Dopo il bilancio, Sébastien Lecornu di fronte a un paese sempre così difficile da governare
(Le Figaro, Loris Boichot, 28 gennaio 2026)
Superata martedì la doppia mozione di censura di ecologisti e Rassemblement National, il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha fatto approvare il bilancio dello Stato all’Assemblea nazionale, preludio all’ultima attivazione del 49.3.
Salvato grazie al sostegno dei socialisti, soddisfatti per le concessioni ottenute (sospensione della riforma delle pensioni, aumento del bonus di attività, mantenimento della sovrattassa sulle grandi imprese), Lecornu vuole evitare l’immobilismo e promette un’azione utile fino alla fine del mandato.
In un contesto internazionale caotico, punta su priorità di sovranità, indipendenza e protezione della vita quotidiana dei francesi, con visite previste tra agricoltori (Mercosur) e sul tema energetico. Sa di essere vincolato dall’assenza di maggioranza assoluta e dalle tensioni parlamentari, ma il presidente Macron sembra volerlo mantenere fino al 2027.
1. Lecornu salvo grazie ai socialisti e alle loro concessioni
«Il capo del governo è stato salvato grazie alla benevolenza dei socialisti, soddisfatti di aver ottenuto «avanzamenti». Tra questi la sospensione della riforma delle pensioni a novembre, l’aumento del bonus di attività per i salariati più modesti, o ancora il mantenimento della sovrattassa sui benefici delle trecento maggiori imprese.»
2. Nessun immobilismo nonostante l’assenza di maggioranza
«Non ci sarà immobilismo nei prossimi mesi, ha garantito venerdì, pur sapendo di essere vincolato dall’assenza di maggioranza assoluta all’Assemblea nazionale. Promette di restare «realista», ma «l’obiettivo della manovra è essere il più utile possibile».»
3. Priorità su sovranità, indipendenza e vita quotidiana
«Il primo ministro assumerà di prioritizzare alcuni dossier, sotto l’angolo della sovranità, dell’indipendenza e della protezione della vita quotidiana dei francesi […] Vuole «riconnettere» la vita politica al «reale».»
4. Un paese sempre difficile da governare
«Sébastien Lecornu deve affrontare un paese sempre così difficile da governare. Sa già che gli Insoumis non gli perdonano il «passaggio in forza» sul bilancio, mentre i lepenisti lo accusano di «manovre».»
5. Macron vuole mantenerlo fino al 2027
«Il presidente non vedrebbe di cattivo occhio il mantenimento del suo primo ministro fino alla prossima elezione presidenziale del 2027. «Può reggere fino alla fine. Il presidente gli ha chiesto una tabella di marcia post-bilancio», dice un consigliere di Emmanuel Macron.»
Denatalità, carenza di manodopera: perché la Francia ha bisogno dell’immigrazione
(Libération, Rachid Laïrèche, 28 gennaio 2026)
Per la prima volta dal dopoguerra, in Francia le nascite (645.000) sono inferiori ai decessi (651.000), determinando un saldo naturale negativo, come certificato dall’Insee a metà gennaio. Il trend, atteso e destinato a proseguire almeno fino al 2040 per l’invecchiamento dei baby-boomer, mette a rischio il finanziamento di pensioni e sicurezza sociale e frena la crescita economica per carenza di forza lavoro.
Pauline Rossi stima un deficit di circa 100.000 lavoratori a medio termine. Emmanuel Macron ha annunciato misure pro-natalità (congedo di nascita, piano contro l’infertilità), ma gli esperti le ritengono quasi irrealizzabili. Mentre la Spagna annuncia 500.000 regolarizzazioni, in Francia il dibattito sull’immigrazione resta tabù nonostante la stagnazione economica e il bisogno strutturale di manodopera.
1. Il saldo naturale diventa negativo per la prima volta dal dopoguerra
«Le curve si incrociano per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale. Il numero di nascite (645.000) continua a diminuire e diventa inferiore a quello dei decessi (651.000). Un saldo naturale negativo.»
