Economia

Tutti gli effetti della guerra a pensioni e pensionati

di

quota 100

L’intervento di Stefano Biasioli

Fateci caso. Da circa 2 mesi, le cronache italiane (politiche, pseudopolitiche, fantapolitiche) sono zeppe di 2 soli temi: la Tav e Icardi.

Poiché non siamo interisti, di Icardi, della sua moglietta e dei rapporti difficili dentro lo spogliatoio neroazzurro non ci importa un fico secco.

Alla Tav Lione-Torino ed all’alta velocità verso Kiev siamo sinceramente interessati, come cittadini, come popolo del nord e come fruitori quotidiani delle autostrade da Torino a Trieste.

Comunque sia, 2 soli temi. Soprattutto l’ammuina sulla Tav ha creato una nebbia intensa che oscura i tagli pensionistici prodotti dalla legge finanziaria 2019 (145/2008, art.1, c. da 260 a 269). Tav qui, Tav là…. Tav sì, Tav no, Tav ni, Tav tra 6 mesi… Tav mai.

La Tav è stata rinviata, ma non sono stati rinviati i tagli pensionistici, che colpiranno tutti i pensionati, con pensioni lorde superiori a 1530 euro/mese.

La Tav è incerta, ma i tagli sono certi.

Quando scatteranno? Nei cassetti dell’Inps c’è una circolare pronta. I tagli possono partire da aprile (difficile) o da maggio (più probabile). Ma se partiranno da maggio, i pensionati si renderanno conto di quanti denari saranno sfilati dalle loro tasche, come effetto della mancata piena rivalutazione delle pensioni.

Al proposito, si sprecano le fake news. Sottosegretari vaganti per le tv e amanti dei social hanno ripetutamente affermato che “in fondo si tratta di pochi euro…”.

Noi, che pignoli siamo, abbiamo fatto i conti al centesimo e possiamo assicurarvi che:

a) per le pensioni sui 2500 euro lordi, il taglio sarà di 43,94 euro/anno, per 36 mesi = 131,82 euro nel triennio 2019-2021. Ma questi tagli si cumuleranno a quelli degli anni precedenti per un totale di 590,34 euro.

b) per quelle sui 2.600 euro lordi, il taglio sarà di 91,65 euro/anno, per 3 anni= 274,95. Ma questi tagli si cumuleranno a quelli degli anni precedenti, per un danno totale di euro 985,14 euro.

c) per quelle sui 3.400 euro lordi, il taglio sarà di 179,53 euro/anno, per 3 anni=538,59 euro ma questi tagli si cumuleranno a quelli degli anni precedenti, per un danno totale di euro 2.592,98 euro.

d) calcoli analoghi abbiamo fatto per le fasce superiori, per le quali nel triennio i tagli salgono a 717,22 – 879,39- 1.077,18- 1.256,58 (fasce 4.500-5.500-6.800-8.015) con un danno complessivo 2000-2019, rispettivamente, di : 3.456,05- 4.319,51- 4.999,79 – 6.049,68.

Vi sembrano cifre piccole? A noi, no. Non solo ma si tratta di cifre illegittimamente sottratte a pensioni pubbliche (Inps ex Inpdap) e private, maturate da soggetti che sono stati tassati alla fonte (al momento dello stipendio mensile), che sono stati ritassati al momento dell’erogazione pensionistica mensile e che sono stati taglieggiati ulteriormente dalle leggi finanziarie dall’anno 2000 in poi.

Stiamo parlando solo di parziale rivalutazione pensionistica e non di contributo di solidarietà, imposto anch’esso per legge. Di questo, tratteremo un’altra volta.

CONCLUDENDO

Questa è l’Italia dei no Tav, sì Tav e forse Tav.

Questa è l’Italia in cui l’agenzia del farmaco (con il ministero della salute totalmente passivo) autorizza l’uso indiscriminato di un noto farmaco che blocca lo sviluppo sessuale degli adolescenti “desiderosi” (a 8-13 anni) di cambiare sesso!

Questo è il paese che ostacola l’utilizzo degli anticoagulanti con minor complicanze ai soggetti a rischio di trombosi, tutti precettati all’uso di sintrom-coumadin e similari!

Questo è il paese in cui a fronte di una legge nazionale 145/2018 (art.1, c. 261-269) che taglia le pensioni per 3 anni (taglio alla rivalutazione delle pensioni) o per 5 anni (contributo di solidarietà), vede l’Inps emettere prima la circolare 122/2018 che preannuncia rivalutazioni alle pensioni, secondo lo schema della lontana legge 388/2000.

Evidentemente qualcosa non quadra e la paradossale conseguenza sarà che tutti i titolari di pensioni superiori a 1.522 euro/lordi/mese si vedranno un lieve aumento del valore mensile della pensione… e subito dopo troveranno un taglio “netto” della loro pensione, con conseguenti conguagli negativi da gennaio 2019 fino al mese di emissione della nuova circolare, prevista per aprile.

Quando faranno insomma i primi tagli ed i relativi recuperi sulle somme impropriamente erogate da gennaio 2019 in poi? Ah, saperlo… saperlo!!!

Aggiungiamo una piccola riflessione.

Per evitare ricadute inevitabili da parte della platea dei pensionati sarebbe bastato che l’Inps non scrivesse la circolare n. 122 il 27 dicembre scorso ma aspettasse la vigenza della legge 145/2018.

Noi che cattivi siamo (Leonida e i suoi 300) siamo convinti che, all’interno dell’Inps, una “manona” ossia una grande e nascosta “mano” abbia fatto questo scherzetto al governo gialloverde.

Non solo, dato l’attuale caos dirigenziale in casa Inps (nomine dirigenziali incomplete e giochetti di corridoio) la nuova circolare Inps relativa ai tagli dal 2019 in poi cadrà a ridosso delle elezioni europee 2019, con ovvia ribellione dei pensionati colpiti e ovvio effetto disastroso sul governo gialloverde. Non potrà che essere così, visto che il 33% dei denari buttati nel reddito di cittadinanza viene tolto, brutalmente tolto, dalla tasche di noi pensionati, nelle quantità sopra calcolate.

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