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L’IA sa cosa hai fatto online. Ora lo sa anche il tuo datore di lavoro. Report Wsj

Le aziende scavano più a fondo che mai nella cronologia internet dei lavoratori, prima e dopo l'assunzione. L'articolo del Wall Street Journal

 

Lasciare il tipo sbagliato di impronta digitale può sabotare la tua carriera. Anche se pensavi di saperlo già, l’intelligenza artificiale sta rendendo molto più facile tracciare la tua storia online, e i tentativi di coprire le tue tracce possono rivelarsi controproducenti – scrive il Wall Street Journal.

I datori di lavoro che un tempo effettuavano ricerche rapide su Internet alla ricerca di segnali d’allarme sui candidati, ora usano l’IA per scavare più a fondo e più velocemente. Inoltre, con la crescente popolarità di piattaforme di contenuti per adulti come OnlyFans e dei mercati di scommesse predittive, le persone lasciano spesso, senza rendersene conto, tracce digitali compromettenti. […] Al contempo, le aziende si concentrano sempre di più sulla condotta morale dei dipendenti in un mercato del lavoro in cui possono scegliere tra una vasta gamma di candidati qualificati.

IL PASSATO ONLINE CHE TORNA A GALLA

Alcuni recenti avvenimenti sottolineano come le attività online, anche del lontano passato, possano perseguitare le persone. […] Candidarsi per la maggior parte dei posti di lavoro è meno invasivo rispetto al correre per una carica pubblica, ma il divario si sta riducendo. Ogni mese si registrano notizie di insegnanti, infermieri o poliziotti licenziati per aver pubblicato immagini osé online.

COME CAMBIANO I CONTROLLI SUI CANDIDATI

Fino a che punto arrivano oggi i controlli sul passato digitale? La risposta varia a seconda dell’azienda e del ruolo, ma può comportare l’incrocio di informazioni provenienti da decine di piattaforme. In passato le aziende riservavano controlli online approfonditi solo ai ruoli dirigenziali per evitare imbarazzi pubblici, mentre ora controllano i candidati per ogni posizione a contatto con il pubblico, come spiega Darrin Lipscomb, amministratore delegato di Ferretly, una società di selezione tra i cui clienti figurano Deloitte e Ally Financial. Ciò è dovuto in parte al fatto che i controlli sono più economici e facili rispetto a prima dell’avvento dell’IA, e le aziende non vogliono che i clienti si imbattano in contenuti sconvenienti. […]

I LIMITI DELLA PRIVACY ONLINE

Sebbene i servizi come Ferretly limitino le loro ricerche ai post pubblici, i contenuti privati non sono sempre così riservati come si pensa. Ad esempio, se qualcuno possiede un account OnlyFans con uno pseudonimo e foto protette da un paywall, i software di riconoscimento facciale possono comunque collegare la foto del profilo a un’altra immagine presente su Internet, e Ferretly la segnalerà. Allo stesso modo, chi scommette sui mercati predittivi può farlo in modo anonimo, ma a volte si smaschera riutilizzando vecchi nickname dei social media o wallet di criptovalute collegati alla propria identità reale.

In generale, Ferretly segnala i contenuti ai datori di lavoro quando ha una certezza di almeno il 70% sull’identità dell’autore. Alcune aziende pagano la società di Lipscomb per un monitoraggio continuo dei dipendenti, non solo per i controlli prima dell’assunzione. […]

COME GESTIRE LA PROPRIA REPUTAZIONE DIGITALE

La mossa più sicura è comportarsi bene, o almeno tenere fuori da Internet qualsiasi cosa sia inappropriata. Spesso le impronte digitali più preoccupanti appartengono a lavoratori di mezza età che tendevano a condividere troppo nei primi giorni dei social media, ad esempio su Facebook quando era limitato agli studenti universitari, o su Snapchat confidando che i messaggi sparissero per sempre dopo pochi secondi.

Questo non significa che non si possa fare nulla per rimediare a vecchi errori. Il primo passo è valutare il proprio rischio, spiega Paul Wilson, CEO di NetReputation, azienda che aiuta a ridurre le informazioni negative online. Consiglia di cercarsi su Google e tramite strumenti di IA per vedere cosa emerge e, se necessario, creare contenuti positivi come un sito personale o un canale Substack.

PERCHÉ CANCELLARE TUTTO PUÒ ESSERE UN ERRORE

Tuttavia, è meglio non ripulire del tutto la propria storia su Internet. RefAssured, una società che aiuta a verificare le competenze e le identità dei candidati, sta sviluppando uno strumento per segnalare chi ha un’impronta digitale sospettosamente inesistente. “Diventa un problema quando è evidente che un tempo avevi una presenza online e ora non più”, spiega Vinda Souza, direttrice marketing di RefAssured. Una presenza online troppo scarna, o account social che sembrano appena creati, possono far scattare allarmi antifrode, oltre a far apparire il candidato troppo noioso agli occhi dei selezionatori.

(Estratto dalla rassegna stampa estera a cura di eprcomunicazione)

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