Una barca a vela che lascia le coste del Baltico, un’esplosione sottomarina destinata a cambiare gli equilibri energetici europei e una lunga scia di interrogativi politici: “Die Sprengung: Der Nord-Stream-Anschlag, die Jagd nach den Tätern und Deutschlands Verrat an der Ukraine” (in italiano: “L’esplosione: l’attentato al Nord Stream, la caccia ai responsabili e il tradimento della Germania nei confronti dell’Ucraina”), firmato dai giornalisti investigativi Oliver Schröm e Ulrich Thiele e pubblicato da Piper in questa primavera, si presenta fin dalle prime pagine come il tentativo più sistematico di ricostruire il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e le sue implicazioni geopolitiche. Il volume, costruito come un thriller basato su fatti reali, intreccia indagine giornalistica, cronaca politica e ricostruzione investigativa di uno degli episodi più controversi della guerra in Ucraina.
IL GIORNO CHE CAMBIÒ L’ENERGIA EUROPEA
Il libro prende avvio dal 26 settembre 2022, quando tre delle quattro linee dei gasdotti Nord Stream esplodono nel Mar Baltico, provocando enormi fuoriuscite di gas e aprendo immediatamente una battaglia narrativa internazionale sulle responsabilità dell’attacco. Gli autori ricostruiscono gli eventi a partire dalle prime anomalie registrate tra Danimarca e Svezia: bolle di metano osservate dai caccia danesi nei pressi dell’isola di Bornholm e segnali sismici rilevati durante la notte tra il 26 e il 27 settembre, elementi che portarono rapidamente a classificare l’incidente come sabotaggio deliberato.
Schröm e Thiele inseriscono la vicenda nello scenario della guerra russo-ucraina e della dipendenza energetica europea, mostrando come il sabotaggio abbia accelerato trasformazioni già in corso nella politica energetica tedesca e nella strategia di sicurezza del continente.
LA RICOSTRUZIONE DELL’OPERAZIONE
Una parte consistente del volume segue la preparazione tecnica e logistica dell’attacco. Gli autori descrivono un’operazione complessa, realizzata con competenze subacquee specialistiche e una pianificazione accurata, ricostruita attraverso indagini giudiziarie e piste investigative sviluppate negli anni successivi. Già nel marzo 2023, ricordano, inchieste giornalistiche avevano segnalato possibili collegamenti con ambienti ucraini, ipotesi rafforzata da elementi emersi successivamente, tra cui il noleggio di un’imbarcazione tramite una società con sede in Polonia e collegata a cittadini ucraini. Nell’agosto 2025, l’arresto in Italia del presunto organizzatore Serhi K. ha rappresentato un passaggio decisivo delle indagini.
Il racconto alterna sequenze quasi cinematografiche – immersioni, trasferimenti clandestini, incontri segreti – a spiegazioni tecniche sull’infrastruttura energetica e sulla vulnerabilità dei sistemi sottomarini in particolare, sottolineando l’importanza strategica delle pipeline per l’economia europea.
SERVIZI SEGRETI E AVVERTIMENTI IGNORATI
Uno dei punti critici centrali del volume riguarda il ruolo delle intelligence occidentali. Gli autori sostengono che servizi segreti statunitensi e olandesi avessero raccolto già nel 2022 indicazioni su possibili piani di sabotaggio e che tali informazioni fossero state condivise con diversi governi europei, inclusa la Germania. Secondo la loro ricostruzione, la Cancelleria federale sarebbe stata informata in anticipo di una possibile responsabilità ucraina, ma avrebbe considerato gli avvertimenti poco credibili o riconducibili a disinformazione.
Il libro descrive in particolare il ruolo dell’allora capo della Cancelleria Wolfgang Schmidt, braccio destro di Olaf Scholz, che avrebbe avuto accesso a rapporti dettagliati riguardanti tempi e modalità dell’attacco. Gli autori sostengono che tali segnali non portarono a misure preventive concrete, aprendo interrogativi sul processo decisionale politico e sulla gestione delle informazioni sensibili.
BERLINO, KIEV E LA CONTESA POLITICA
L’ultima parte si concentra sulle conseguenze politiche interne ed europee. Schröm e Thiele avanzano la tesi secondo cui il sospetto di un coinvolgimento ucraino avrebbe finito per influenzare il dibattito tedesco sulle forniture di armi a Kiev e che non è affatto vero che tale attentato sia stato “incassato” dai tedeschi senza alcuna reazione. Le risposte sono arrivate nel guanto di velluto della diplomazia, ma nel periodo precedente alla decisione di inviare i carri armati Leopard 2, il governo di Olaf Scholz mantenne una linea prudente, ufficialmente motivata dal timore di un’escalation militare. Gli autori suggeriscono che la gestione politica e mediatica dell’attentato abbia contribuito a rafforzare questa cautela.
Il libro si aggiunge alla ormai vasta letteratura critica sui rapporti energetici (leggi dipendenza) tra Germania e Russia e sul caso Nord Stream. Le quasi trecento pagine offrono una narrazione che combina indagine investigativa e cronaca politica, presentando il sabotaggio del gasdotto non solo come un’operazione clandestina ancora avvolta da zone d’ombra, ma come un evento capace di incidere profondamente sui rapporti tra alleati occidentali e sulla percezione pubblica della guerra in Europa. “Non esprimiamo giudizi, ricostruiamo i fatti”, hanno detto i due giornalisti in una recente intervista, “ma probabilmente molti lettori si chiederanno se la politica di Olaf Scholz nei confronti dell’Ucraina – forse addirittura la sua stessa cancelleria nel suo complesso – debba essere riconsiderata”.
Oliver Schröm e Ulrich Thiele, “Die Sprengung: Der Nord-Stream-Anschlag, die Jagd nach den Tätern und Deutschlands Verrat an der Ukraine” (“L’esplosione: l’attentato al Nord Stream, la caccia ai responsabili e il tradimento della Germania nei confronti dell’Ucraina”), Piper, Monaco di Baviera, 2026, 288 pagine.




