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Ma quanto si gasa la Spagna di Sanchez con il gas made in Usa!

Nel 2025 la Spagna ha quasi raddoppiato le importazioni di gas naturale dagli Stati Uniti. L'articolo di Cinco Días tratto dalla rassegna di Liturri.

(Cinco Días, Juan Cruz Peña, 15 gennaio 2026)

Nel corso del 2025, primo anno completo del secondo mandato presidenziale di Donald Trump, la Spagna ha quasi raddoppiato le importazioni di gas naturale dagli Stati Uniti, passando da 56.435 GWh nel 2024 a 111.660 GWh, secondo i dati diffusi da Enagás. Nello stesso periodo le forniture dalla Russia sono crollate di oltre il 40%, scendendo da 72.360 GWh a 42.629 GWh, mentre le importazioni dall’Algeria si sono mantenute stabili intorno ai 130.000 GWh grazie soprattutto al gasdotto Medgaz. Il forte aumento delle compras dagli USA è legato all’accordo commerciale raggiunto con l’Unione Europea: Washington ha ridotto i dazi su molti prodotti europei al 15% in cambio di un impegno europeo a incrementare massicciamente gli acquisti di energia americana, incluso il GNL, per un valore complessivo di circa 750 miliardi di dollari in tre anni. La Spagna, grazie alla sua elevata capacità di rigassificazione, funge da hub europeo per parte di questi volumi.

– Raddoppio delle importazioni dagli Stati Uniti.

«Le importazioni di gas dagli Stati Uniti sono passate da 56.435 GWh tra gennaio e dicembre 2024 a 111.660 GWh nel 2025, quasi raddoppiando le quantità quando non è ancora trascorso un anno intero dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca il 20 gennaio.»

– Crollo delle forniture russe.

«Le entrate di gas dalla Russia si sono ridotte di oltre il 40%, passando da 72.360 GWh nel 2024 a 42.629 GWh nel 2025, secondo quanto emerge dai dati pubblicati da Enagás.»

– Stabilità delle importazioni algerine.

«L’Algeria mantiene livelli simili a quelli storici, fornendo circa 130.000 GWh di gas naturale all’anno anche nel 2025, grazie soprattutto alle esportazioni attraverso il gasdotto Medgaz che collega il Paese nordafricano ad Almería attraverso il Mediterraneo.»

– Accordo commerciale con riduzione dei dazi.

«L’amministrazione Trump ha abbassato il livello dei dazi verso l’Unione Europea in cambio di un aumento degli acquisti di idrocarburi americani; in agosto è stato applicato un arancello fisso del 15% sulla maggior parte dei prodotti europei, evitando minacce di rialzi fino al 30% o oltre.»

– Impegno europeo sugli acquisti energetici.

«Bruxelles si è impegnata a importare prodotti energetici statunitensi, compreso gas naturale liquefatto, petrolio greggio e combustibili nucleari, per un valore totale approssimativo di 750.000 milioni di dollari in circa tre anni, circa 643.000 milioni di euro, come incentivo commerciale e geopolitico per diversificare le forniture dopo la crisi del gas russo.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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