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La platea di Facebook invecchia e Meta ora vuole soffiare i creator alle altre piattaforme?

Nei mesi scorsi Meta ha riorganizzato il feed di Facebook, ora chiama a raccolta gli influencer pagando i loro contenuti: Menlo Park ha infine deciso di svecchiare la sua piattaforma?

Mark Zuckerberg ha un problema. E una volta tanto non è legato ai miliardi bruciati nel metaverso e nei dispositivi indossabili per la VR.

Facebook, la piattaforma antesignana di ogni social network, è popolata ormai da anni da un numero crescente di persone anziane.

Il business model di Meta si regge sugli introiti pubblicitari e al momento va a gonfie vele, ma serve rinnovare la popolazione virtuale. Serve portare a bordo chi riesca a intrattenere un pubblico più giovane. Servono insomma creator. Ma come strapparli alle rivali?

IL PROGRAMMA DI FACEBOOK PER PORTARE A BORDO CREATOR GIÀ NOTI

Con ogni probabilità nasce da queste promesse il programma appena presentato dal Gruppo Creator Fast Track rivolto agli influencer che hanno almeno 100.000 follower sulle piattaforme concorrenti garantendo dai 1.000 ai 3mila dollari al mese per 3 mesi se si lasciano persuadere a pubblicare i propri contenuti anche sui reel di Facebook.

Non ci sono vincoli di esclusività, ma è chiara l’intenzione di Menlo Park di utilizzare volti più o meno noti del Web per svecchiare la propria base, confidando in un travaso d’utenza dalle rivali, senza peraltro intervenire sulle meccaniche stesse della piattaforma (se si escludono i recenti ritocchi al feed) che probabilmente l’hanno portata negli anni a cedere il passo prima a Instagram (sempre della famiglia Meta) quindi alla cinese TikTok, particolarmente amata dai più giovani.

UNA MOSSA EMERGENZIALE?

Che la mossa di Menlo Park possa avere natura emergenziale, volta a richiamare in tutta fretta il più alto numero di creator possibile (e i loro follower), lo si intuisce dal fatto che la monetizzazione promessa non richieda di raggiungere obiettivi legati alle performance dei video pubblicati: si viene dunque pagati a prescindere e per il solo fatto di pubblicare anche su Facebook, indipendentemente da quanto circoleranno i contenuti.

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