(Financial Times Europe, Nouriel Roubini, 25 novembre 2025)
Roubini ribalta il pessimismo post-dazi: dopo un breve rallentamento, la crescita USA tornerà robusta grazie all’AI e alle tecnologie di frontiera. Il potenziale di crescita può salire dal 2% al 4% entro fine decennio, più che compensando lo 0,5% perso per politiche protezioniste. Azioni, debito pubblico e dollaro resteranno forti: il tech trionfa sui dazi.
1. Roubini smonta il catastrofismo seguito all’annuncio dei dazi, prevedendo solo una temporanea frenata:
«Così gli Stati Uniti stanno vivendo qualche trimestre di recessione di crescita (espansione del PIL sotto il potenziale) e un modesto aumento dell’inflazione invece di una seria recessione stagflazionistica. Dall’anno prossimo la crescita riprenderà».
2. L’eccezionalismo americano continuerà perché USA (e Cina) dominano le industrie del futuro:
«L’eccezionalismo americano continuerà perché gli USA (insieme alla Cina) sono in vantaggio nelle industrie più importanti del futuro tra cui AI e machine learning, robotica, quantum computing, commercializzazione dello spazio e tecnologie della difesa».
3. Grazie alla tecnologia il potenziale di crescita USA può raddoppiare entro fine decennio:
«Stimo che la crescita potenziale annuale USA possa salire dal 2 al 4 per cento entro la fine di questo decennio mentre le politiche stagflazionistiche potrebbero ridurla di 0,5 punti percentuali. Quindi la tecnologia batte i dazi».
4. Rendimenti azionari resteranno a doppia cifra e anche superiori grazie alla crescita più alta:
«Quando la crescita annuale era del 2% negli ultimi due decenni, i rendimenti azionari USA erano intorno alla doppia cifra, ben sopra quelli delle altre economie avanzate e dei mercati emergenti. Se la crescita sarà molto più alta in questo decennio e nei successivi, tali rendimenti saranno ancora più alti».
5. Con crescita al 3% o più il debito pubblico diventa sostenibile senza bisogno di tagli drastici:
«Con una crescita al 3% o superiore, il rapporto debito/PIL cala nel tempo ed è sostenibile, assumendo che il dividendo di crescita non venga sprecato con ancora più spesa».
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)






