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Denaro

L’Europa regolamenta i pagamenti digitali, autorizza gli assistenti virtuali che effettuano ordini al nostro posto e autorizzano la banca a pagare e prova a sfidare le banche tradizionali

 

Fintech. La finanza tecnologica sta entrando nelle nostre vite, prepotentemente. L’ultimo atto della battaglia contro il sistema tradizionale lo ha giocato l’Europa: il 21 novembre inizia il processo di  smaterializzazione dei pagamenti digitali con l’introduzione l’instant payment. La rivoluzione del settore continuerà a gennaio con l’entrata in vigore della direttiva UE “Psd2” che permette a una serie di soggetti non bancari di entrare nei nostri conti (previa autorizzazione).

Questa rivoluzione sarà non poco impegnativa e, nonostante per i consumatori i benefici apparenti siano scarsi, potrebbe mutare completamente la relazione tra banche e carte di credito e consumatore, inserendo altri intermediari nel trittico.

Pisp, Aisp e instant payments

pagamenti digitali smartphoneAvremo tutti un assistente virtuale che autorizza per noi i pagamenti. Avremo tutti un Pisp. Ed anche un consigliere Aisp. Il primo, Pisp, lo potremmo definire un assistente che si attiva al nostro avvio dell’ordine di pagamento, e darà l’autorizzazione alla banca di riferimento per avviare la transazione, restituendo contemporaneamente al negoziante la garanzia di un pagamento certo: questo è un modo per superare carte di credito e Pagobancomat.

Il secondo, invece, Aisp, è un intermediario che si pone quale soggetto autorizzato a guardare dentro i nostri conti correnti e consigliarci riguardo i movimenti di gestione più appropriati nel momento in cui stiamo investendo in qualsiasi modo.

Le due novità cardine della nuova rivoluzione digitale sono previste nella direttiva UE Psd2, mentre la prima novità giungerà a giorni e riguarda l’instant payments: nei 34 paesi Sepa (area unica dei pagamenti in euro) sarà finalmente possibile effettuare bonifici istantanei dal nostro conto a qualunque altro, semplicemente utilizzando il nostro smartphone. L’app dei pagamenti entrerà ovviamente in attività in modo graduale, poiché non tutte le banche sono d’accordo con questo nuovo metodo di pagamento.

Ad essersi accaparrati una fetta di mercato dei pagamenti digitali, poi, ci sono già Paypal, Apple Pay (per cui sono previste delle novità per il nostro continente già attive in USA ) Google Wallet, Amazon Pay e Messenger Pay (sistema creato da Facebook). Ma anche “Money” e “Quicken”, piattaforme di aggregazione dei conti correnti. Queste applicazioni fanno da intermediari tra il cliente e il gestore della carta di credito, poggiandosi sul servizio offerto dalle carte, ma mettendole in rete.

La riduzione del fee per le carte

Non solo nuovi player. La Commissione UE ha anche deciso di abbassare il Fee sulle carte di credito e di debito per facilitare l’uso e lo scambio della moneta elettronica. In particolare, le tasse sulle carte di credito si abbasseranno dello 0,3%, mentre sulle altre ci sarà un abbassamento di non più dello 0,2%. A pagarne le spese, ovviamente le banche: si stima 6-7miliardi di entrate inferiori nel 2017.

Un pericolo per le banche italiane?

I nuovi player del Fintech, ma anche la riduzione dei ricavi, dovuta all’abbsamento delle commissioni, inizia a far paura ai vecchi player tradizionali.Gli istituti di credito stanno iniziando a pensare di premunirsi. Nonostante continueranno ad esistere, secondo alcune stime è previsto che le loro commissioni scenderanno del 43% circa, raggiungendo i 4,6 miliardi già nel 2020. Le banche italiane corrono il rischio di perdere significative quote di guadagni dato che il tasso d’interesse si è già affievolito, e non basterà ormai un piccolo rialzo di tassi per risollevare la situazione finanziaria.

E se prima le banche si comportavano da padroni, adesso si sentono minacciati dai concorrenti tecnologici. E a temere sono anche i fornitori di carte di credito: con il bonifico istantaneo, infatti, i clienti potrebbero by-passare sia le caret di credito che quelle di debito.

 

Rivoluzione e battaglia

E mentre alcune banche hanno iniziato ad aumentare la quota annuale delle carte di credito per il consumatore (prima regalate), c’è chi si allea con il nemico. Unicredit, CartaSì e Mediolanum hanno già iniziato a rapportarsi con i nuovi sistemi di pagamento.

Per i consumatori che guadagno c’è?

Economicamente parlando nessuno. I vantaggi sono efficienza e sicurezza (cose, comunque, non di poco conto).  Le commissioni verranno spartite tra vecchi e nuovi soggetti, senza alcuna garanzia di profitto particolare per chi ne fa uso. La speranza,  per gli utenti, è che una concorrenza maggiore porti benefici economici anche a loro. Per ora, con l’arrivo dell’instant payment si minaccia un aumento delle tasse per i servizi delle carte ma, nel frattempo, i “big” del mondo bancario come Mastercard, spingono i consumatori ad utilizzare carte di debito, che trasferiscono al commerciante i soldi che sono già sul conto corrente.

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