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Chi paga la sicurezza per le smargiassate dell’ambasciatore Fertitta?

Paga l'America o lo Stato italiano per gli uzzoli dell'ambasciatore americano Fertitta con il suo gigayacht “Boardwalk”? La lettera di Zappa

Caro direttore,

mi permetto di inviarti questa missiva perché nessuno ti potrà accusare di antiamericanismo visto che hai lavorato al Foglio e hai diretto finanche Formiche.net, che tra gli addetti ai lavori è ritenuto una sorta di dépendance dellì’ambasciata americana a Roma. Certo, tu ti vanti di non aver messo piede in alcuna ambasciata e di non frequentare feluche e leccapiedi di ambasciatori e diplomatici. Ma proprio per questo mi permetto di scriverti su un tema che esula dai filoni giornalistici di Startmag.

Vengo al dunque.

Sto trascorrendo alcuni giorni di vacanze a Trieste anche per scappare dalla calura romana. A Trieste c’è un trambusto inenarrabile per la presenza dell’ambasciatore Usa, Fertitta.

Ti leggo solo il titolo del quotidiano Il Piccolo di oggi: “Fertitta a Trieste. Blindate le Rive e crociere spostate. Imponente l’apparato di sicurezza per l’arrivo dell’ambasciatore Usa in Italia. Il Molo Bersaglieri riservato solo allo yacht Boardwalk. Msc Fantasia  dirottata al MoloVII”.

Insomma si comprende il nervosismo del gruppo di Aponte… Ma ti assicuro che i triestini non sono da meno. E temo che i sentimenti anti americani che purtroppo solcano gli umori di molti italiani possano lievitare con queste smargiassate dell’ambasciatore, visto che questi viaggi dell’ambasciatore toccheranno 13 regioni costiere italiane, leggo da un dettagliato articolo che puoi anche trovare on line:

“È arrivato questa mattina, attorno alle 10, alla Stazione marittima di Trieste il gigayacht “Boardwalk”, con a bordo l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e San Marino, Tilman J. Fertitta. L’arrivo del diplomatico americano ha comportato l’attivazione di un imponente dispositivo di sicurezza nell’area delle Rive, con transenne, parcheggi interdetti, presidi delle forze dell’ordine e controlli anche dagli edifici circostanti. Ad accogliere Fertitta al suo arrivo era presente il questore di Trieste, Lilia Fredella. Per consentire lo svolgimento delle operazioni e garantire la sicurezza della zona, parte del passaggio lungo le Rive è stata chiusa. Anche l’approdo del servizio marittimo Delfino Verde è stato temporaneamente trasferito al molo Audace, dove rimarrà fino a venerdì. L’imbarcazione, lunga 117 metri e larga circa 18, conta sei ponti ed è dotata di due eliporti. Le sue dimensioni, paragonabili a quelle di una nave, hanno attirato l’attenzione di numerosi cittadini e turisti, che si sono fermati nei pressi delle transenne per osservare lo yacht. La tappa triestina rientra nel “Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy Tour”, l’iniziativa promossa dall’ambasciatore per celebrare il 250º anniversario della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti e rafforzare i rapporti culturali, istituzionali ed economici tra Washington e Roma. Il viaggio, partito da Civitavecchia, prevede il passaggio in almeno 13 regioni costiere italiane, con incontri con rappresentanti delle istituzioni, comunità locali e mondo imprenditoriale. Trieste era stata inserita fin dall’inizio nell’itinerario anche per la presenza in città di uno dei tre American Corner attivi in Italia. Il tour dovrebbe concludersi a metà agosto in Sardegna ed è finanziato personalmente da Fertitta”.

Mi sono chiesto: ma chi paga le spese per queste imponenti misure di sicurezza che costringono Marina e Guardia Costiera a dedicarsi anima e corpo agli uzzoli di Fertitta?

L’ho chiesto a una personalità che se ne intende e lo sai che cosa mi ha risposto? “La regola è che alla sicurezza dei diplomatici stranieri in Italia provvede lo Stato Italiano”.

MI fermo qui. Forse la questione andrebbe chiarita, che dici?

Salutoni

Gianluca Zappa

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