Renault entra nella produzione di droni militari.
Dopo le indiscrezioni e le anticipazioni dello scorso anno, ora è ufficiale: la casa automobilistica francese collaborerà con la connazionale Turgis Gaillard per la progettazione e la produzione di un drone tattico, nell’ambito di un contratto aggiudicato dal Ministero delle Forze Armate francese.
Il progetto prevede lo sviluppo di un drone tattico e la creazione di una nuova joint venture, con un obiettivo produttivo che potrebbe raggiungere le 600 unità al mese e un valore economico rilevante nel medio-lungo periodo. Il contratto fa seguito alla richiesta del governo di Parigi, presentata a giugno, di collaborare tra aziende automobilistiche e del settore della difesa per la produzione di droni.
Per la casa auto francese è un ritorno al passato: Renault ha già prodotto equipaggiamenti per la difesa, tra cui carri armati utilizzati nella prima e nella seconda guerra mondiale, come rammenta il Financial Times.
Negli ultimi anni, in Europa è in corso un ampio dibattito sulla riconversione delle linee produttive del comparto automotive, in difficoltà per la transizione all’elettrico e il calo della domanda, verso il settore della difesa. A supportare tale ipotesi, sostenuta da alcuni governi e analisti industriali, anche il ministro italiano delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, come possibile strategia per valorizzare capacità tecnologiche e produttive nazionali, in linea con le nuove priorità strategiche del vecchio continente.
Tutti i dettagli.
IL RUOLO DI RENAULT NELL’INDUSTRIA DELLA DIFESA
Il gruppo Renault ha confermato il proprio coinvolgimento nel settore dei droni militari su richiesta del Ministero delle Forze Armate francese. “Su richiesta del Ministero delle Forze Armate francese, il gruppo Renault è stato invitato a contribuire con la sua competenza allo sviluppo di un’industria francese dei droni”, ha dichiarato martedì un portavoce del gruppo, confermando le informazioni inizialmente pubblicate da L’Usine Nouvelle. Secondo la stessa fonte, l’iniziativa si inserisce in un più ampio sforzo di rafforzamento delle capacità industriali nazionali nel comparto della difesa.
LA PARTNERSHIP CON TURGIS GAILLARD
Per realizzare il progetto, la casa auto con sede a Boulogne-Billancourt collaborerà con Turgis Gaillard, società francese che impiega circa 400 dipendenti dal giro d’affari di circa 80 milioni di euro. Tra i suoi prodotti figura un drone di 20 metri a media quota e lunga autonomia, chiamato AAROK, in grado di trasportare quasi tre tonnellate di carburante, armi o equipaggiamenti.
Come riportato da L’Usine Nouvelle, le due aziende prevedono la creazione di una joint venture paritetica denominata Chorus, che sarà incaricata dello sviluppo e dell’industrializzazione del drone tattico oggetto del contratto con il Ministero delle Forze Armate.
CARATTERISTICHE DEL DRONE E PROSPETTIVE ECONOMICHE
In base a quanto scrive Les Echos, i due partner svilupperanno una “munizione a lungo raggio, telecomandata” che potrà essere utilizzata anche per missioni di osservazione e intelligence. Con l’obiettivo di produrre circa 600 unità al mese, questo contratto, del valore iniziale di 35 milioni di euro, potrebbe generare un fatturato di 1 miliardo di euro per Renault in 10 anni.
Come precisa La Tribune, al momento, le due aziende non hanno ancora ricevuto ordini per questo drone, che dovrà prima dimostrare la sua efficacia durante i primi test di volo del prototipo previsti per il prossimo settembre.
NON CONFERMATI I SITI PRODUTTIVI COINVOLTI
Resta inoltre da stabilire, al momento, la localizzazione degli impianti di produzione. Secondo La Tribune, la linea di assemblaggio del drone dovrebbe essere avviata nello stabilimento Renault di Le Mans, che produce telai, componenti e pezzi fusi. Per L’Usine Nouvelle cui i droni saranno prodotti in serie negli stabilimenti Renault di Cléon (per i motori) e Le Mans.
Tuttavia, il gruppo automobilistico non ha confermato queste informazioni. “Non possiamo confermare i siti menzionati dai media, visti i progressi del progetto e per rispettare il processo di consultazione con i rappresentanti dei dipendenti”, ha dichiarato Renault all’AFP.
LE VALUTAZIONI DEGLI ANALISTI
Infine, sempre secondo La Tribune, Renault e Turgis Gaillard potrebbero industrializzare un drone tattico con un’apertura alare di circa dieci metri “a un prezzo estremamente competitivo”, anche se Renault ha rifiutato di commentare queste indiscrezioni.
E LE REAZIONI DEL MERCATO
Il mercato ha accolto favorevolmente la partnership: come riportato da Les Echos, all’inizio delle contrattazioni le azioni Renault sono salite di quasi l’1,8%, in concomitanza con l’annuncio dell’accordo e con un aumento di oltre il 3% delle vendite globali di automobili.






