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Stellantis in fuga dal Canada? Spenta anche la jv con Lg

Finora Stellantis e Lg avevano investito oltre 5 miliardi di dollari canadesi nel sito dell'Ontario per la produzione industriale di batterie che impiega oltre 1.300 persone con l'obiettivo di arrivare a 2.500 dipendenti a piena capacità: nuovo segnale che il Gruppo italo-francese sta abbandonando il Canada?

Difficile dire, data la situazione contingente assai nebulosa che sta costringendo la maggior parte dei costruttori automobilistici a riformulare i propri piani industriali (meno elettrico, più ibrido) e a ridisegnare le proprie filiere globali per evitare facili esposizioni alle turbolenze geopolitiche, se la decisione di Stellantis di cedere la propria quota nella jv canadese NextStar Energy al partner sudcoreano Lg con cui l’aveva avviata dipenda più dalla “fuga” dal full electric oppure dalla fuga dal Canada, Stato continuamente bersagliato dagli strali del presidente Usa Donald Trump. Ma di certo è un segnale che non piacerà al governo locale.

IL CANADA RAGGELATO DALLE DECISIONI DI STELLANTIS

Anche perché proprio questa settimana si è saputo che Ottawa sta dando corpo alle minacce delle scorse settimane preparando una richiesta di rimborso da centinaia di milioni di dollari nei confronti di Stellantis e General Motors, entrambe accusate sostanzialmente di essere in partenza dal Paese per trasferire, succubi di Trump, in Nord America la propria produzione nonostante gli incentivi pubblici ricevuti.

Particolarmente agguerrita la ministra dell’Industria Mélanie Joly che ricorda i finanziamenti che il Gruppo ha potuto ottenere a più livelli per la riconversione dello stabilimento di Brampton salvo poi l’improvvisa decisione di trasferire la produzione della Jeep Compass negli Stati Uniti d’America per non incorrere nelle ire e nei dazi di Donald Trump. Il governo intende sostenere le proprie pretese risarcitorie sulla base del fatto che gran parte degli aiuti sarebbe stata vincolata ai volumi produttivi.

Nel mirino di Ottawa, si anticipava, pure General Motors che, in scia a Stellantis e spinta dalla necessità di rafforzare i finanziamenti negli Usa come chiesto dall’attuale inquilino della Casa Bianca, ha ridotto l’attività in Ontario e rinunciato alla produzione dei furgoni elettrici BrightDrop a Ingersoll. Una situazione che rischia di pesare parecchio sulla produzione industriale canadese e aumentare la disoccupazione nel Paese.

SI “SPEGNE” LA JV CANADESE TRA STELLANTIS E LG

Tenendo in filigrana quanto appena scritto, avrà quasi sicuramente ripercussioni politiche pure l’annuncio di Stellantis di cedere il 49 per cento della jv avviata nel 2022 a Windsor nell’Ontario, per costruire il primo impianto di produzione industriale di batterie dello Stato. La cessione avverrà nei confronti del partner sudcoreano Lg Energy che acquisirà il pieno controllo di NextStar Energy.

Finora, rivelano i materiali per la stampa, sono stati investiti oltre 5 miliardi di dollari canadesi nel sito che impiega oltre 1.300 persone, con un obiettivo di lungo termine di raggiungere 2.500 dipendenti a piena capacità produttiva. Le parti fanno sapere che, nonostante la fine della joint venture, Stellantis rimarrà cliente della realtà che ha contribuito a creare continuando a rifornirsi di prodotti sviluppati da NextStar Energy.

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