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Uber

Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di Uber, sospendendo l’ordinanza che obbligava l’azienda americana a fermare tutti i servizi

Colpo di scena nella faccenda Uber. Ricordate che avevamo scritto che la startup americana avrebbe dovuto, per ordine del Tribunale di Roma, sospendere tutti i servizi offerti in Italia? Non lo farà più. Almeno per ora. Lo stesso Tribunale, infatti, ha accolto il ricorso dell’azienda americana, sospendendo l’ordinanza. Andiamo per gradi.

 

Il rivale dei taxi

Uber è una start up con sede a San Francisco che ha creato un’applicazione: si tratta, dunque, di un servizio digitale. Un servizio, però, che si traduce nella realtà quotidiana in passaggi a prezzi bassi, rappresentando una forma di concorrenza diretta per le compagnie di trasporto tradizionali.

Obiettivo della casa di San Francisco, infatti, è rappresentare una valida alternativa alle auto provate, ai mezzi di trasporto e ai taxi. E ci prova sfruttando il potenziale della sharing economy. Gli automobilisti sfruttano la propria stessa auto per trasformarsi in strumenti per il trasporto urbano altrui.

Nei primi mesi, Uber era un’app per richiedere auto di lusso in alcune zone metropolitane. Negli anni, l’azienda è cresciuta, si è rinnovata e ha allargato il proprio business, modificando le abitudini. Che si tratti di una corsa, di un sandwich o di un pacco, la  casa di San Francisco prova a dare alle persone quello che vogliono, quando vogliono.

“Per tutte le donne e gli uomini che guidano con Uber, l’app rappresenta una nuova e flessibile fonte di guadagno. Per quanto riguarda le città, diamo vigore alle economie locali, miglioriamo l’accesso ai trasporti e rendiamo le strade più sicure. Se i trasporti sono affidabili, tutti ne beneficiano, soprattutto quando fuori nevica!”, si legge sul sito dell’azienda.

La storia

La storia di Uber ha una data di inizio e una di svolta. L’idea nasce nel lontano 2008, quando in una nevosa serata a Parigi, Travis Kalanick e Garrett Camp non riuscivano a fermare un taxi. In quel momento hanno desiderato l’esistenza di un servizio di prenotazione attraverso un clic.

Fin da subito l’idea ha avuto un gran successo. Ma è il 2013 l’anno importante per la casa di San Francisco: se è vero che Travis Kalanick aveva già raccolto 3 round di finanziamento (11 milioni di Benchmark Capital e altri due round, 32 milioni in tutto da Menlo Ventures, Jeff Bezos e Goldman Sachs), è vero anche che la società era in una situazione di stallo. Uber aveva bisogno di tanti soldi per portare l’azienda ad avere un’espansione su nuovi mercati.

UberI fondatori sono costretti a bussare a diverse porte, finchè non si apre quella di Google. Il Ceo di Uber conosce David Krane, uno dei partner di Google Ventures. Krane è il ponte giusto per arrivare a Larry Page, il cofounder di Google. La società di San Francisco porta a casa ben 258 milioni di euro.

Da quell’anno, è stato un crescendo. Uber approda in tutto il mondo, scommette sulle driverless car e sui servizi di consegna a domicilio del cibo.

Uber in Italia

Uber è sbarcato ufficialmente in Italia tre anni fa, debuttando a Milano. La società americana offre i suoi servizi in alcune delle principali città italiane, come Roma, Milano e Firenze.

A causa di una sentenza del tribunale di Milano, Uber ha sospeso il servizio Uber Pop’, quello (per intenderci) assimilabile al servizio taxi, “in via cautelare e urgente”, per concorrenza sleale. Ma ancora oggi è possibile di ‘Uber Black’, la prima opzione di Uber che prevede la corsa su una berlina e di a ‘Uber Lux’, dove la corsa avviene su un’auto costosa e di lusso. Il prezzo per una corsa varia in base al tipo di servizio richiesto.

La decisione del tribunale di Roma. Stop a tutti i servizi

Il 7 Aprile 2016, la nona sezione civile del Tribunale di Roma aveva deciso a favore della sospensione del servizio Uber Black offerto dalla casa di San Francisco, accogliendo un ricorso per concorrenza sleale delle associazioni di categoria dei tassisti assistite da un pool di legali coordinato dall’avvocato Marco Giustiniani dello Studio Pavia e Ansaldo e composto da Moravia, Gigliotti, Massari e Fabbi.

uberL’azienda, in base all’ordinanza, avrebbe dovuto bloccare, entro un massimo di 10 giorni (alla mezzanotte del giorno di Pasqua), anche i servizi analoghi offerti con Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect, Uber-Van.

“Accertata la condotta di concorrenza sleale”, il Giudice Alfredi Landi, ha ritienuto giusto bloccare “il servizio di trasporto pubblico non di linea con l’uso della app Uber Black” e di “analoghe” app, “disponendo il blocco di dette applicazioni con riferimento alle richieste provenienti dal territorio italiano, nonché di effettuare la promozione e pubblicizzazione di detti servizi sul territorio nazionale”. La sentenza, inoltre, obbligava l’azienda americana alla pubblicazione sul proprio sito di quanto deciso e al pagamento di una penale di 10.000 euro “per ogni giorno di ritardo nell’adempimento” del blocco “a decorrere dal decimo giorno successivo” alla pubblicazione della sentenza.

Il Tribunale accoglie il ricorso dell’azienda americana

Quando tutto, dunque, sembrava esser deciso e Uber costretto ad abbandonare l’Italia, è arrivato il colpo di scena. “Il tribunale di Roma ha accolto la nostra richiesta di sospensiva dell’ordinanza che richiedeva l’interruzione dei servizi di mobilità Uber a partire dal 17 aprile. Siamo molto felici di poter comunicare a tutti i driver e agli utenti di Uber in Italia che potranno continuare ad utilizzare l’applicazione fino alla pronuncia del Tribunale sul nostro reclamo”, fa sapere l’azienda.

Ma come funziona?

uber

E’ davvero molto semplice utilizzare Uber. Occorre scaricare l’applicazione, disponibile gratuitamente tramite, e richiedere un passaggio, cliccando sulle opzioni di viaggio. E’possibile visualizzare gli orari, le dimensioni delle auto e i prezzi delle corse.

Se si sceglie di usufruire del passaggio, va inserito il punto di partenza della corsa, toccare ‘Invia richiesta’ e l’autista arriverà in pochi minuti.

Una volta inoltrata la prenotazione, è possibile visualizzare le informazioni di contatto del proprio autista e i dettagli dell’auto nell’app.

Quando viene raggiunta la destinazione, il prezzo della corsa viene addebitato automaticamente sulla carta di credito associata all’account.

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