(The Wall Street Journal, Sam Goldfarb, 26 gennaio 2026)
Il settore software, un tempo idolo di Wall Street, sta subendo un forte calo: titoli come Salesforce, Adobe e ServiceNow hanno perso almeno il 30% dall’inizio del 2025, mentre l’indice S&P delle società software small e mid-cap è sceso oltre il 20%, con accelerazione nelle ultime settimane dopo il lancio di Claude Code di Anthropic. Gli investitori temono che l’IA, con pratiche come il “vibe coding” (creazione rapida di app tramite prompt), possa rendere obsoleti i modelli tradizionali di sviluppo software, passando da un beneficio atteso a una minaccia esistenziale. Il passaggio narrativo è netto: da software che “mangia il mondo” a domanda se l’IA non sia invece la fine del software. Il tutto avviene mentre si dubita della sostenibilità del boom AI stesso e si attendono trimestrali chiave di Apple, Meta e Microsoft.
– Declino marcato dei big del software.
«Le società software un tempo preferite da Wall Street stanno scivolando ultimamente, con Salesforce, Adobe e ServiceNow tutte in calo di almeno il 30% dall’inizio dell’anno scorso.»
– Accelerazione del ribasso con nuovo tool IA.
«Le perdite si sono accelerate questo mese dopo l’introduzione di Claude Code di Anthropic, uno strumento IA che, secondo addetti ai lavori del settore, può ridurre drasticamente il tempo necessario per costruire anche software complessi.»
– Cambio radicale della narrazione degli investitori.
«Gli investitori sono passati dal pensare inizialmente che le società software potessero beneficiare dell’IA al chiedersi: ‘L’IA è semplicemente la morte del software?’.»
– Ricordo del boom passato del software.
«Solo pochi anni fa era il software, non l’IA, al centro di una frenesia di investimenti. Il settore sembrava aver mantenuto la promessa di Marc Andreessen che il software avrebbe ‘mangiato il mondo.»
– Vulnerabilità del settore ai nuovi strumenti IA.
«Scosso dall’emergere del ‘vibe coding’ – la pratica di usare strumenti IA per produrre rapidamente app e siti web – il settore software sta vivendo un momento di grande incertezza.»
(Estratto dalla newsletter di Liturri)






