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Uber, gli abusi e gli arbitrati. Che cosa c’è di nuovo

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Più di 100 autisti Uber sono stati accusati di moleste sessuali. Le indagini sono in corso, mentre Uber prova a fare un piccolo passo verso le vittime. Articolo di Giusy Caretto


Riabilitare la propria immagine non è semplice. Soprattutto se quello di cui si viene accusati è mancanza di sicurezza e di giustizia. Uber, il colosso americano delle sharing economy, che offre passaggi low cost prenotabili tramite app, ci prova.

Dopo che più di 100 dei suoi autisti sono stati denunciati e accusati di molestie sessuali, con una mossa a sorpresa, la città di San Francisco ha annunciato che cambia le sue politiche di arbitrato obbligatorio a cui sono costretti gli utenti per esonerare dipendenti e conducenti in caso di molestie sessuali e aggressioni.

COSA CAMBIA

Le clausole arbitrali obbligatorie per dipendenti e clienti sono state utilizzate fino ad oggi per mantenere le vittime in silenzio e nascondere attività potenzialmente illegali. Le vittime non dovranno più firmare un accordo di riservatezza e con le nuove regole, le vittime avranno ora la possibilità di scegliere la sede in cui perseguire le loro richieste di giustizia su denunce di molestie sessuali o di aggressione. Le vittime potranno condividere le loro storie.

A rimanere confidenziali, invece, saranno i termini di qualsiasi accordo e la quantità di denaro che una vittima riceve da Uber come risarcimento.

NO ALLE CLASS ACTION

Attenzione, però: l’esenzione dalle clausole arbitrali riguarda solo le rivendicazioni individuali e non le azioni legali di classe.

E se è vero che Uber ha fatto certamente un passo significativo verso l’incontro con le critiche sulle pratiche di Uber, c’è ancora molto che l’azienda è chiamata a fare per migliorare la situazione.

LE ACCUSE DI MOLESTIE SESSUALI

Solo poche settimane fa, la Cnn ha rivelato che, secondo un’indagine attualmente, ci sarebbero più di 100 autisti accusati di molestie sessuali o abusi negli ultimi quattro anni. Per commentare quanto è emerso, Uber ha diramato un comunicato ufficiale nel quale spiega che i veicoli del colosso sono sicuri.

Questi 103 conducenti, secondo quanto spiegato dalla Cnn, sono stati arrestati, sono ricercati dalla polizia o i loro nomi sono stati citati in procedimenti civili relativi agli incidenti. Di questi, 31 sono stati condannati, mentre in altri 18 casi il caso è stato archiviato.

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