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Antigone, Creonte e la violenza contro le donne

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La violenza contro le donne della quale si celebra oggi la giornata e la legittima difesa si fondono ne “Il diritto negato” (Giappichelli Editore). L’articolo di Battista Falconi

La violenza contro le donne della quale si celebra oggi la giornata e la legittima difesa, tema giuridico tra i più dibattuti a livello mediatico e politico, si fondono ne “Il diritto negato” (Giappichelli Editore). La legittima difesa, secondo l’autore, oggi non è considerata un diritto, bensì un “delitto non punibile” commesso dall’aggredito. L’opera di Roberto Paradisi, avvocato, assistente universitario di Filosofia del diritto e giornalista, parte dalla prospettiva di Antigone che rivendica i diritti innati contro la legge dello Stato, invocando il ritorno al diritto naturale alla difesa e spiegando, in termini e aspetti tecnici ma più che comprensibili anche al pubblico generalista, che oggi non esiste il “diritto di difendersi”.

Paradisi ripercorre insomma in modo divulgativo l’anima di un istituto antico. Da Platone a Cicerone, da San Tommaso a Locke, la legittima difesa è stata riconosciuta quale diritto naturale preesistente allo Stato. Il pensiero liberale classico ha parlato di legittima difesa come diritto inalienabile non comprimibile dallo Stato. Di contro, l’attuale codice Rocco, di impostazione fascista, negando l’esistenza di diritti individuali pre-politici, sovverte la tradizione occidentale e inquadra la legittima difesa come mera concessione. Idea alla quale, ancora oggi, sono legati inspiegabilmente a doppio filo giuristi, magistrati, associazioni forensi che invocano il “Far West” ogni qualvolta si vorrebbe restituire all’individuo il diritto oggi “negato”.

L’atto difensivo diventa, in questa ottica, un atto strutturalmente illecito, con l’aggredito sottoposto automaticamente ad indagini, salvo la sua non punibilità nei casi previsti dall’art. 52 del codice penale (attualità del pericolo, necessità della difesa, proporzionalità). La riforma del primo Governo Conte — pur incoraggiante secondo Paradisi, che la analizza soffermandosi sulla difesa domiciliare e sul “grave turbamento” — non ripristina ancora il “diritto negato”. Che l’autore ritiene possa tornare in auge solo con una autentica rivoluzione liberale.

Come si lega il tema alla problematica della violenza contro le donne? È evidente, persino ovvio, ma ricordiamo solo un caso: Deborah Sciacquatori, la diciannovenne che a Roma ha difeso se stessa, la mamma e la nonna dalle violenze del padre colpendo il genitore, che poi è morto a seguito di una caduta. La ragazza è stata addirittura arrestata per 48 ore.

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