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Cyberbullismo

Il Governo approva una legge contro il cyberbullismo: cosa prevedono le nuove norme 

C’è la legge contro il cyberbullismo: la Camera ha votato il testo all’unanimità. Le nuove norme sono state dedicate da Laura Boldrini a Carolina Picchio, la quattordicenne che si è tolta la vita dopo un episodio gravissimo di bullismo in rete.

“Si tratta di un primo passo ma necessario e doveroso da parte del Parlamento” ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, prima del voto. “Vorrei rivolgere un saluto, irrituale ma doveroso, al dottor Picchio, che ci segue dalla tribuna. Si tratta del padre di Carolina che purtroppo a soli quattordici anni si è tolta la vita ed è la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo del nostro Paese”.

Ma cosa prevede la nuova legge? Scopriamolo insieme.

Italiani sempre più connessi (e meno consapevoli)

Partiamo da questo. Gli italiani (picoli e grandi) sono sempre più connessi e sempre più social. Secondo una ricerca di IPSOS per Save the Children su “Il consenso in ambiente digitale: percezione e consapevolezza tra i teen e gli adulti”, adulti e ragazzi hanno una media di più di 5 profili a testa, e sono sempre più connessi via smartphone, ma, allo stesso tempo, sono quasi del tutto inconsapevoli delle conseguenze delle loro attività in rete.

Sia tra i bambini che tra gli adulti è in forte crescita l’uso dello smartphone, la cui molteplicità di funzioni ha ormai rimpiazzato cellulari tradizionali, video e fotocamere, lettori mp3. Dalla ricerca emerge che quasi la totalità dei ragazzi (97%) e degli adulti intervistati (95%) ne possiede uno.

Quello che preoccupa è la scarsa cura della propria storia online, “che non prevede una “manutenzione” costante dei propri profili e che sembra quasi esasperare l’importanza esclusiva dell’essere “presente qui e ora”: circa 9 su 10 non compiono azioni efficaci per proteggere la propria immagine online”, denuncia Save The Children.

A testimoniare la costante connessione è anche una ricerca commissionata dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e realizzata dall’Università di Firenze e Skuola.net. I dati mostrano che il 19% dei teenager dice di essere connesso tra le 5 e le 10 ore al giorno e quasi un intervistato su 5 dice di non poter fare a meno di Internet (neanche a scuola).

Cosa è il cyberbullismo

cyberbullismoIl termine cyberbullismo è stato coniato dall’educatore canadese Bill Belsey nel 2002, e poi ripreso nel 2006 da Peter K. Smith, che ha provato insieme al suo team, a dare una definizione del fenomeno.

Si tratta di “un atto aggressivo e intenzionale, condotto da un individuo o gruppo di individui, usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel corso del tempo contro una vittima che ha difficoltà a difendersi”, aveva detto nel 2008 Peter K. Smith.

Con cyberbullismo, dunque, intendiamo un comportamento malevole, che avviene attraverso mezzi informatici, ai danni di una persona. Si tratta di qualcosa di ben peggiore del bullismo: la vittima può essere raggiunta a qualsiasi ora del giorno e della notte, mentre i carnefici potrebbero anche trovare un modo per rimanere anonimi.

Le vittime più esposte sono gli adolescenti, tra i 13 e i 17 anni.

I numeri del cyberbullismo

Non esiste un stima realistica del numero delle vittime di cyberbullismo. Secondo gli ultimi dati della Polizia Postale e delle Comunicazioni, nel 2016 sono stati trattati 235 casi di cyberbullismo, ovvero di denunce in cui i minori sono risultati essere vittime di reato.

In particolare, lo scorso anno sono stati segnalati 88 casi di minacce, ingiurie e molestie; 70 furti d’identità digitale sui social network; 42 diffamazioni online; 27 diffusioni di materiale pedopornografico; 8 casi di stalking. E ancora. Sono stati 31 i minori denunciati alle autorità perché ritenuti responsabili di reati: 11 per diffamazione online; 10 per diffusione di materiale pedopornografico; 6 per minacce, ingiurie e molestie; 3 per furto d’identità digitale sui social network; 1 per stalking.

Le nuove norme

Chi è il cyberbullo. Il testo approvato dalla Camera prevede, in primis, una definizione legislativa di cyberbullismo e, dunque, di cyberbullo. Il bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori.

cyberbullismoNon solo. È considerato atto di bullismo anche la diffusione online di contenuti (anche relativi a un familiare) che potrebbero offendere e portare un minore all’isolamento, mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.

Oscuramento del sito. In base alle nuove norme, il minore (che ha già compiuto 14 anni, altrimenti il genitore) vittima di cyberbullismo può,chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti offensivi che lo riguardano. Il sito dovrà provvedere entro 48 ore, altrimenti l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore.

Professori referenti. La parola d’ordine sarà prevenire. Ed è per questo che ogni istituto scolastico individuerà, tra i professori, un referente per le iniziative contro il cyberbullismo. Sempre in base alle norme, il Preside dovrà informare le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico e attivare adeguate azioni educative, tempestivamente. Non solo. Ogni istituto è chiamato ad educare alla legalità e all’uso consapevole di internet, in collaborazione con polizia postale e associazioni territoriali.

Anche il Miur dovrà fare la sua parte. Il Ministero dovrà predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto puntando, tra le altre cose, sulla formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti.

Ammonimento da parte del questore. Nel caso si verificassero atti di cyberbullismo, in mancanza di una denuncia formale, come già previsto per lo stalking, il cyberbullo potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. Insieme al minore sarà convocato anche un genitore. Gli effetti dell’ammonimento cessano al compimento della maggiore età.
Un piano d’azione. La presidenza del consiglio istituirà un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il cyberbullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno.

Un risultato importante e atteso

“L’approvazione definitiva del ddl sul cyberbullismo è un risultato importante e atteso da tempo. Particolarmente positiva è  la scelta di coniugare approccio preventivo e riparatorio, grazie alla promozione dell’educazione digitale e alla specifica procedura di rimozione dei contenuti lesivi della dignità del minore. L’Autorità si impegnerà a svolgere, con la responsabilità che a tale alto compito si addice, l’importante funzione di garanzia assegnatale dalla legge anche in questo contesto. E’ infatti fondamentale garantire la tutela di una generazione tanto più iperconnessa quanto più fragile, se non adeguatamente responsabilizzata rispetto all’uso della rete. Confidiamo che ai nuovi compiti corrispondano nuove indispensabili risorse umane”, ha affermato il Garante della Privacy, Antonello Soro.

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