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Nuova sfida a Starlink, via libera negli Usa alla costellazione satellitare di Logos Space

La startup fondata da un ex dirigente di Google e project manager della Nasa, Logos Space Services, ha ottenuto l'approvazione normativa statunitense per il dispiegamento di oltre 4.000 satelliti a banda larga in orbita terrestre bassa. La sfida alla connazione Starlink di Musk è vicina

Non solo Starlink, una nuova costellazione satellitare in orbita terrestre bassa sta per sorgere.

Di recente la Federal Communications Commission (Fcc), agenzia governativa indipendente incaricata della regolamentazione delle comunicazioni negli Stati Uniti, ha approvato la richiesta di Logos Space per lo spettro satellitare per l’implementazione di una costellazione di un massimo di 4.178 satelliti destinati alla connettività aziendale entro il 2035, riporta Spacenews.

Logos, con sede a Redwood City, in California, è una startup fondata da un ex dirigente di Google e project manager della Nasa. L’anno scorso ha richiesto l’autorizzazione alla Fcc per operare satelliti nelle bande di spettro K e V ed E a frequenza più elevata. E ora ha ricevuto il via libera.

L’azienda punta a lanciare il primo satellite entro il 2027 e intende fornire servizi Internet ad alta velocità a clienti governativi e aziendali in tutto il mondo, entrando in un mercato di costellazioni satellitari dominato da SpaceX di Elon Musk con la costellazione satellitare in orbita bassa Starlink. Il mese scorso anche, Blue Origin, la società aerospaziale di Jeff Bezos, ha annunciato un piano per dispiegare 5.408 satelliti nello spazio per una rete di comunicazioni che servirà data center, governi e aziende.

Tutti i dettagli.

COS’È LOGOS SPACE SERVICES

L’azienda è guidata dal fondatore Milo Medin, ex project manager della Nasa ed ex vicepresidente dei servizi wireless di Google, e ha raccolto fondi sin dalla sua fondazione nel 2023. Lo scorso giugno Logos Space Services aveva raccolto 50 milioni di dollari in un round di finanziamento di Serie A, arrivato da US Innovative Technologies (USIT), una società di investimento che supporta tecnologie per uso sia civile che militare che ha sostenuto anche Anduril. In quell’occasione Medin aveva dichiarato che Logos conta 10 dipendenti a tempo pieno e puntava ad assumerne almeno altri 40 entro la fine dell’anno.

LA COSTELLAZIONE LEO

La costellazione in orbita terrestre bassa permetterà di offrire connettività simile a quella di Starlink, mirando a mercati sia governativi sia commerciali. Secondo le regole della Fcc, Logos Space Services dovrà distribuire metà dei satelliti approvati entro i prossimi sette anni. Per il fondatore Medin l’impresa necessita solo di circa un quarto dei satelliti proposti per servire clienti governativi e aziendali a livello globale, riporta ancora Spacenews.

Logos afferma che l’utilizzo di uno spettro a frequenza più elevata, combinato con angoli di elevazione elevati e fasci stretti, ridurrebbe la suscettibilità a interferenze e disturbi rispetto ai sistemi satellitari a banda larga più convenzionali.

RECUPERARE TERRENO CON STARLINK DI SPACEX

L’ingresso di Logos Space Services rappresenta un nuovo sviluppo in un mercato in rapida espansione, con implicazioni significative per la concorrenza nel settore della banda larga satellitare.

Al momento la divisione di Internet satellitare di Elon Musk rende SpaceX il più grande operatore satellitare del mondo.

Gli altri rivali includono la canadese Telesat, che non ha ancora lanciato satelliti, e OneWeb che ha costruito una rete di 620 satelliti ora della società satellitare francese Eutelsat, che offre il suo servizio Internet principalmente a governi e imprese. Poi c’è Amazon che ha già messo in orbita 180 satelliti in orbita, dopo averne lanciati decine solo la scorsa settimana, e punta a creare una costellazione di più di 3.200 unità. Il gigante tecnologico ha intenzione di espandere la costellazione ex Project Kuiper  fino a 200 satelliti quest’anno, mentre si sta posizionando in concorrenza con Starlink.

Ma la questione è se questi player riusciranno effettivamente a recuperare terreno su Starlink che conta circa 10mila satelliti in orbita bassa offrono maggiore sicurezza e velocità di connessione più elevate rispetto ai tradizionali satelliti unitari più distanti nello spazio.

E sempre Starlink, che ha registrato oltre 6 milioni di clienti in almeno 140 paesi, si rivolge a tutti: singoli consumatori, aziende, governi e, con la sua variante Starshield, alle agenzie di sicurezza nazionale statunitensi. Di recente SpaceX ha richiesto alla Fcc l’autorizzazione a lanciare fino a un milione di satelliti.

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