Centoundici anni e non sentirli? No, purtroppo per Maserati, gli acciacchi dovuti all’età si sentono eccome e il 111esimo anniversario è stato il più amaro della sua difficile storia, vissuta pericolosamente come insegnano i piloti delle auto sportive.
Lo scorso dicembre Start Magazine aveva anticipato il tema non più rinviabile a livello industriale di un Tridente in forte crisi coi dati a disposizione fino a quel momento, legati a una produzione italiana che di fatto s’è arrestata. Ora sono arrivati dati d’altro tipo, legati alle consegne e ai bilanci e la situazione s’è fatta se possibile persino più tragica.
IL 2025 DI MASERATI È STATO PERSINO PEGGIORE DEL 2024
Il Tridente italiano nel portafogli del Gruppo Stellantis non è riuscito nemmeno a consegnare 8mila vetture sportive a livello globale: le vendite si sono fermate a quota 7.900 unità, capaci di generare ricavi per 726 milioni di euro di ricavi.
Per avere un secondo termine di paragone, nel 2024, che fino a poco fa era considerato il suo annus horribilis, i ricavi erano stati 1.040 milioni con oltre 11mila vetture consegnate (per la precisione, 11.300 unità). Parallelamente nel corso dei 12 mesi appena archiviati il passivo è stato di 198 milioni, comunque in miglioramento rispetto ai 260 milioni del 2024.
MASERATI INSEGUE LE ALTRE SUPER SPORTIVE
Si obietterà che le sportive da sogno non vendono mai molto, è vero, ma la rivale tedesca Porsche, che ha avuto un 2025 a dir poco ostico, nel corso dell’anno che s’è lasciata alle spalle ha consegnato complessivamente 279.449 vetture ai clienti in tutto il mondo. Che vuol dire circa 770 auto ogni giorno. Insomma, Stoccarda impiega appena 10 giorni per consegnare il totale delle auto che Maserati mette a segno in un anno intero.
Solo guardando a chi compete su fasce di prezzo mediamente più elevate si registrano numeri analoghi: Ferrari ha consegnato 13.640 auto di lusso in tutto il 2025, Lamborghini 10.747. Ma si tratta, data la diversa categoria, di numeri compatibili a rendere un’azienda-boutique profittevole. Non è questo il caso di Maserati, dati i suoi bilanci. Nel 2017, per esempio, le vendite si erano assestate su ben altre cifre: 51.500 unità. Il crollo è evidente.
GLI STABILIMENTI DEL TRIDENTE IN CRISI
Nel 2025 lo stabilimento di Mirafiori ha sfornato complessivamente, secondo i dati Fim-Cisl, 30.202 unità: di queste, solo 140 riguardano le Maserati GranTurismo e GranCabrio, realizzate prima del trasferimento della produzione a Modena. Guardando perciò all’impianto modenese sono state prodotte circa 200 Maserati, con una flessione del 23,1% rispetto all’anno precedente. Nel corso dell’anno, il Contratto di Solidarietà ha coinvolto 214 lavoratori, con un utilizzo medio intorno al 50%.
A Cassino, altro hub Stellantis in grave crisi, le Maserati Grecale prodotte sono state poco meno di 5.000, con la versione full electric che ha rappresentato poco più del 4% del totale. Non a caso, del resto, nel corso dell’anno si sono registrate oltre 105 giornate di fermo produttivo e nelle giornate lavorate circa 600 lavoratori sono stati coinvolti nel Contratto di Solidarietà. Gli occupati complessivi nello stabilimento sono scesi a 2.200 unità. I numeri (e non solo) inchiodano insomma Stellantis alle sue responsabilità: il Tridente di Maserati è stato spezzato.







