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Storage a lunga durata: la chance per Usa ed Europa di competere con la Cina. Report Bloomberg

Il boom dello storage a lunga durata offre a Usa ed Europa una rara opportunità di competere con la Cina, grazie alla diversità tecnologica e alla difficoltà di esportare queste soluzioni su larga scala. L’approfondimento di Bloomberg.

L’Occidente ha un’opportunità storica nel settore dell’energia pulita: la rapida crescita della domanda di sistemi di accumulo a lunga durata (LDES) sta permettendo alle aziende americane ed europee di sfidare il dominio cinese, che invece è schiacciante nelle batterie tradizionali al litio.

Mentre la Cina controlla quasi tutto il mercato delle batterie a breve scarica, le tecnologie per immagazzinare energia per ore o addirittura giorni si prestano a una competizione più aperta, grazie a soluzioni diverse per materiali, design e applicazioni locali.

Un approfondimento di Bloomberg entra nel merito delle opportunità che si aprono per i mercati occidentali, e delle difficoltà che avrà la Cina di restare in scia.

Boom delle installazioni di storage a lunga durata

Le installazioni di sistemi LDES – definiti come “super-batterie” capaci di erogare energia per molte ore o giorni interi – stanno crescendo a ritmi vertiginosi.

Secondo BloombergNEF, dopo un record nel 2025, quest’anno le installazioni sono previste quasi quadruplicare. Questo aumento è spinto dalla necessità di sfruttare al meglio le rinnovabili variabili come il solare e l’eolico che producono energia in modo intermittente.

Lo stoccaggio prolungato diventa essenziale non solo per spostare l’energia solare dal giorno alla sera, ma soprattutto per gestire periodi prolungati di bassa produzione rinnovabile o per garantire la stabilità della rete elettrica in caso di eventi meteorologici estremi.

Perché la Cina domina le batterie brevi ma non quelle lunghe

Come ricorda Bloomberg, la Cina ha costruito un vantaggio enorme nelle batterie al litio, che tipicamente coprono fino a quattro ore di scarica e rappresentano la stragrande maggioranza delle installazioni attuali.

Tuttavia, per lo stoccaggio a lunghissima durata, da 10 a 100 ore e oltre, il panorama cambia radicalmente. Queste tecnologie richiedono un mix più ampio di metalli alternativi o soluzioni completamente diverse, come mattoni riscaldati, sistemi a gravità o aria compressa.

Frederic Godemel, executive vice president di Schneider Electric, lo riassume bene: “La corsa è ancora molto aperta e non esiste una soluzione unica per tutti i casi”. Questo apre uno spazio reale per aziende non cinesi di competere su innovazione e adattamento locale.

A differenza delle batterie al litio standard, il LDES abbraccia un ventaglio di tecnologie eterogenee: batterie con metalli meno comuni, sistemi termici a mattoni caldi, accumulo gravitazionale e compressione dell’aria in caverne naturali.

Questa varietà rende il settore meno soggetto a un monopolio tecnologico. Secondo Yiyi Zhou, analista di BloombergNEF, “gli Stati Uniti hanno il maggior numero di tecnologie in fase di sviluppo”, mentre la Cina, pur leader in scala, si concentra su un set più ristretto di soluzioni.

Ciò significa che il mercato rimane fluido e non è ancora deciso chi vincerà le varie nicchie.

La posizione attuale della Cina e le proiezioni per Usa ed Europa

Al momento la Cina detiene circa il 72% della capacità cumulativa di storage a lunga durata e ha realizzato praticamente tutte le installazioni dell’anno scorso.

Eppure, gli Stati Uniti sono già il secondo mercato più grande e si preparano a una forte accelerazione nella seconda metà del decennio, insieme a Germania, India e Giappone.

Un fattore chiave per gli Usa è il boom dei data center, che richiede energia costante e affidabile: la carenza di turbine a gas naturale rende il LDES ancora più attraente come complemento alle rinnovabili.

Gabriel Kra di Prelude Ventures, che ha investito in startup americane, è netto: “Non vedo alcun dato che suggerisca un vantaggio cinese in questo momento”.

Perché non si esporta facilmente

A differenza dei pannelli solari o delle batterie al litio tradizionali, i sistemi di accumulo a lunga durata non sono prodotti standardizzati. Richiedono progettazione specifica per il sito, conoscenze locali e spesso infrastrutture esistenti come caverne o terreni particolari.

Yiyi Zhou lo spiega chiaramente: “Il LDES non è una commodity come i pannelli solari. Non mi aspetto che venga esportato facilmente su larga scala”.

Questa caratteristica protegge le catene di fornitura nazionali e spinge paesi come Regno Unito e Italia a varare politiche di incentivo.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha definito lo sviluppo di metodi efficaci e convenienti per 10-100 ore di stoccaggio “una priorità per i governi che si preparano a quote elevate di rinnovabili variabili o a interruzioni idroelettriche legate al clima”.

Casi concreti

L’articolo di Bloomberg porta esempi pratici di come le startup occidentali stiano già siglando contratti importanti.

Form Energy, startup del Massachusetts che utilizza batterie ferro-aria capaci di erogare energia per 100 ore, ha chiuso un accordo con un grande sviluppatore di data center e un altro con la utility Xcel Energy per un sito Google in Minnesota.

In California, Hydrostor, azienda canadese, sta realizzando uno dei più grandi progetti al mondo di energia ad aria compressa nel Kern County.

Il CEO Curtis VanWalleghem sottolinea il vantaggio locale: “Conosciamo questo mercato alla perfezione, sappiamo dove collocare le cose e abbiamo una tecnologia unica. Quando ottimizziamo intorno a essa, vinciamo”. La combinazione di expertise tecnica e conoscenza del territorio rende difficile per un operatore cinese competere “nel nostro cortile”, conclude VanWalleghem.

Il ruolo della Cina

Anche se resterà il mercato più importante, la Cina non sta dominando il LDES con i suoi colossi come CATL.

I leader attuali sono aziende più specializzate: Zhongchu Guoneng Technology, spin-off della Chinese Academy of Sciences che usa aria compressa,  e Dalian Rongke Energy Storage, che produce batterie a flusso vanadio.

Il governo cinese sta comunque finanziando decine di progetti pilota per testare alternative al litio. Kostantsa Rangelova di Ember definisce il LDES “uno dei pezzi mancanti critici per sistemi elettrici profondamente decarbonizzati”.

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