“Quindi Ford vuole sostenere la catena di approvvigionamento di un concorrente cinese e, contemporaneamente, rendersi più vulnerabile all’estorsione di quella stessa catena di approvvigionamento? Cosa mai potrebbe andare storto?” Il consigliere commerciale della Casa Bianca, Peter Navarro, non ha preso bene le voci di un possibile accordo tra la storica Casa americana e il principale costruttore cinese, Byd, rilanciate dal Wall Street Journal. E non poteva essere altrimenti, se si considera che l’amministrazione Trump spinge per rescindere ogni dipendenza industriale dagli altri Paesi, a iniziare dalla Cina.
So @ford wants to simultaneously prop up a Chinese competitor's supply chain and make it more vulnerable to that same supply chain extortion? What could go wrong here?
Ford, BYD in talks for hybrid vehicle battery deal, WSJ reports https://t.co/uvmxTsYUrI
— Peter Navarro (@RealPNavarro) January 15, 2026
COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA FORD E BYD
Al momento non c’è ancora nulla di ufficiale e le parti stesse starebbero semplicemente sondando possibili ipotesi di collaborazione, ma secondo fonti di stampa Ford intenderebbe acquistare da Byd batterie destinate ai suoi modelli ibridi.
Secondo quanto riferito dal Wsj, che cita persone informate sui fatti, l’opzione più probabile è che l’Ovale blu utilizzi le batterie “made in China” in mercati extra Usa, dato che al momento importare negli States gli accumulatori significherebbe pagare gli alti balzelli doganali predisposti dall’attuale inquilino della Casa Bianca nei riguardi dell’automotive di Pechino.
COME MAI L’OVALE BLU È INTERESSATA ALLE BATTERIE MADE IN CHINA?
La Cina al momento è il principale produttore di batterie per auto elettriche e ibride, dunque non sorprende che Ford – che ha appena stoppato significativamente i propri piani sul full electric per puntare in modo più moderato su soluzioni ibride che mantengano in vita il motore a scoppio – abbia tra le proprie mire quella di ottenere le batterie più economiche e tecnologicamente avanzate dal più grande produttore di veicoli elettrici del Dragone, Byd, che è pure leader mondiale nelle batterie Litio-Ferro-Fosfato, note per essere le meno costose e le più durature. Secondo gli ultimi dati disponibili, da gennaio ad agosto 2025 Byd ha totalizzato 124,8 GWh con una crescita del 50,3%. Attualmente, più di una batteria su due al mondo insomma è cinese ed è o Catl o Byd.
Insomma, non c’è poi così molta scelta “extra Cina” nel settore delle batterie elettriche maggiormente performanti dato che la Corea del Sud sta facendo la fine del Giappone, già scivolato in fondo alla classifica. Ma c’è appunto lo scoglio della Casa Bianca da superare che ha iniziato a dettare alle industrie dei settori strategici dettagliati piani industriali autarchici. Benché con ogni probabilità come già scritto Ford stia esplorando l’uso delle batterie di Byd in mercati differenti da quello statunitense, il fatto che non si avvalga della filiera americana potrebbe non piacere al presidente Trump. Del resto, un’altra notizia che ha fatto più rumore in America che in Europa riguarda la decisione di sfruttare sulle sue auto la piattaforma elettrica sulla quale poggia l’attuale Twingo elettrica di Renault.