2. La tendenza demografica era attesa e proseguirà almeno fino al 2040
«Ci si aspettava questo risultato. Era inevitabile […] Questa tendenza si confermerà nei prossimi anni, almeno fino al 2040, la generazione numerosa nata durante il baby-boom, tra la Seconda guerra mondiale e la crisi petrolifera, invecchia sempre di più.»
3. Conseguenze gravi su pensioni, sicurezza sociale e crescita economica
«Fragilizza il finanziamento del sistema delle pensioni e della sicurezza sociale. Impatta anche la crescita economica, con una forza lavoro meno numerosa.»
4. Deficit stimato di 100.000 lavoratori a medio termine
«La professoressa di economia all’École polytechnique Pauline Rossi stima la mancanza a 100.000 persone a «medio termine» sul mercato del lavoro.»
5. Le misure pro-natalità di Macron giudicate quasi impossibili
«Emmanuel Macron ne ha parlato l’anno scorso. Ha annunciato un congedo di nascita e un piano contro l’infertilità in vista di un «riarmo demografico» per rilanciare la natalità che arranca. Una missione quasi impossibile.»
Tsunami migratorio
(Le Figaro, Yves Thréard, 28 gennaio 2026)
L’editoriale elogia Bruno Retailleau per i risultati concreti ottenuti al ministero dell’Interno: regolarizzazioni ridotte del 10% e espulsioni aumentate del 15% nel 2025 grazie a una circolare che ha imposto maggiore fermezza ai prefetti. Tuttavia, denuncia l’assenza di una vera politica di lungo termine contro l’immigrazione clandestina (stimata a 800.000 persone) e legale, con 4,5 milioni di titolari di permesso di soggiorno mai stati così tanti.
Critica duramente l’ipocrisia e la demagogia che hanno impedito di affrontare il problema dell’integrazione, dell’alloggio, dell’istruzione e dell’occupazione di massa di persone da culture lontane. Ritiene che la paura di violare i diritti umani o di mancare di generosità post-coloniale abbia alimentato la sfiducia verso la classe politica e favorito radicalismi e populismi. Il vero ostacolo non è l’Europa, ma la mancanza di volontà a Parigi.
1. Risultati concreti di Retailleau al Viminale
«Ministro dell’Interno, aveva inviato una circolare ai prefetti chiedendo maggiore fermezza nel trattamento dei dossier. Gli effetti di questa politica sono misurabili oggi: le regolarizzazioni di sans-papiers sono calate del 10% nel 2025 e le espulsioni di stranieri sono aumentate di oltre il 15% nello stesso periodo.»
2. Cifra record di titolari di permesso di soggiorno
«Ma, se la lotta contro l’immigrazione clandestina – stimata a quasi 800.000 individui sul nostro suolo – ha fatto qualche progresso, il numero di titolari di un titolo di soggiorno non è mai stato così elevato: 4,5 milioni di persone.»
3. Assenza di una vera politica di lungo termine
«La realtà è che nessuna politica degna di questo nome è stata intrapresa nel tempo per fermare lo tsunami migratorio. Rocard, Giscard e alcuni altri hanno lanciato l’allarme a loro tempo. E dopo? Promesse.»
4. Ipocrisia e rifiuto di affrontare l’integrazione
«Il rifiuto di guardare in faccia la nostra incapacità di integrare massicciamente cittadini di culture lontane, di alloggiarli, educarli, impiegarli correttamente ha fatto da paravento. È forse il timore di avere cattiva coscienza, di mancare ai diritti dell’uomo, di venir meno a un dovere di generosità anni dopo le decolonizzazioni?»
5. Le radici del problema sono a Parigi, non a Bruxelles
«Smettiamo di far credere ai francesi che l’Europa ci impedisce di agire su questo fronte. Le radici del male sono sulle rive della Senna.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)


