Innovazione

Se stalkeri qualcuno su Facebook, Zuckerberg lo sa

di

Ieri il Congresso degli Stati Uniti ha pubblicato le risposte di Facebook alle domande formulate durante le audizioni di aprile di Mark Zuckerberg. Poche novità in sostanza, a parte un sospetto confermato… 

Ci sono voluti due mesi e 454 pagine per formulare le risposte alle oltre 2mila domande poste dai membri del Congresso americano a Mark Zuckerberg, ceo e fondatore di Facebook, chiamato in udienza a seguito del datagate Cambridge Analytica.

454 PAGINE DI RISPOSTE

L’ampio documento, inviato da Facebook alle due Commissioni e pubblicato lunedì, aggiunge poco in realtà rispetto a quanto precedentemente dichiarato dall’azienda e dal suo ceo. Un esempio: alla domanda sull’estensione del Gdpr – il Regolamento europeo sulla privacy entrato in vigore lo scorso 25 maggio – a tutto il mondo, il social risponde che “i controlli e le impostazioni attivate per il Gdpr sono disponibili a tutti”, ribadendo una posizione già espressa senza entrare nei dettagli o apportare nuove informazioni.

SE HAI STALKERATO QUALCUNO FACEBOOK LO SA

Tutte le volte che hai cercato una persona su Faccialibro (un ex, uno spasimante o chiunque sia) convinto che nessuno venisse a conoscenza di quei ripetuti click, ecco ti sbagliavi di grosso. A differenza di altri social network (come LinkedIn per esempio), ogni volta che si visita il profilo di qualcuno su Facebook, quest’ultimo non è avvisato tramite notifica del tuo passaggio sulla sua pagina. Tuttavia, qualcuno tiene il conto di tutte le visite e sa se ti sei lasciato prendere la mano a cliccare su un profilo: Facebook. Come ha evidenziato il sito Quartz, tra le 225 pagine di domande e risposte c’è anche l’interrogativo del senatore della California Kamala Harris che si domanda se il social network “raccoglie e memorizza in modo permanente” ogni ricerca effettuata dagli utenti su un’altra persona sulla piattaforma. La società di Menlo Park ha risposto che, in effetti, ha mantenuto tutti i record del nostro “stalking online”. Il gruppo di Zuckerberg ha specificato però che puoi cancellare qualsiasi query di ricerca, anche se ci vorranno circa sei mesi affinché il registro sparisca completamente. È sufficiente andare sul “Registro attività” nella pagina del tuo profilo e fare clic su “Cronologia ricerche”. Accanto a ogni query, c’è un’opzione per eliminare.

RICORDATI DI RICORDARE

Per rimanere in tema di archivio di dati e informazioni, il social network ha lanciato una nuova sezione chiamata Memories con cui gli utenti possono riflettere su momenti condivisi in passato. No, non è la funziona Accadde Oggi (on this day) che consente di vedere cosa è stato condiviso negli anni precedenti rispetto alla data attuale. Memories è una sorta di Accadde Oggi al quadrato: include infatti nuovi contenuti, tra cui le amicizie strette proprio in quel giorno (del passato), riassunti periodici (mensili, settimanali ecc) e ricordi che si possono essere persi. Gli utenti inoltre potranno modificare le impostazioni in modo da impedire che ricordi meno felici tornino alla ribalta, escludendo date o persone specifiche. Il sistema dovrebbe anche individuare ricordi potenzialmente negativi sulla base delle reazioni degli amici e delle parole chiave utilizzate. Negli ultimi mesi vi sarete già accorti della comparsa nella timeline degli “anniversari dell’amicizia” (video creati da Facebook per celebrare le amicizie che avete stretto) e d’ora in avanti queste funzioni verranno raccolte in modo più sistematico in una sezione dedicata.

FIDUCIA CHE VACILLA

Quasi a scoppio ritardato si potrebbe dire. Forbes ha pubblicato i risultati di un report di eMarketer che evidenzia un significativo calo di fiducia dei consumatori in Facebook dopo lo scoppio a marzo dello scandalo di Cambridge Analytica.

Secondo uno studio di YouGov e The Economist citato da eMarketer, solo il 24% degli utenti statunitensi è convinto che il social network di Zuckeberg farà abbastanza per tutelare i dati personali in futuro. Emerge poi che quelli più dubbiosi circa le azioni di Facebook sono i più giovani: dal 79% degli utenti nel 2017 che ritenevano Facebook garantisse la propria privacy si è arrivati al 27% dopo il datagate più grande di sempre. Senza dimenticare l’ultimo guaio: solo una settimana fa la società di Menlo Park ha rivelato che un bug del sistema ha cambiato automaticamente le impostazione della privacy rendendo pubblici i post di 14 milioni di utenti.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati