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Ecco come Airbnb si allarga con gli hotel

Non più solo appartamenti e case private, Airbnb invade il campo di piattaforme come Booking ed Expedia proponendo anche boutique hotel e strutture indipendenti per aumentare le entrate. Fatti, numeri e commenti

 

Per sostenere la crescita in rallentamento e diversificare il business oltre gli affitti brevi, Airbnb ha deciso di ampliare la propria offerta includendo hotel indipendenti sulla sua piattaforma.

Il gruppo, secondo quanto riferito dal Financial Times, ha avviato un progetto pilota in diverse grandi città internazionali e punta a rafforzare la propria posizione nel settore dei viaggi attirando sia viaggiatori d’affari sia nuovi partner alberghieri, in un mercato sempre più competitivo e regolamentato.

IL LANCIO DEL PROGETTO PILOTA

Fondato nel 2008, Airbnb ha costruito un business da 85 miliardi di dollari nel settore della condivisione di alloggi, trasformando il modo in cui i viaggiatori trovano sistemazioni.

Storicamente associata agli affitti a breve termine tra privati, la piattaforma sta ora ampliando il proprio raggio d’azione verso forme di ospitalità più tradizionali introducendo un’iniziativa sperimentale in città come New York, Los Angeles, Parigi e Madrid, che consente agli utenti di prenotare non solo appartamenti e case private, ma anche boutique hotel e strutture indipendenti.

LA STRATEGIA SULLE COMMISSIONI E L’ATTRATTIVITÀ PER GLI HOTEL

Con sede a San Francisco, Airbnb sta cercando di attrarre nuovi operatori offrendo condizioni economiche più competitive rispetto ai principali intermediari del settore. Jesse Stein, nominato a gennaio primo responsabile degli hotel della società, ha dichiarato che l’azienda propone “una struttura di commissioni molto competitiva… rispetto agli altri operatori del settore”. La strategia punta a rendere la piattaforma più conveniente per gli albergatori indipendenti, anche grazie alla possibilità di accedere a un bacino di utenti ampio e profilato.

FOCUS SUI VIAGGIATORI D’AFFARI

L’ingresso degli hotel nel portafoglio di Airbnb consente alla piattaforma di rivolgersi in modo più diretto ai viaggiatori business, che generalmente preferiscono servizi standardizzati e maggiore prevedibilità rispetto agli appartamenti privati. La Global Business Travel Association stima che la spesa globale per i viaggi d’affari abbia raggiunto i 1.600 miliardi di dollari nel 2025, un segmento considerato strategico per la crescita del settore.

REGOLAMENTAZIONI E PRESSIONI SUL CORE BUSINESS

La decisione arriva anche in un contesto in cui diverse città stanno rafforzando le restrizioni sugli affitti a breve termine. New York è tra le aree che hanno introdotto nuove normative, contribuendo a ridurre le opportunità di conversione delle ricerche in prenotazioni effettive sulla piattaforma. Airbnb ha infatti riferito che, in seguito alle regole introdotte nel 2023, molte delle ricerche effettuate nella città non si traducono più in vendite.

RISULTATI E RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA

Il gruppo, scrive il Ft, sta cercando nuove leve di espansione in un momento di rallentamento della crescita. Nel 2025 i ricavi sono aumentati del 10% rispetto all’anno precedente, segnando l’incremento più contenuto dall’inizio della pandemia. Dal debutto in Borsa nel dicembre 2020, il titolo ha registrato un aumento complessivo del 2%.

Il Ceo Brian Chesky ha dichiarato a settembre di non essere “non soddisfatto” del livello di crescita e ha indicato l’intenzione di “aggiungere molte nuove attività” per accelerare lo sviluppo.

COMPETIZIONE NEL SETTORE ALBERGHIERO

Tuttavia, l’ingresso nel mercato degli hotel espone Airbnb a una concorrenza diretta con piattaforme consolidate come Booking.com ed Expedia, che dominano il segmento delle prenotazioni alberghiere grazie a un’offerta estremamente ampia. Secondo l’analista Richard Clarke di Bernstein, la società dovrà affrontare una forte pressione competitiva, mentre gli investitori spingono verso la diversificazione dell’offerta, soprattutto in un contesto di vincoli crescenti sul core business.

LE PROSPETTIVE DEL SETTORE E LA CONCORRENZA INCROCIATA

Intanto, anche le principali catene alberghiere stanno rafforzando le proprie strategie di espansione, puntando su accordi con hotel indipendenti per ampliare rapidamente la propria rete. Gruppi come Hilton, Marriott e InterContinental Hotels Group stanno sviluppando formule di partnership più flessibili, pensate per aumentare la capacità senza sostenere i costi di nuove costruzioni, secondo quanto indicato da Matthew Pohlman dello studio legale Goodwin.

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