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giorgia meloni

Cara Meloni, esca dai palazzi e vada tra la gente

È giunta per Meloni l’ora di frequentare le piazze, le strade, le chiese, le case, le scuole, le persone, in particolare meno fortunate, non soltanto in divisa, di andare in giro, farsi vedere e usare la stessa arma con cui ha affrontato la diplomazia internazionale: l’umanità. Il corsivo di Battista Falconi

Le uscite a Niscemi, Termini, Torino di Giorgia Meloni in questi giorni sembrano le prime tappe di un tour preelettorale. La premier nel prossimo futuro potrebbe prendere a spostarsi più frequentemente in posti pubblici, senza troppi filtri, dove la gente possa almeno vederla, se non avvicinarla, e dove lo scenario non siano più solo le stanze di Palazzo Chigi. Il 6 febbraio, per esempio, l’agenda la dà presente all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali che saranno onorate anche dalla presenza del Presidente Mattarella.

Il sopralluogo torinese di oggi si inserisce in un day after che persino Repubblica deve definire “guerriglia” richiamando lo spettro dei “black bloc”, anche perché stavolta è arrivata la rampogna di Mattarella. Quasi scontato che andasse, quindi, specie dopo le nitide immagini del poliziotto selvaggiamente aggredito; bene sia andata senza ministri, mentre Crosetto faceva separatamente la sua visita.

È però anche facile considerare queste uscite un’anticipazione della campagna per il voto referendario e, indirettamente, per quello politico. È chiaro che recarsi su luoghi di scontri con la polizia, di violenze di strada e di dissesti territoriali vuol dire anche lanciare un messaggio subliminale sulla magistratura, che in queste e altre situazioni non fluidifica i processi decisionali e risolutivi. In tal senso Meloni potrebbe andare a trovare i genitori del bosco cui sono stati strappati i figli, dopo che persino il Garante per l’infanzia invita alla prudenza nell’adottare certe misure.

Ma considerando la successiva tornata elettorale politica, alla premier conviene uscire comunque dai Palazzi, in particolare italiani. Cosa che finora ha fatto soprattutto per frequentare quelli stranieri, tessendo una rete di relazioni internazionali che ha portato a straordinari risultati di stabilità dell’esecutivo, di affidabilità del sistema, di aumento dei ranking, ne abbiamo accennato anche ieri. Qualche imprenditore lo dirà in modo ingenuo, come rimproverano a Del Vecchio per l’intervista con Lilli Gruber, ma per chi lavora questa situazione apre speranze di un futuro meno grigio. E per tutti i cittadini vuol dire ridurre gli interessi sul debito, che resta l’enorme macigno pendente sul domani italiano e planetario.

È giunta per Meloni l’ora di frequentare le piazze, le strade, le chiese, le case, le scuole, le persone, in particolare meno fortunate, non soltanto in divisa, di andare in giro, farsi vedere e usare la stessa arma con cui ha affrontato la diplomazia internazionale: l’umanità. Troppo raramente Giorgia si è staccata dai cordoni di sicurezza, ha ignorato i divieti del cerimoniale e si è buttata in mezzo alla gente che l’acclama, specialmente bambini e ragazzini, per sganasciarsi in risate e sparare sorrisi in favore di selfie. Prosegua. La faccia di Meloni buca, talmente tanto che l’avrebbero addirittura effigiata come un cherubino a San Lorenzo in Lucina! Se dovessero sfotterla per i suoi tour chiamandola Madonna pellegrina, sarebbe un upgrade.

Giorgia fatte vede, usa il tuo romanaccio, riduci qualche “disciamo”, del quale sui social ormai abbiamo il “disciamometro”, contieni il nervosismo che ti prende comprensibilmente, data la vitaccia defatigante che fai. Così, come hai convinto S&P, convincerai molto più facilmente i futuri elettori.

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