Mentre la competizione nel mercato delle auto elettriche si infiamma, con BYD che ha superato Tesla nel 2025, un nome meno noto ma in fortissima ascesa sta guadagnando terreno: Leapmotor.
La storia di questa casa cinese, che ci viene raccontata dal Financial Times, è partita da zero, fino a quando ha puntato tutto su veicoli elettrici e ibridi plug-in semplici, economici e affidabili, diventando una delle sorprese più interessanti del settore.
Nel 2025 ha quasi raggiunto le 600.000 immatricolazioni, raddoppiando i numeri dell’anno precedente e quadruplicando quelli del 2023.
Grazie a una partnership strategica con Stellantis, ora guarda con decisione all’estero, soprattutto all’Europa, con l’obiettivo ambizioso di vendere un milione di auto quest’anno e di entrare stabilmente tra i primi dieci costruttori mondiali entro pochi anni.
Il fondatore visionario
Zhu Jiangming, 58 anni, ha costruito la sua fortuna con Dahua Technology, azienda partita nel 2001 da un’officina con un capitale di 5.000 yuan e diventata colosso della videosorveglianza.
Dopo aver visto una Renault elettrica per le strade spagnole, Zhu ha intravisto la scommessa del suo futuro: puntare tutto sulle auto a batteria.
Nel 2015 ha fondato Leapmotor a Hangzhou portando con sé un gruppo di ingegneri fidati. Tra i primi investitori ci sono stati Sequoia e fondi legati al governo locale. L’approccio è rimasto quello di Dahua Dahua Technology: fare tanto con poco, controllare le tecnologie chiave in casa e non dipendere troppo da altri.
Le sfide iniziali
I primi anni della nuova impresa non sono stati precisamente da manuale. Zhu non sapeva nemmeno che servisse una licenza statale per produrre auto, e quando finalmente ne ha trovata una tramite un partner, quest’ultimo è fallito nel 2020. Leapmotor ha dovuto comprare un’altra azienda per ottenere i permessi.
Dal 2020, però, le cose sono cambiate: l’azienda ha investito massicciamente in componenti interni (batterie, motori, software di controllo, gestione termica), arrivando a un’integrazione verticale del 60-70%, seconda solo a BYD.
A differenza di Nio, Xpeng o Li Auto, che inseguono il lusso e la tecnologia futuristica, Leapmotor ha scelto la strada del volume e dell’accessibilità.
Crescita fulminea
Leapmotor ha conquistato il mercato interno puntando su modelli essenziali, con prezzi aggressivi e consumi contenuti. Le sue auto piacciono soprattutto nelle città di seconda e terza fascia, dove la gente cerca un mezzo elettrico senza spendere una fortuna.
Nel 2025 le vendite hanno sfiorato le 600.000 unità tra puri elettrici e ibridi plug-in. HSBC sottolinea che la casa ha guadagnato terreno nella fascia sotto i 150.000 yuan (circa 21.500 dollari), arrivando a pesare il 58% del mercato nei primi dieci mesi dell’anno.
Leapmotor ha saputo intercettare questa domanda con prodotti ben fatti, senza inutili gadget tecnologici, dimostrando che in tempi di incertezza economica la semplicità può essere una strategia vincente.
La partnership con Stellantis e l’espansione globale
Il significativo cambio di passo è arrivato con un accordo siglato nel 2023: Stellantis ha comprato il 20% di Leapmotor per 1,5 miliardi di euro, aprendo le porte del gruppo dell’Europa.
Da allora le esportazioni sono esplose, superando le 60.000 unità nel 2025. In Europa sono già tre i modelli in vendita, con oltre 35.000 immatricolazioni in un solo anno.
Quest’anno partirà la produzione locale del SUV B10 in uno stabilimento spagnolo di Stellantis, e si parla anche della futura B05.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a un milione di vendite globali nel 2026, con aperture pianificate in Sud America, Africa e Asia-Pacifico. Zhu lo ha detto chiaramente: l’estero non sarà più un capitolo secondario, ma uno dei motori principali della crescita di Leapmotor.
Prospettive future
Secondo il quotidiano della City, il segreto di questo costruttore sta nella concretezza. Non cerca di stupire con schermi enormi o guida autonoma, ma consegna auto solide, economiche e pronte all’uso.
Questo pragmatismo piace agli analisti: “Dipinge il futuro qualcun altro, loro si concentrano sull’esecuzione”, ha scritto una ricercatrice di HSBC citata dal FT.
In Europa la collaborazione con Stellantis funziona: l’80% dei clienti Leapmotor è nuovo per il gruppo, e i suoi modelli sono abilissimi a contrastare l’offensiva di altri marchi asiatici.
Certo, alcune domande incombono, in particolare una: Leapmotor riuscirà a tenere il passo quando la competizione si sposterà sulle funzionalità ADAS – tutti quei sistemi “intelligenti” montati sulle auto che supportano il conducente (e in alcuni casi intervengono direttamente) per prevenire incidenti o ridurre la gravità di un possibile impatto – sempre più sofisticate?
Per ora però i numeri parlano chiaro, e l’azienda continua a crescere senza fare troppo rumore. Con l’ambizione dichiarata di 4 milioni di vendite globali, Leapmotor si candida davvero a essere il prossimo BYD.




