Philip Morris accelera nel suo percorso per eliminare le sigarette dal commercio e lo fa con la filiale italiana del gruppo in prima linea in quanto il nostro Paese è stato scelto come “case study” relativo alle nuove strategie industriali connesse a un futuro in cui “le sigarette finiranno nei musei”, ha promesso Pasquale Frega, presidente e Ad di Pmi. ” Diversi anni fa – ha spiegato il Ceo – abbiamo preso una decisione che pareva azzardata: portare le sigarette al museo. In Italia quattro milioni e mezzo di persone hanno le hanno già abbandonate per le loro alternative”.
IL TAGLIANDO AL PIVOT INDUSTRIALE CON L’ACCELERAZIONE
Un vero e proprio pivot industriale che arriva ora al suo naturale tagliando, con una accelerazione spiegata sempre dal top manager: “Dopo 10 anni dall’inizio di questo percorso un aggiornamento: intendiamo contribuire per eliminare le sigarette da questo Paese entro il 2035”, ha illustrato Frega, ricordando il profondo legame tra l’azienda e il settore primario italiano: “Pmi ha l’ambizione di supportare l’ecosistema nazionale, vantando una filiera di 8mila aziende per 44mila persone occupate”.
INVESTITI 16 MILIARDI
Gli fa eco Daniela Della Monica, Head of Smoke-Free Products Category di Philip Morris Italia: “Dieci anni fa abbiamo avuto il coraggio di cambiare il cuore dell’azienda, un atto audace, condiviso con gli azionisti, che richiede visione di lungo periodo. Questo percorso – ha dettagliato – ha richiesto un investimento complessivo di 16 miliardi ed è arrivato a coinvolgere oltre 1500 esperti tra scienziati e ingegneri per porre in essere questa trasformazione che ha riguardato ogni funzione aziendale”.
Nel giorno del lancio di un nuovo prodotto hi-tech senza combustione la responsabile di Pmi ricorda che tale genere di dispositivi “Sono disponibili in oltre 100 Paesi” mentre “sono 27 i mercati che hanno superato la soglia del 50 per cento del fatturato netto derivante da questi prodotti” e al 31 dicembre scorso nel mondo “gli utilizzatori di device di Philip Morris erano oltre 43 milioni”. Della Monica ha poi ricordato che, per ciò che riguarda l’azienda, “Il 41,5 per cento dei nostri ricavi globali proviene” ormai “da prodotti senza combustione”.
ITALIA CASE HISTORY PER TUTTA EUROPA
“Consumi ed esigenze dei consumatori – ha aggiunto Della Monica – stanno evolvendo, per noi importante intercettarne i bisogni e capire le difficoltà che incontra l’utente soprattutto quando non riesce a smettere di fumare. Ma tutto parte dal consumatore, noi ci limitiamo a guidarlo con una comunicazione responsabile, senza messaggi attrattivi”.
Allargando lo zoom al resto del Vecchio continente Stavros Drakoularakos, Director Communications Europe di Philim Morris ha spiegato: “Per noi l’Italia costituisce un importante case study grazie ai suoi 4,5 milioni di persone che hanno smesso di fumare passando a device alternativi. A livello europeo si può imparare tanto da quanto sta avvenendo in questo Paese nel suo percorso di pensionare le sigarette.
L’Europa – ha aggiunto – deve essere responsabile nei confronti dei milioni di cittadini che ancora fumano e non riescono a smettere. Come hanno detto sia Mario Draghi sia Enrico Letta, Bruxelles deve investire in tecnologia e nella scienza per essere competitiva. Noi svolgiamo il nostro ruolo e chiediamo altrettanto dal legislatore comunitario: normative certe per alternative che permettano di smettere di fumare”.







