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Telemarketing

Contro il telemarketing selvaggio la Camera studia l’introduzione di un prefisso unico. Ma si rischia di far crollare un intero settore. Intervista a Paolo Sarzana di Assoconctat

 

Tutelare i consumatori dalle chiamate di telemarketing selvaggio: con questo obiettivo il Senato ha approvato in tempi record un disegno di Legge che dovrebbe introdurre il prefisso unico per le chiamate commerciali.

La norma, in discussione alla Camera, avrà conseguenze anche per il mondo del lavoro: i consumatori non risponderanno alle chiamate, il settore crollerà, mettendo a rischio più di 20mila posti di lavoro. Andiamo per gradi.

Cosa prevede il disegno di Legge

Prende spunto dalle norme Europee il disegno di Legge in materia di telemarketing e, in particolare, dalla Proposta di regolamento E-Privacy presentata dalla Commissione Europea lo scorso 10 gennaio, che prevede la possibilità di introdurre un numero riconoscibile o la possibilità dell’introduzione di un prefisso unico.

La norma italiana “Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di un prefisso unico nazionale per le chiamate telefoniche a scopo promozionale e di ricerche di mercato”, il cui primo firmatario è Jonny Crosio (Ln-Aut), introduce la creazione di un prefisso unico per tutte le chiamate commerciali. Questo significa che chi riceve la chiamata può scegliere di rifiutarsi di rispondere, conscio di chi sta chiamando.

Non solo: il disegno di legge prevede la possibilità per i cittadini di iscriversi al registro delle opposizioni, anche con i numeri cellulari. In questo modo l’utenyte decide di revocare tutti i consensi al trattamento dei dati personali espressi in precedenza.

E ancora: altrettanto importante è il divieto di cessione di elenchi telefonici a terzi che introdurrebbe questa legge. Sono previste delle sanzioni per i trasgressori ed è vietato il ricorso ai compositori automatici per la ricerca dei numeri (tradotto, significa divieto di chiamate mute).

Il Disegno di Legge mette a rischio il settore

Ma attenzione: il disegno di legge che promette l’istituzione del prefisso unico per tutti i call center impegnati nel lavoro di telemarketing rischia di compromettere l’intero settore, mettendo a rischio più di 20mila posti di lavoro.

La questione è semplice: con il prefisso unico, le chiamate di proposte commerciali si mischieranno a quelle moleste. Per evitare quest’ultime, però, il consumatore eviterà di rispondere a tutte. E mentre l’utente non sarà messo nelle condizioni di poter svolgere serenamente il proprio lavoro, dall’altra parte la tendenza alla non risposta rischierà di far cessare le attività di telemarketing. Le nuove leggi, infatti, porteranno le aziende ad investire su altri canali e forme di vendita, con non poche conseguenze sul settore.

“Abbiamo spiegato le ragioni per cui siamo contrari a questa soluzione alla Camera dei Deputati, dove ho incontrato i relatori del provvedimento”, ha dichiarato a Start Magazine Paolo Sarzana, presidente Assocontact, l’associazione che rappresenta le società che gestiscono servizi di Contact Center.La soluzione prevista dal Senato, cerca di risolvere il problema delle telefonate moleste attraverso una delle soluzioni previste dall’Europa. Il nuovo regolamento europeo prevede la possibilità di riconoscere il numero e poterlo ricontattare o la possibilità di inserire il prefisso unico”.

call centerL’Italia ha deciso di prendere in esame la seconda soluzione, ma la cosa avrà cadute pesanti sul settore. In Germania, per esempio, il settore è morto – ha continuato Sarzana. La norma avrà, a caduta, conseguenze su fatturato e posti di lavoro: il settore è conta 40mila operatori, giovani e soprattutti del Sud, e la maggior parte rischia di rimanere disoccupato. Questa questione è stata ben compresa dalla Camera, che dovrebbe ora intervenire per migliorare la legge, che ha l’obiettivo utile di risolvere le telefonate moleste”.

Quale soluzione contro telemarketing selvaggio?

“Forse una soluzione definitiva non esiste. Chi si è mosso illegalmente in passato continuerà a farlo anche con le nuove norme – spiega Paolo Sarzana. Noi vorremmo che il Governo prendesse in considerazione la possibilità dell’introduzione di un numero riconoscibile che il consumatore può decidere se ricontattare o meno”.

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