Durante un recente viaggio in Kazakistan, sono rimasto colpito dall’entusiasmo della gente per l’intelligenza artificiale (IA). Praticamente tutti quelli che ho incontrato – accademici, politici e imprenditori – sembravano convinti che questa tecnologia potesse risolvere problemi spinosi, dalla diversificazione dell’economia per ridurre la sua dipendenza dalle risorse naturali all’ampliamento dell’accesso ai servizi essenziali, soprattutto per le popolazioni isolate.
Mi aspettavo che la conoscenza dell’IA si diffondesse più lentamente, ma forse l’ottimismo delle economie emergenti non avrebbe dovuto sorprendermi. Dopotutto, il rapido sviluppo dell’IA offre loro opportunità significative – scrive il premio Nobel per l’economia nel 2001 Michael Spence su Le Monde.
FIDUCIA NELLA TECNOLOGIA
Come ha dimostrato l’ultimo Rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo umano, le persone nelle economie emergenti non solo sono ben consapevoli di queste opportunità, ma hanno anche più fiducia nella tecnologia rispetto a quelle nelle economie sviluppate.
Nelle economie avanzate, le conversazioni sull’IA tendono a ruotare immediatamente attorno ai timori di un’automazione eccessiva, di perdite di posti di lavoro e di sconvolgimenti del mercato del lavoro. Anche nelle economie emergenti si teme che l’IA porti a un’ondata di automazione, ma ci si aspetta una collaborazione ancora più ricca e intensa tra esseri umani e macchine.
IL RISCHIO DEL DIVARIO DIGITALE
Si potrebbe essere tentati di evidenziare il rischio di un “divario digitale dell’IA”, con i paesi ad alto reddito che beneficiano in modo sproporzionato della tecnologia, mentre i paesi a basso e medio reddito restano indietro.
Ma queste preoccupazioni riguardano un’altra dimensione della rivoluzione dell’IA: lo sviluppo di un insieme crescente di potenti strumenti da impiegare, ad esempio, per far progredire la scoperta scientifica, aumentare la produttività, generare nuovi prodotti e servizi o automatizzare attività complesse che implicano pianificazione, sequenziamento e integrazione di fasi.
Poiché pochi paesi sono in grado di soddisfare i requisiti associati in termini di scala, investimenti e infrastrutture, queste attività si svolgono principalmente negli Stati Uniti e in Cina.
UN CAMPO APERTO ALL’INNOVAZIONE
Costruire modelli non è l’unica via. La rivoluzione dell’intelligenza artificiale implica anche l’utilizzo, l’adattamento, il miglioramento e l’implementazione di strumenti esistenti per risolvere problemi specifici del contesto e accelerare l’apprendimento.
Queste attività sono molto meno costose e, con la proliferazione di modelli open source – molti dei quali sviluppati in Cina – i costi continueranno a diminuire. Di conseguenza, molti paesi hanno ora uno spazio libero per innovare.
Tuttavia, questo approccio richiede comunque un’infrastruttura di base: accesso affidabile all’elettricità e a Internet mobile. L’accessibilità è cruciale per generare i dati che alimentano molte applicazioni dell’IA.
Perché questi dati siano utili, devono fluire e essere condivisi. Servono quindi quadri normativi che garantiscano una mobilità sicura dei dati. L’esempio dell’Unified Payments Interface indiana mostra come farlo in modo efficiente.
INCLUSIONE FINANZIARIA ATTRAVERSO L’IA
Per chi ha risorse limitate, una storia finanziaria minima o documentazione incompleta, ottenere finanziamenti tradizionali è spesso impossibile. Gli strumenti digitali aiutano a colmare queste lacune informative.
Con la diffusione dei sistemi di pagamento digitali e l’apertura di conti bancari ed e-wallet, la generazione di dati finanziari diventa più semplice e utile.
La valutazione creditizia basata sull’IA può sostenere forme scalabili ed economiche di microcredito, permettendo alle aziende di crescere e assumere personale.
NUOVE OPPORTUNITÀ PER IL COMMERCIO
Le piattaforme di e-commerce offrono alle piccole imprese un mercato più ampio e, grazie all’IA, più mirato, favorendo crescita, dinamismo e innovazione.
APPLICAZIONI NELLA SANITÀ E NELL’ISTRUZIONE
Le soluzioni digitali basate sull’IA vengono utilizzate per ampliare l’accesso ai servizi sanitari e educativi, soprattutto nelle aree meno servite.
L’IA può anche favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze tramite assistenti digitali all’apprendimento. Con la giusta infrastruttura, chiunque può interagire con modelli che hanno appreso da vasta letteratura digitale, con effetti diretti su produttività e sviluppo.
PRODUTTIVITÀ E LAVORO
In vari luoghi di lavoro, l’IA può ridurre i tempi di formazione e aumentare la produttività. Nel servizio clienti, ad esempio, gli assistenti AI permettono anche ai meno esperti di offrire supporto efficace, accelerando il loro apprendimento.
Questo effetto si estende a molti settori, dalla sanità allo sviluppo software.
UNA TECNOLOGIA PER IL PROGRESSO
Le economie emergenti potrebbero non essere le prime a sviluppare modelli di IA, ma possono sfruttarla per raggiungere obiettivi di sviluppo economico e sociale.
E, fortunatamente, non hanno ancora perso questa opportunità. È esattamente ciò che intendono fare.
(Estratto dalla rassegna stampa estera a cura di eprcomunicazione)