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Gcap, ecco come Meloni e Crosetto rilanciano sulla spesa per il caccia di sesta generazione

Il ministero della Difesa ha trasmesso alle commissioni di Camera e Senato la richiesta di autorizzare altri 8,7 miliardi di spesa per il programma Global Combat Air Programme (Gcap), sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone per un sistema di combattimento aereo di sesta generazione che dovrà essere operativo nel 2035. Il costo dello sviluppo passa da 6 a 18,6 miliardi. Fatti, numeri e commenti

L’Italia investirà oltre 18 miliardi nel Global Combat Air Programme (Gcap), progetto per il sistema di combattimento aereo di sesta generazione in collaborazione con Regno Unito e Giappone.

Si tratta di una triplicazione dei costi rispetto alla previsione di spesa iniziale di 6 miliardi di euro. È quanto emerge dopo che lo scorso 9 gennaio il Ministro della difesa ha trasmesso la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 40/2025, relativo allo sviluppo di una architettura complessa e interoperabile basata su un «sistema di sistemi» di combattimento aereo di 6^ generazione, destinata al prospettico rinnovamento dei velivoli F2000 Eurofighter dell’Aeronautica militare, corredato delle schede tecnica e illustrativa.

Immediate le reazioni della politica e non solo. Si tratta infatti di una spesa che, come evidenzia l’Osservatorio Milex, copre esclusivamente la fase di ricerca, progettazione e sviluppo del velivolo, e non il costo di acquisto dei futuri aerei, ad oggi incalcolabile. Un impegno finanziario che rende il programma il più costoso della storia militare italiana, superando anche l’F-35, per il quale sono previsti 18 miliardi di euro per 90 velivoli, sottolinea ancora Milex.

Soprattutto, una spesa che non potrà nemmeno essere finanziata con i prestiti europei del Safe, lamentano i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle commissioni Difesa di Camera e Senato.

Eppure – fa notare oggi il direttore di Rid, Pietro Batacchi – la cifra è “grosso modo comparabile a quanto è costato per gli Usa lo sviluppo dell’F-35 (fino al Block 3F). Una parte di tali oneri – 8,7 miliardi di euro – sono già stati allocati a bilancio, mentre 2 di questi sono già andati a coprire una parte delle spese relative alla fase di Concept Assessment & Preliminary Design”.

Tutti i dettagli.

COS’È IL GCAP

Il Gcap (Global Combat Air Programme) è il programma sviluppato da Roma, Londra e Tokyo per un sistema di combattimento aereo di sesta generazione che dovrà essere operativo nel 2035.

Rispondendo a un’interrogazione alla Camera dei deputati, il 19 luglio 2023, il ministro della difesa Crosetto, ha dichiarato che “il Gcap rappresenta una necessità dettata da sfide di tipo militare poste sia dal continuo mutamento e inasprimento della minaccia espressa negli scenari operativi, sia dall’esigenza di un graduale e bilanciato aggiornamento e successiva sostituzione dei sistemi d’arma Eurofighter Typhoon, che avverrà a partire dal 2035 e sarà completato con un orizzonte temporale fissato al 2045-2050”.

Il progetto è coordinato da una organizzazione governativa (Gigo) comune ai tre Paesi, che agisce come regista e committente, e, sotto il profilo industriale, è basato sulla joint venture paritetica (Edgewing) tra gruppi capofila: Leonardo per l’Italia, Bae Systems per il Regno Unito e Japan Aircraft Industrial Enhancement per il Giappone.

IN ATTESA DEL PRIMO CONTRATTO

Lo scorso 5 novembre, in conference call con gli analisti, l’ad di Leonardo, Roberto Cingolani, ha dichiarato che le attività nazionali del programma hanno un budget di 1 miliardo di euro mentre l’organizzazione tra i tre Paesi che sovrintende a tutto il programma sta negoziando con Edgewing il primo contratto a livello internazionale, atteso a breve e che che sarà nell’ordine di qualche miliardo di euro.

