La Commissione europea ha autorizzato un pacchetto di aiuti di Stato da 18,2 milioni di euro destinato al potenziamento del settore lattiero-caseario in Alto Adige. La misura, approvata dopo le verifiche sul rispetto delle regole europee in materia di concorrenza, sostiene un progetto di investimento della cooperativa Centro Latte Bressanone e punta a rafforzare la filiera locale e la sostenibilità produttiva, secondo gli obiettivi di Bruxelles.
IL VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE EUROPEA
L’esecutivo comunitario ha dato luce verde agli aiuti notificati dal governo italiano, ritenendo che non sussistano criticità per la concorrenza né violazioni delle norme sugli aiuti di Stato. Il sostegno, pari a 18,2 milioni di euro, è concesso sotto forma di sovvenzione diretta ed è stato giudicato compatibile con il mercato interno dell’Unione europea.
I NUMERI DEL CENTRO LATTE BRESSANONE
Il destinatario esclusivo del finanziamento è il Centro Latte Bressanone Società Agricola Cooperativa (noto con il marchio Brimi), situato a Varna, in provincia di Bolzano. La cooperativa affonda le sue radici nelle latterie di Sciaves e Bressanone, fondate negli anni ’20 e fuse nel 1969 per dare vita al Milchhof Brixen. Attualmente, la struttura conta circa 1.000 soci agricoltori che conferiscono latte di montagna 365 giorni all’anno. La produzione si basa su piccole aziende agricole che gestiscono una media di 15 vacche ciascuna, operando in armonia con la natura e garantendo una filiera controllata dal latte al prodotto finito.
In particolare, la specializzazione nel settore delle mozzarelle risale al 1978, quando la cooperativa effettuò un investimento iniziale di 121 milioni di lire. Se nel 1986 la produzione annuale raggiungeva le 1.000 tonnellate, oggi il Centro Latte Bressanone produce oltre 310 tonnellate di mozzarella a settimana, esportando i propri prodotti, tra cui anche mascarpone e ricotta, in più di 30 Paesi nel mondo.
OBIETTIVI DEL PROGETTO DI INVESTIMENTO
L’intervento, come spiegato da una nota di Bruxelles riportata dall’Ansa, rientra in una strategia di sviluppo industriale mirata al rafforzamento della capacità produttiva della cooperativa all’interno del comparto lattiero-caseario altoatesino. Il progetto finanziato prevede infatti l’ampliamento delle linee di produzione esistenti dedicate a mozzarella e ricotta, l’introduzione di nuovi prodotti come la burrata e l’ottimizzazione dell’intero ciclo produttivo, mantenendo elevati standard di qualità e sostenibilità ambientale. Le finalità dell’investimento sono state dettagliate dalla Commissione europea nella nota di approvazione della misura.
IMPATTO SUL TERRITORIO E SULLA FILIERA
Secondo Bruxelles, l’investimento produrrà “un duplice effetto positivo”. Da un lato, contribuirà a rafforzare il settore lattiero-caseario in Alto Adige attraverso l’aumento della domanda di latte proveniente dagli agricoltori locali. Dall’altro, consentirà un miglior utilizzo del siero di latte come sottoprodotto della lavorazione, favorendo l’economia circolare e la produzione sostenibile.
VALUTAZIONE DELL’ANTITRUST UE
Per l’Antitrust comunitario, la misura notificata è “necessaria e appropriata per conseguire l’obiettivo perseguito” e risulta coerente con gli obiettivi della Politica Agricola Comune. La Commissione ha inoltre evidenziato che l’aiuto da 18,2 milioni di euro “è proporzionato, in quanto limitato al minimo necessario”, e che il suo impatto sulla concorrenza e sugli scambi all’interno dell’Unione europea sarà “limitato”.
