Caro direttore,
finalmente i giovani entrano nell’editoria! Purtroppo non nelle redazioni, dove ogni possibilità resta preclusa se non sottoforma di fantasiosi contratti di stage a vita, ma è già qualcosa perché c’è bisogno che in Italia una ventata d’aria moderna spazzi via il puzzo stagnante che avvolge come un asfittico miasma le testate – grandi e non, prestigiose e non – del nostro Paese.
Una notizia davvero eccitante sapere che Leonardo Maria Del Vecchio, quarto figlio di Leonardo senior, classe 1990 (si, hai letto bene: ha 30 anni), azionista con il 12,5% di Delfin, abbia deciso di festeggiare le sue tre decadi regalandosi l’80% della società En – Editoriale Nazionale, a cui fanno riferimento i quotidiani Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN.
Le vendite dei giornali – lo ricordi puntualmente tu via X ogni volta escono i mesti numeri sulle tirature – colano a picco, le poche volte che qualche colosso editoriale acquista qualche pezzettino dei new media che vanno per la maggiore sui social e portano le nuove generazioni a informarsi, puntualmente se le lascia sfuggire dalle mani (vedi Gedi che aveva acquistato il 10 per cento di Cronache dallo spogliatoio, ora venduto in blocco a Be Water, editore di Chora e Will). Finalmente un Millennial saprà indicare la strada a quei parrucconi impolverati che poltriscono nelle redazioni.
Anzi, no. Leo, se mi è permesso chiamarlo affettuosamente così (potrebbe essere mio nipote), ha già dichiarato solennemente che lascerà ampi spazi di manovra ai suoi giornalisti. «Questa operazione rientra in un progetto industriale di lungo periodo che riconosce all’editoria un ruolo centrale per il Paese. Crediamo nel valore dell’informazione di qualità e nell’autonomia delle redazioni» è infatti la primissima dichiarazione di Leonardo jr a commento dell’acquisizione del controllo di Editoriale Nazionale. «Il nostro impegno – ha proseguito- è investire con capitale paziente, mettendo tecnologia e competenze al servizio del lavoro giornalistico. Una volta completati i passaggi formali, intendiamo confrontarci con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso».
Non sono giornalista, dunque ti chiedo: ma che cappero significa “autonomia delle redazioni”? Non dovrebbe essere garantita l’autonomia delle direzioni? Oppure Del Vecchio sta promuovendo l’anarchia redazionale con giornalisti autonomi rispetto ai direttori? E poi, che autonomia c’è se il percorso sarà condiviso?
Ma soprattutto, non sarà che quel confronto evocato con giornalisti, redazioni e Cdr per “costruire un percorso condiviso” strizzi l’occhio a Gedi e ai giornalisti de La Stampa e La Repubblica che hanno fatto il diavolo a quattro alla notizia che potrebbero essere acquistati dall’indigesto – ancora devono spiegare perché – armatore greco? Sai, direttore, dato che anche Del Vecchio aveva bussato alla porta di John Elkann (con in mano 140 milioni), trovandola chiusa, potrebbe fare ora intendere tra le righe che con lui al posto dei greci di Antenna le cose sarebbero andate molto diversamente…
Ah, saperlo, avrebbe detto la Dagospia dei tempi che furono…
Ma andiamo avanti. Il Sole 24 Ore dettaglia che il consiglio di amministrazione di LMDV, la società di investimento di Leonardo Maria Del Vecchio, ha formalizzato un’offerta vincolante per l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza nel gruppo editoriale e, in rapida successione, il board di Monrif, che controlla Editoriale Nazionale (En). Nessuna indicazione sull’entità della quota che, secondo fonti qualificate, dovrebbe attestarsi all’80%. Nessuna indicazione della cifra dell’operazione.
Complimenti a Del Vecchio per questo mancato svecchiamento delle tradizioni che vogliono il più assoluto riserbo sul “quantum” speso per l’acquisto. Una prima occasione mancata, direi.
Sappiamo solo che il capitale sociale di Monrif, la società editrice, vede Monti Riffeser srl al 63,6%, Adv Media di Andrea Della Valle al 10,97%, Tamburi Investment Partners di Giovanni Tamburi al 7,89%, Future srl al 5,98% e Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste 5,22%. Faccio umilmente notare una cosa: ricorderai senz’altro che Monti Riffeser, che è pure presidente della Fieg, la Federazione degli editori italiani, è colui che fino a pochi giorni fa minacciava il mondo della politica di tagliare via dai giornali le interviste agli esponenti di partito se non fossero arrivati i sostegni pubblici al settore. Bene che Del Vecchio parlava allora di autonomia lasciata ai giornalisti: è al corrente che Monti Riffeser invece pretende di decidere quali interviste pubblicare e quali tagliare, mercanteggiandole col mondo politico? O forse Leo Jr ne parla proprio perché lascia intendere che col vecchio corso non fosse così? Chissà…
L’ingresso in En – ricorda il quotidiano di Confindustria – arriva dopo l’ingresso di LMDV con il 30% anche ne Il Giornale, operazione avvenuta attraverso la Tosinvest di Angelucci: il riassetto azionario prevedeva che Lmdv Capital comprasse la quota del 30% dagli Angelucci a un prezzo che secondo indiscrezioni dovrebbe aggirarsi attorno ai 30 milioni. Anche qui infatti bocche cucite sull’aspetto monetario, guai a parlarne: evidentemente si fa peccato. I ricchi, si sa, non parlano mai di soldi: sono questioni che lasciano ai bottegai borghesi…
L’impressione di tutti è che la scalata di Del Vecchio al mondo editoriale sia appena agli inizi, la mia è che con Del Vecchio la cesura col “vecchio” modo di fare l’editore non sia evidente come si sperava. Ma diamo fiducia ai Millennial: il mondo è ormai loro!
Uno speranzoso,
Francis Walsingham






