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Vaccini in rete, una piattaforma per sfatare falsi miti

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L’azienda Sanofi crea una piattaforma di comunicazione sull’importante tema dei vaccini dove la creatività si incontra col sapere scientifico, a partire dalla necessità di saperne di più

 

Dalle malattie ritornate a notizie di morti che sarebbero potute essere evitate a obbligo vaccinale. Negli ultimi mesi il tema dei vaccini è molto sentito in  Italia.  Non è certo un tema di “opinione”: la scienza non si discute, eppure in rete proliferano fake news e report che incutono terrore ai neogenitori, che vedono nelle piattaforme web l’unica risorsa per una corretta informazione. E allora fare corretta informazione sul tema è diventata cosa necessaria e urgente. E’ per questo che Sanofi ha pensato alla nascita di una piattaforma online, cuarata da esperti, per accompagnare i genitori in una scelta consapevole.

Le statistiche

A quanto dice l’Health Web Observatory, si parla molto di vaccini sul web. Il monitoraggio fatto dall’osservatorio attraverso parole chiave, ha ottenuto un risultato pari a circa 39.500 menzioni totali in soli tre mesi. “Il ruolo crescente di Internet come canale di informazione, anche per quanto riguarda la vaccinazione, è stato confermato dal volume delle ricerche effettuate in rete nel periodo di osservazione sul tema vaccini, in cui prevale il ruolo dei social”, spiega Ketty Vaccaro, sociologa e Presidente dell’Health Web Observatory il 60% delle menzioni analizzate, infatti, erano su piattaforme social quali Twitter (31%) e Facebook (20%), mentre il rimanente 40% relative ad altri siti web. Sulle piattaforme analizzate, preponderante appare la percentuale di utilizzo delle parole chiave legate ai vaccini di utenti di età media, in età presumibilmente genitoriale: il 30% ha un’età anagrafica compresa tra i 45 e i 54 anni e il 23% tra i 35 i 44 anni. A livello regionale, troviamo il Friuli al primo posto per menzioni , seguito da Valle d’Aosta, Marche, Lazio e Veneto.

Se si va oltre l’analisi oggettiva, analizzando il sentiment, si nota che quello prevalente è negativo con 44% del totale delle menzioni, poco più di quello neutrale, 40%, mentre solo il 16% risulta positivo. “Tuttavia le menzioni più popolari nei due canali social più rilevanti – oltre 3milioni e 300mila utenti su Twitter e oltre 1 milione e 100mila su Facebook – sono positive”, precisa Vaccaro.
“Dall’estate 2017 è partito in Italia l’obbligo vaccinale su 10 vaccini per le fasce d’età 0-16 anni. Questa estensione ha generato un dibattito nel Paese che ha coinvolto la politica, la società civile e si è poi riverberato sui social media e online, arrivando a lambire il tema delle fake news, delle “bolle” in rete e della distorta informazione che spesso prevale su quella medico-scientifica e autorevole. Sono dunque fondamentali il ruolo della comunicazione e della corretta informazione sul valore della vaccinazione, diritto-dovere di ogni comunità”, spiega Paolo Bonanni, Professore di Igiene e medicina preventiva presso l’Università degli Studi di Firenze, coordinatore del gruppo “Calendario per la Vita” e co-Presidente della giuria di #PerchéSì.
#PerchéSì
vaccini“Il ruolo crescente di Internet come canale di informazione, anche per quanto riguarda la vaccinazione, è stato confermato dal volume delle ricerche effettuate in rete nel periodo di osservazione sul tema vaccini, in cui prevale il ruolo dei social”, spiega Ketty Vaccaro, sociologa e Presidente dell’Health Web Observatory.
Partendo da questo statement, Sanofi – società biofarmaceutica globale che si focalizza sulla natura umana dedita alla prevenzione tramite i vaccini e ai trattamenti innovativi per combattere il dolore e alleviare la sofferenza, presente in 100 paesi, con circa 100.000 dipendenti – si propone di condividere le migliori pratiche nella gestione della comunicazione sui vaccini, provenienti esclusivamente da enti accreditati, associazioni, società scientifiche, strutture ospedaliere pubbliche e giovani creativi.
“Il progetto #PerchéSì apre una nuova grande opportunità: creare una piattaforma di comunicazione sull’importante tema dei vaccini dove la creatività si incontra col sapere scientifico” – commenta Simona Maschi, direttore e cofondatore del Copenaghen Institute of Interaction Design e Copresidente della Giuria di #PerchéSì – “Crediamo in un approccio di “open innovation” dove individui ed organizzazioni pubbliche lavorano insieme per raggiungere il massimo livello di trasparenza e accuratezza nel comunicare il valore del vaccino nella società contemporanea”.
Le iniziative
#PerchéSì prevede due iniziative: un contest e un laboratorio di idee per fare rete sulla comunicazione in ambito vaccinale.
Il contest pone l’accento sulle progettualità già messe in atto: comprenderà tutte le campagne implementate negli ultimi 18 mesi che riguardano il tema della vaccinazione; il secondo è un confronto aperto e un momento di co-creazione che coinvolge giovani ed esperti per declinare i temi della comunicazione su questo tema.
Il progetto #PerchéSì  partirà a gennaio 2018 e la premiazione finale si terrà a giugno 2018. Le iscrizioni si apriranno a gennaio 2018 e potranno partecipare Università, centri di ricerca, associazioni, società scientifiche, ASL e distretti sanitari. Al progetto vincitore, valutato da una giuria composta dai rappresentanti del “Calendario per la Vita” ed esperti di comunicazione, verrà offerto un master intensivo in comunicazione vaccinale in una struttura italiana di eccellenza.
Il progetto #PerchéSì offrirà inoltre l’opportunità per il primo hackathon italiano dedicato alla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini: un vero e proprio laboratorio di idee con la partecipazione di grafici, designer, startupper, studenti e neolaureati in comunicazione medico-scientifica, freelance legati al mondo del visual e del video, che si confronteranno con gli esperti di comunicazione in quest’ambito, i finalisti del contest, per lo sviluppo di nuove idee comunicative. Le iscrizioni all’hackathon saranno aperte a febbraio 2018. Al team vincitore sarà offerto un viaggio-studio all’Institute of Interaction Design di Copenaghen.
“Il lancio del progetto #PerchéSì – ha dichiarato Mario Merlo, General Manager di Sanofi Pasteur Italia e Malta – rappresenta per Sanofi Pasteur un modo per favorire la condivisione delle idee e dei diversi approcci comunicativi rispetto al tema della vaccinazione, sostenere un dialogo aperto con l’opinione pubblica al fianco di istituzioni e società scientifiche per promuovere la cultura della prevenzione e il suo valore per la persona e per la sanità pubblica”.

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