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Roberto Vannacci tra capriole e mondo davvero al contrario

Gli ordini politici al contrario di Vannacci, come il mondo che non gli piace. I Graffi di Damato.

IL PARTITO FUTURISTA DI VANNACCI

Non so che ordini desse Roberto Vannacci da generale ai suoi sottoposti. So però che ordini dia da comandante politico, ora che, rompendo con la Lega ma conservandosi ben stretto il seggio nel Parlamento europeo procuratogli dalla candidatura leghista, appunto, ha creato un partito… futurista, almeno di nome, per guidarlo e condurlo in prima linea.

GLI ORDINI BISLACCHI DI VANNACCI

Sono ordini, a dir poco, al contrario come il mondo omonimo che lui tanto disprezza e vorrebbe raddrizzare sopravvalutando, temo, la propria forza. Ordini al contrario come quelli dati ai “suoi” tre deputati alla Canera -di cui due provenienti dalla Lega e l’altro dal gruppo misto dove era finito perché espulso dai fratelli d’Italia- di votare la fiducia al governo, per appello nominale, sugli articoli del decreto legge sugli aiuti all’Ucraina, e contro il provvedimento, a scrutinio segreto, ma annunciandolo già prima per vantarsene.

LE CAPRIOLE DI FUTURO NAZIONALE TRA UCRAINA E GOVERNO

Col governo, quindi, sulla fiducia, e con tre voti ininfluenti fra i 207 contro i 119 della Camera, e neppure con tutta l’opposizione contro il complesso del provvedimento, per il quale, per esempio, voteranno a favore inece anche i piddini contrari alla fiducia. Uno spettacolo, francamente, più da Carnevale, d’altronde ancora in corso, finendo quest’anno il 17 febbraio, che da Parlamento. Ma bisogna accontentarsi. E’ strano solo che piaccia, anzi sia praticato anche da Vannacci – già soprannominato Catenacci da chi ne parla nei corridoi della politica- con tutti i soldi che si è fatto, peraltro, scrivendone e parlandone male.

IL FUTURO DI FUTURO NAZIONALE

Il guaio per la Politica, con la maiuscola, è che questo Vannacci già generale e ora comandante di “Futuro nazionale”, scavalcando persino lo spettacolo, chiamiamolo così, del referendum costituzionale sulla magistratura, si è un po’ impadronito mediaticamente, grazie alla generosità di noi giornalisti, della fine della legislatura, in vista delle elezioni dell’anno prossimo per il rinnovo delle Camera. Ma tant’è, ci tocca pure questo.

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