà. Un dato che assume ancora più rilevanza alla luce del fatto che da qui al 2050 il numero di lavoratori eguaglierà quello dei pensionati. Sono solo alcuni dei numeri che emergono dal Rapporto Edufin Index 2025, promosso da Alleanza Assicurazioni insieme a Fondazione Mario Gasbarri, con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi, School of Management.
I NUMERI NAZIONALI DEL RAPPORTO EDUFIN INDEX
L’Edufin Index nazionale resta fermo a 56 punti su 100, ben lontano dalla soglia di sufficienza fissata a 60. Nel 2025 l’Awareness Index è rimasto stabile (54), mentre il Behavioural Index è salito a quota 58 (+1 rispetto al 2024). I risultati migliori sul fronte della conoscenza generale di economia e finanza si registrano tra gli uomini, gli over 45 e i residenti al Nord. Il tasto più dolente è la preparazione sul sistema pensionistico. Dalla prima rilevazione del Pension Index emerge un livello di preparazione previdenziale ben al di sotto della sufficienza (48), con donne e giovani in grande difficoltà. Una vera emergenza sociale in un Paese che, secondo le proiezioni, rischia di perdere 7 milioni di lavoratori nei prossimi 15 anni e dove il rapporto lavoratori-pensionati è destinato a scivolare inesorabilmente nei prossimi anni.
“Attualmente il rapporto tra lavoratori e pensionati è di 1,5. E seguendo questo trend, nel 2050 scenderà a 1 a 1. I nuovi italiani hanno un ruolo in questo sistema poiché incidono in maniera molto importante sia sul tasso di natalità sia sul mondo del lavoro”, spiega Alessandra Grimoldi, Responsabile Communication & Content Marketing Alleanza Assicurazioni del Gruppo Generali, nell’intervista rilasciata a Start Magazine a margine della tappa romana del “Tour dell’Educazione Finanziaria 2026” di Alleanza.
IL GENDER GAP PESA ANCORA
A complicare il quadro dell’educazione economica e finanziaria nazionale è il persistente gender gap. Il divario di genere rimane stabile rispetto al 2024 (5 punti di divario), mentre migliorano leggermente i gap per area geografica (da 5 a 4 punti) e fascia di età (da 7 a 6 punti). Cattive notizie anche nel Longevity Index – indice che calcola la consapevolezza dell’allungamento della vita – dove le donne risultano meno preparate (donne 54 vs. uomini 57), in linea con il resto d’Italia (donne 54 vs. uomini 56).
Il gender gap è particolarmente evidente nel Pension Index, dove le donne segnano un distacco di ben 11 punti dagli uomini (43 vs 54). Il rapporto sottolinea che il divario uomini/donne e giovani/maturi che emerge è influenzato in modo rilevante dal livello di educazione finanziaria, dalla non occupazione e secondariamente da istruzione e reddito. “Le cause di questa disparità sono diverse: il minor accesso al mondo economico, il pay gap e la child penalty. Serve una migliore redistribuzione dei ruoli con il partner, ma anche una maggiore consapevolezza economico-finanziaria da parte delle donne”, spiega Grimoldi.
I NUMERI DEL LAZIO
Nel Lazio l’Edufin Index scende a 55 (-1 rispetto alla media nazionale), mentre il Pension Index crolla a un preoccupante 45, tre punti in meno rispetto alla media nazionale. I giovani della Regione sono generalmente più informati nei temi finanziari della media nazionale. Tuttavia, se guardiamo alla preparazione sull’argomento delle pensioni emerge un gap di un punto rispetto alla media nazionale. “In questo senso, la legge di Bilancio che entrerà in vigore a luglio introdurrà delle novità sul tema di pensioni e giovani”, spiega Grimoldi.
La buona notizia è che il Lazio registra un punteggio di Longevity Index in linea con la media nazionale, segno che i cittadini sanno che vivranno più a lungo. Inoltre, i giovani laziali sono più consapevoli dell’allungamento della vita (57) rispetto ai coetanei che vivono in altre Regioni (56). Il rovescio della medaglia, però, è che i punteggi calano drasticamente quando si parla di strumenti per gestire questa longevità.