LE FASI DEL PROGRAMMA

Il programma è concepito come un percorso progressivo e autoconsistente – secondo un piano di sviluppo continuo con un orizzonte pluriennale della durata complessiva ipotizzata di circa 30 anni (2021-2050) e si articola in 4 fasi programmatiche, Fase 1 Concept Assessment & Preliminary Design; Fase 2 Full Development; Fase 3 Initial Production; Fase 4 Full Production.

TRIPLICATO L’ONERE DI SPESA

La scheda tecnica dettaglia che la prima fase finanziaria è stata avviata nel 2021 con il già citato D.I. SMD 36/2021, che stimava un onere previsionale per le prime due fasi programmatiche di 6 miliardi di euro a condizioni economiche 2021. La scheda tecnica dello schema in esame fa presente che tale onere previsionale è stato nel tempo aggiornato tenendo conto dell’incremento dei costi di maturazione tecnologica, sperimentazione, sviluppo e design, a un volume stimato in 18,6 miliardi di euro (a condizioni economiche 2025).

IL COMPLETAMENTO DELLA PRIMA FASE FINANZIARIA

Sempre la scheda precisa inoltre che la prima fase finanziaria, del valore di 2 miliardi di euro, autorizzata con D.I. SMD 36/2021 e completamente finanziata, ha consentito la parziale copertura della prima fase programmatica. Il completamento della prima fase programmatica e l’esecuzione della seconda fase programmatica è pertanto stimato in 16,6 miliardi di euro. Una prima parte di questi oneri, oggetto della presente scheda, è finanziata per 8,769 miliardi di euro con gli stanziamenti iscritti sul Bilancio del Ministero della Difesa nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.

La scheda evidenzia che tale stima sottende al perfezionamento di tutte le specifiche attività in cooperazione internazionale sottoscritte dalla Gcap Agency (ridefinizione del profilo di spesa per assicurare la parità di impegno finanziario con Regno Unito e Giappone) e a quelle complementari nazionali per assicurare la disponibilità di tecnologie e info/infrastrutture (presso siti del Ministero della Difesa e siti del demanio pubblico) funzionali alle necessarie attività complementari (a mero titolo di esempio: test avionici, adjunct demo, armamento flessibile/avanzato e contromisure, flight test lab., infrastrutture capacitive, collaborative working environment, ecc.).

RIGUARDO LA SECONDA FASE FINANZIARIA

Dopodiché la scheda precisa che il completamento della seconda fase finanziaria, nel rispetto di una logica incrementale e progressiva, nonché del previsto criterio dell’ autoconsistenza, sarà finanziato per il restante valore previsionale di 7,831 miliardi di euro, attraverso successivi stanziamenti, dandone evidenza nel Documento Programmatico Pluriennale.

LA GOVERNANCE

La governance industriale è affidata alla Joint Venture Edgewing, costituita nel 2025 tra Leonardo (Italia), Bae Systems (Regno Unito) e Japan Aircraft Industrial Enhancement (Giappone), quale soggetto integratore della core platform.

LE RICADUTE INDUSTRIALI

Infine, secondo la scheda illustrativa, il coinvolgimento diretto di Mbda Italia, Avio Aero, Elettronica, nonché di una rete diffusa di Pmi, università e centri di ricerca, favorirà: la crescita della filiera aerospaziale nazionale; l’avanzamento di competenze nei settori intelligenza artificiale, simulazione, sensoristica, propulsione, cyber defence; la creazione di occupazione ad alta specializzazione e I’indotto tecnologico sul territorio come Lazio, Piemonte, Lombardia, Campania, Umbria, Friuli Venezia Giulia; queste ultime due rappresentano una novità rispetto al 2021.

“Le ricadute economiche e industriali saranno particolarmente rilevanti, con benefici attesi per tutto l’ecosistema della Difesa nazionale” conclude la scheda.

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