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La guerra in Iran colpisce la California più di ogni altro Stato. Report Wsj

La California importa circa il 75 per cento del suo greggio e quasi un terzo proviene dal Medio Oriente. L'articolo del Wall Street Journal.

La chiusura dello Stretto di Hormuz a causa della guerra in Iran minaccia l’approvvigionamento energetico della California, che dipende fortemente dai combustibili importati. L’ultima petroliera diretta in Corea del Sud a transitare per lo stretto ha scaricato il suo carico alla fine del mese scorso: un segnale inquietante per la California, che si affida alla nazione asiatica per il carburante per aerei spedito attraverso il Pacifico.

Le ripercussioni del conflitto sono destinate a colpire la California più duramente rispetto ad altri Stati americani. Il motivo risiede nel fatto che lo Stato importa circa il 75 per cento del suo greggio e quasi un terzo di questo proviene dal Medio Oriente. Inoltre, riceve carburante per aerei e benzina da Paesi le cui raffinerie dipendono a loro volta dal flusso di petrolio dal Golfo Persico.

Con Hormuz ancora chiuso, Corea del Sud e India, due dei principali fornitori della California, stanno riducendo drasticamente le esportazioni. Se la situazione non si risolve presto, la pressione diventerà estrema, ha dichiarato Andy Walz, responsabile del settore raffinazione e condotti di Chevron.

IL PREZZO DELLA BENZINA IN CALIFORNIA

Il prezzo della benzina è da tempo un punto critico in California. Martedì scorso, la media alla pompa era di 5,93 dollari al gallone, oltre 1,75 dollari sopra la media nazionale. Secondo Ryan Cummings, ricercatore presso l Istituto per la ricerca sulla politica economica di Stanford, le tasse statali e gli standard sui carburanti aggiungono circa 1,10 dollari al costo di ogni gallone.

Chevron e altre compagnie petrolifere attribuiscono la vulnerabilità dello Stato alle politiche energetiche locali, accusate di aver spinto per una transizione dai combustibili fossili troppo rapida, causando un crollo della produzione interna e la chiusura di numerose raffinerie. La produzione di greggio della California e diminuita di oltre il 50 per cento negli ultimi venti anni, in parte a causa dell’invecchiamento dei giacimenti e in parte per la scelta delle aziende di investire in regioni con normative meno stringenti.

UNO STATO LONTANO DAL BOOM DELLO SHALE OIL

Lo Stato è rimasto isolato dal boom dello scisto che ha reso gli Stati Uniti il piu grande produttore mondiale di petrolio e gas. La California non dispone dei collegamenti via oleodotto necessari per attingere a tale fornitura e riceve solo lo 0,5 per cento del suo greggio via ferrovia. Spostare il petrolio su navi cisterna da Stati produttori come il Texas o la Louisiana e spesso piu costoso che importarlo dal Medio Oriente o dall’Asia.

Sebbene altri Stati, come l’Illinois o il New Jersey, importino quote significative di greggio, essi si rivolgono principalmente a Canada, Messico, Sud America e Africa. Al contrario, la quantità di petrolio che la California ha ricevuto dal Medio Oriente lo scorso anno era aumentata del 22 per cento.

Anche prima della guerra con l’Iran, la California aveva necessita di aumentare le importazioni per colmare il vuoto lasciato dalla chiusura di due importanti impianti: Valero sta chiudendo questo mese la raffineria di Benicia e Phillips 66 ha chiuso un impianto a Los Angeles lo scorso anno.

Sebbene le scorte attuali possano reggere fino a luglio o agosto, gli esperti avvertono che ottenere nuovi rifornimenti dall’Asia non sarà economico. Gli acquirenti della West Coast dovranno offrire incentivi significativi affinchè i venditori stranieri intraprendano viaggi ad alto rischio in tempo di guerra. Questo e un problema enorme per la California, ha concluso Cummings. Il solo fatto di dover avviare questi scambi fa lievitare i prezzi internamente.

(Estratto dalla rassegna stampa di eprcomunicazione)

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