Giorgia Meloni ha dedicato il suo punto stampa coreano alla Groenlandia, dicendo chiaramente di non condividere l’aumento dei dazi per chi manda truppe nell’isola e di aver sentito Donald Trump e Rutte al riguardo. Ieri i residenti locali e i danesi hanno manifestato, alcuni Paesi europei hanno per l’appunto deciso di mandare i propri militari e Trump ha replicato con minacce tariffarie. Ricevendo diverse controrepliche dei leader: il ministro degli Esteri danese Rasmussen; il premier britannico Starmer, secondo cui l’isola “fa parte della Danimarca”, “riguarda i groenlandesi e i danesi” mentre la sicurezza dell’Artico riguarda l’intera Nato; il presidente francese, che reclama il rispetto della sovranità e avverte che in gioco ci sono sia la sicurezza artica sia i confini dell’Europa. Quindi l’interesse sulla regione è sia degli Usa, sia dei membri europei, sia dell’alleanza atlantica, siamo quasi tutti d’accordo.
Anche l’UE ha ribattuto. “L’Europa rimarrà unita, coordinata e impegnata a difendere la propria sovranità”, assicurano Antonio Costa e Ursula von der Leyen: “L’
E poi, qui parlano Commissione e Parlamento Ue, che non sono la stessa cosa. Anzi, di quanto i diversi livelli e competenze comunitari siano complicati ce ne accorgeremo con la ratificazione dell’accordo appena siglato co
Questo per non dire dei paletti e dei pantani a livello nazionale. Si pensi solo alla Lega dove c’è chi si rallegra dei dazi minacciati da Trump perché non colpiscono l’Italia ma altri partner non simpatici a tutti, oltre che qualcuno che rema contro gli aiuti all’Ucraina. Si avvicinano le elezioni e le turbolenze interne ai partiti aumentano, è cronaca scontata, vedi il dibattito nel PD su chi non ricandidare dopo la terza legislatura, che nel perenne campionato italico dell’
Gli scompaginamenti dei e tra i partiti investono anche la questione iraniana, col M5S che si è sfilato dalla solidarietà ai manifestanti repressi nel sangue che chiedono libertà e pane, pretendendo in premessa la garanzia che non si sarebbe usata la forza contro il regime di Teheran. Nemmeno nelle piazze comunque organizzate c’






