Pure Stellantis, come Ford e General Motors nei mesi scorsi, fa i conti – è proprio il caso di dirlo – con il costo del frettoloso cambio di strategia sull’auto elettrica attuato nel corso del 2025 e che ha avuto una accelerazione con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.
STELLANTIS CEDE NEXTSTAR ENERGY A LG
Il Gruppo italo-francese fa sapere in vista dei risultati dell’intero esercizio che nel secondo semestre del 2025 sono stati rilevati oneri di circa 22 miliardi “a seguito principalmente di un cambio di strategia che colloca la libertà di scelta – con una gamma crescente di veicoli elettrici, ibridi e con motori termici avanzati – al centro dei piani dell’Azienda”.
In considerazione della perdita netta del 2025, non saranno distribuiti dividendi nel 2026. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi. Queste misure, fanno sapere dal Gruppo, contribuiranno a preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità, con circa 46 miliardi di euro di Liquidità industriale disponibile a fine esercizio.
IL VENERDì NERO DI STELLANTIS
Gli annunci di Stellantis hanno comprensibilmente allarmato gli azionisti: come rilevato da Teleborsa, nella mattinata di oggi il titolo è arrivato a perdere fino al 24% a Milano, bruciando oltre 5 miliardi di capitalizzazione, con le contrattazioni che hanno faticato a trovare un prezzo d’equilibrio.
STELLANTIS SPEGNE LA JV CANADESE CON LG
Il Gruppo italo-francese alle prese come le rivali con un cambio di passo circa le cosiddette motorizzazioni a zero emissioni e con la necessità di riposizionare la propria filiera globale stante le tensioni geopolitiche che hanno epicentro a Washington ha anche comunicato la cessione della quota del 49% in Nextstar Energy, jv nata nel 2022 per dare vita a un impianto per la produzione di batterie per veicoli elettrici in Canada, alla sudcoreana LG Energy.
COSA DICE FILOSA
Sebbene l’attesa sia tutta per il primo piano industriale dell’era post Tavares che dovrebbe permettere di capire su quali settori e quali Paesi (e anche quali marchi tra i numerosi in portafoglio, visto che si vocifera con insistenza di possibili cessioni di quelli meno performanti) il Ceo di Stellantis, Antonio Filosa, con riferimento a questi numeri che anticipano i risultati dell’intero esercizio ha commentato: “La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione. Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo”.
Sempre Filosa ha spiegato: “Abbiamo esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l’ingegno che abbiamo in Stellantis. La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita”. Quindi l’Ad ha rinviato per ulteriori dettagli all’Investor Day del 21 maggio.



