Economia

Deliveroo, Foodora, Just Eat, Glovo e Domino’s Pizza, ecco la bozza aggiornata del decreto Di Maio

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Subbuglio politico, critiche di tecnici, proteste delle aziende del settore. C’è dibattito sul decreto Dignità messo a punto dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, soprattutto nella parte che regolamenta l’opera dei fattorini delle piattaforme digitali come Deliveroo, Foodora, Just Eat e Glovo.

Dopo le critiche delle aziende del settore (qui l’approfondimento di Start Magazine), il ministro Di Maio si dice “contento” che si inizi a parlare dei diritti dei rider e di tutti i “ragazzi” delle piattaforme digitali.

TUTTE LE CRITICHE ALL’INIZIATIVA DEL MINISTRO DI MAIO

ECCO IL TESTO DEL DECRETO DIGNITÀ MESSO A PUNTO DAL MINISTRO LUIGI DI MAIO

CHE COSA PREVEDE LA BOZZA

Ecco il passaggio della bozza di decreto legge che desta più preoccupazione ai vertici delle piattaforme digitali: “E’ considerato prestatore di lavoro subordinato, ai sensi dell’art 2094 del codice civile, chiunque si obblighi, mediante retribuzione, a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale, alle dipendenze e secondo le direttive, almeno di massima, dell’imprenditore, anche nei casi nei quali non vi sia la predeterminazione di un orario di lavoro e il prestatore sia libero di accettare la singola prestazione richiesta, se vi sia la destinazione al datore di lavoro del risultato della prestazione e se l’organizzazione alla quale viene destinata la prestazione non sia la propria ma del datore di lavoro”.

TUTTE LE CRITICHE ALL’INIZIATIVA DEL MINISTRO DI MAIO

ECCO IL TESTO DEL DECRETO DIGNITÀ MESSO A PUNTO DAL MINISTRO LUIGI DI MAIO

VIETATO IL COTTIMO E OK AL MINIMO

Nel testo viene inoltre vietato la “retribuzione a cottimo”. Nei casi di cui all’articolo 1 della presente legge, “ai prestatori di lavoro deve essere applicato un trattamento economico complessivo proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e comunque non inferiore ai minimi previsti dal contratto collettivo applicabile all’attività prestata, o, in mancanza, ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva nazionale del settore o della categoria più affine”.

TUTTE LE CRITICHE ALL’INIZIATIVA DEL MINISTRO DI MAIO

ECCO IL TESTO DEL DECRETO DIGNITÀ MESSO A PUNTO DAL MINISTRO LUIGI DI MAIO

DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE

Nella bozza, che sarà inserita nell’articolato del dl, spunta anche “il diritto alla disconnessione”: “Non è consentito l’invio di comunicazioni da parte del datore, a mezzo di piattaforme digitali, applicazioni o altrimenti, per un periodo di almeno undici ore consecutive ogni ventiquattro ore, decorrenti dall’ultimo turno di disponibilità completato – si legge nella bozza – I contratti collettivi possono prevedere limiti più ampi delle undici ore di cui al comma precedente”. E in caso di violazione di questo diritto ” al datore di lavoro, salvo il risarcimento del danno nei confronti del prestatore, è comunque applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1250 per ciascun periodo e ciascun prestatore”.

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ECCO IL TESTO DEL DECRETO DIGNITÀ MESSO A PUNTO DAL MINISTRO LUIGI DI MAIO

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