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Fs E Anas

Arriva il via libera del Governo al matrimonio tra Fs e Anas. Nascerà il polo nazionale dei trasporti

 

Nasce il gruppo Fs-Anas, il Governo ha dato il suo via libera la matrimonio. La norma che consente l’operazione sarà inserita nel decreto legge sulla manovrina, dopo il via libera rilasciato nelle scorse dalla Ragioneria generale dello Stato. Il decreto conterrà anche le precondizioni da rispettare perchè Anas venga acquisita all’interno del gruppo Fs. Ma andiamo per gradi.

Cos’è l’Anas

anasL’Anas è una società per azioni di proprietà dello Stato Italiano, che gestisce buona parte delle strade e delle autostrade italiane. Unico socio dell’azienda è il Ministero dell’Economia, ma è sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sulla rete che ANAS ha in gestione diretta, deve occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria; di adeguare e migliorare le strade e le autostrade occupandosi anche della segnaletica; di fornire servizi di informazione agli utenti; di attuare le leggi e i regolamenti che hanno a che fare con la tutela della rete e la tutela del traffico e della segnaletica; di adottare i provvedimenti necessari per la sicurezza del traffico; di realizzare e partecipare a studi, ricerche e sperimentazioni in materia di viabilità, traffico e circolazione.

E ancora: altra principale attività dell’ANAS è la progettazione delle nuove opere stradali di importo superiore ai 15 milioni di euro, a partire dallo studio di fattibilità fino alla fase di appalto per la realizzazione effettiva.

Ferrovie dello Stato

Ferrovie dello Stato Italiane SpA è la più importante società operante nel trasporto ferroviario italiano. Nata nel 1905 in seguito alla statalizzazione di numerose ferrovie italiane, viene trasformata, dal 1º gennaio 1986, in ente pubblico economico in applicazione alla legge 210/1985, che istituiva appunto l’ente Ferrovie dello Stato.

Il 12 agosto 1992 l’ente fu trasformato in società per azioni con partecipazione statale totale attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dal 24 maggio del 2011 le Ferrovie dello Stato cambiano denominazione, in Ferrovie dello Stato Italiane Spa, in breve FS Italiane Spa (FS Italiane).

La fusione tra Fs e Anas

Dicevamo che il Governo ha dato il suo via libera alla fusione tra Fs e Anas: la soluzione al matrimonio tra le due società, trovata dai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, prevede è l’acquisizione della società Anas, come è oggi, da parte del gruppo Fs. Anas manterrà la sua autonomia. L’operazione, però, non avverrebbe a titolo gratuito, ma con aumento di capitale di Ferrovie effettuato dallo Stato, con il conferimento di Anas.

A livello tecnico è la soluzione ideale per mantenere invariato il patrimonio dello Stato, che era l’obiezione alla fusione mossa dalla Ragioneria. Scendendo nei particolari, sappiamo che oggi lo Stato ha un valore patrimoniale di 38 miliardi circa di Fs e di 2 circa di Anas. Anche dopo la fusione, grazie alla soluzine tecnica, lo Stato avrebbe un valore patrimoniale di Fs di 40 miliardi circa, mantenendo immutato il saldo complessivo.

L’operazione di carattere patrimoniale non avrebbe impatti sulla finanza pubblica.

La precondizione

Il decreto che conterrà le linee guida per l’attuazione dell’operazione, conterrà anche altre due norme. La prima è una precondizione all’operazione e consente, con circa 700 milioni derivanti da risparmi di gare, di risolvere parte del contenzioso Anas- appaltatori, pari a circa 9 miliardi.

La seconda norma, che sarà inserita per volere del ministro delle Infrastrutture Delrio, consente di accelerare il decollo delle opere previste dal contratto di programma Anas-governo quando passerà il via libera del Cipe.

E ancora. Il Governo starebbe valutando l’ipotesi dell’inserimento di un comma in cui si stabilisce che ogni decisione sul futuro assetto di Anas da parte di Fs sia autorizzata dal Ministero Economia e Finanza.

Il polo nazionale dei trasporti

Grazie alla fusione, Anas verrebbe trasformata in un macchina da investimenti per far crescere il PIL e l’Italia potrebbe (si spera) contare su una rete autostradale efficiente e su un polo nazionale dei trasporti.

Tra gli obiettivi della fusione anche quello di esternalizzare il modello italiano: Anas e Fs dovrebbero andare all’estero per costruire strade e ferrovie.

L’arrivo degli investimenti pubblici

Arrivano anche gli investimenti pubblici. Il Governo ci riprova ed è a lavoro ad un primo Dpcm che dovrebbe assegnare una prima tranche delle risorse ai settori più disparati, per un totale erogato u di 47,5 miliardi fino al 2032. Ad accaparrarsi almeno la metà delle risorse dovrebbe essere il ministero delle Infrastrutture (Mit) che vorrebbe puntare proprio sul rilancio di Fs e Anas, al fine di migliorare strade, autostrade, ferrovie ma anche piste ciclabili e trasporto pubblico locale.

In particolare, Rete ferroviaria italiana potrebbe godere dell’arrivo di 9,8 miliardi di euro per la prima tranche del contratto di programma 2017/2021. Non è l’unico investimento sulle ferrovie, perché tra le richieste rientreranno anche 400 milioni per la sicurezza delle reti regionali.

Ad Anas andrebbero 5,6 miliardi per il contratto di programma 2016-2020. Non solo: sono stati previsti anche 580 milioni per la viabilità delle zone terremotate.

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